Anticipazioni: Better Together cap 1

Un assaggio inedito dal primo capitolo di “Better Together”

Così, ecco che inizia il concerto come sempre, con I can’t do it without you di Ross ma … cosa succede? Sullo schermo di scenografia le mie sfilate? Le mie creazioni e … le foto dei “bei tempi” di Pompei! Quel disgraziato di Marcus, stalker che non è altro! Pure quelle si è tenuto per ricordo? Io lo ammazzo di nuovo. «Alcune foto sono mie e altre di Stefano, non sono tutte dello stalker» mi rassicura Nut ma sono troppo emozionata per replicare.

Caspita, com’ero giovane, sono davvero cambiata da allora? Keanu dice che non sono diversa da quando mi ha conosciuta ventisei anni fa, io mi sento un’altra donna e sono certa che il primo a cambiarmi sia stato proprio quella sorta di “ex” cattivo risorto che, questa sera sembra voler porre rimedio al primo dolore che mi ha causato e a tutti i successivi, compreso avermi ucciso la figlia che, se non fosse stato per Celestia sarebbe stata ancora morta … o chissà, forse sarebbe tornata assieme a lui, Andres, Lilith e la banda dei vizi rattrappiti.

Sono cambiata, invecchiata, maturata sì e credo che l’incontro che ha fatto tutto sia stato con Javier. L’uomo più affascinante della Terra, fisicamente e psicologicamente. Una ricetta ben amalgamata di sex appeal e intelligenza: la perfezione assoluta. E posso dire con grande onore (e col solo rammarico di non aver mai ‘consumato’ con lui) di essere la sua migliore amica. Un amore così grande è il dono che mi ha cambiato la vita, che mi ha resa quella che sono e che ha fatto sì che potessi conoscere e innamorarmi dell’amore della mia vita, lo so, pare strampalato a dirsi, ma Draghetto, Keanu sarebbe stato impossibile da amare senza lo spirito di Javier dentro di me.

Che dire di lui, allora? Di mio marito: il Secchione più carino della terra come gli dissi tanto tempo fa … Venticinque anni di matrimonio il prossimo dicembre, otto figli: cinque partoriti regolarmente, uno sdoppiato perché tornato dal futuro e due adottati, uno mio parente di sangue perché figlio di mio fratello Giacomo e l’altra figlia del mio primo ragazzo morto ucciso da Keanu ma per colpa di Marcus. Una nipote, voglio sperare “per ora”, Anna. Arrivata dal futuro in un presente dove lei non c’è né nell’utero né neonata.

Così, quando mio marito esce a cantare L’uomo delle stelle con Javier, come hanno fatto solo un’altra volta, al nostro matrimonio, non posso fare a meno di piangere. Al pari del gruppo dei miei figli che hanno scritto una canzone per il mio compleanno tutti assieme, compreso il più piccolo, Junior di 11 anni. Pure Michel si è commosso … ma anche lui, il buon vecchio Beccaccione mi dedica quello che sa fare meglio – no, non quello ­– suonando al piano una rivisitazione di un brano in origine cantato da Claudio Villa e Renato Zero (e dedicato ad una sedicenne, ma son dettagli) che lui canta assieme al redivivo Bonazzo Andres!

Il colpo di grazia arriva dalle quote rosa: le mie ragazze, quelle della premonizione della Cumana, è vero manca Esmeralda ma, stasera, è come se non me ne accorgessi … un momento, cosa? Un collegamento da Los Angeles? Chi potrebbe cantare … Non ci posso credere …

«Chi diavolo è quello?» chiede Michel a Javier, ignaro della sorpresa.

«È il Diavolo»

«Mi prendi per il culo, cognato?»

«Lucifer Morningstar, quel Lucifero»

«Javier … scusa l’ignoranza, perché l’arcangelo ribelle dovrebbe cantare, pure bene, per fare gli auguri al suo alter ego in Terra, ovvero l’arcangelo paolino di San Michele/Cancer?»

Javier ride come un pazzo: «Perché, intanto canta bene perché tu m’insegni che era il più dotato degli arcangeli …» ma Michel lo interrompe «Risparmiami la lezioncina, io scopavo in Grecia, cosa che credevo facessi pure tu a Cuba, non studiavo angelologia!»

«Sono amici» Javier continua divertito ma cerca di assumere un po’ di serietà «e tecnicamente non è proprio il nostro Lucifero, è un Lucifero ma di sicuro è il meno pericoloso di qualsiasi storia, ed è ben lontano dalla teologia cui siamo abituati»

«E conosce Cassiopea?»

«Anche Keanu. Ricordi quando sono andati a fare quelle conferenze in California qualche anno fa?»

«Ok, sono l’ignorante del gruppo ma, se tanto mi dà tanto, questo non deve far parte della nostra storia, sbaglio?»

«Non sbagli, Michel. Ma questo rimescolamento fa parte sia del varco di Desperatio che del Butterfly Effect causato da Andrew quando è tornato indietro nel tempo e ha salvato Filippo e Maya»

«Mi stai sul cazzo quando fai il sapientone, menomale che dobbiamo tornare a suonare, il diavolo alto, moro e fico ha finito di farci sfigurare!»

«E io che credevo di essere l’unico alto, moro e fico della vita di Cristina!»

Michel scrolla la testa: «Tu passi troppo tempo con Vincent!»

«No, passo troppo tempo con te, Beccaccione

«Torna in scena, Bel Tenebroso

 

Crazy for Caravaggio – Pillole di libri, un capitolo a caso: VENETIAN DREAM

[…] Trovo una scusa e torno alla Ca’ Fenix mentre Madleine si fa la doccia. Cerco Bianca e le chiedo: «Come posso contattare Caravaggio?»

«Tramite una sua opera»

«Peccato che a Venezia non ce ne siano e mi sono pure informato su qualche mostra itinerante ma zero assoluto!»

Lei sorride e, sì … i fantasmi sorridono.

«Lo studiolo di Jacopo è chiuso al pubblico, ma un ex pirata come te non avrà difficoltà a forzare una serratura»

«C’è un Caravaggio?»

«Lo ha avuto in eredità per due generazioni di cherubini paolini»

Non è difficile aprire la porta, Bianca mi lascia entrare per primo mentre descrive il quadro: «San Lazzaro di Betania di Michelangelo Merisi»

«Figlio di cinquantasei milioni più una!» esclamo «Quello ha fatto il ritratto a Akim?!»

«Deduco sia un tuo amico del tuo tempo, come è possibile che lui abbia potuto ritrarlo?»

«Non lo so, ma da morto l’ha visto … lunga storia, Bianca!»

Lo evoco. Vorrei chiedergli come mai la faccia del russo è nel dipinto del santo, ma so che ha poco tempo per me e voglio sapere come rimanere me stesso e poter aiutare i due fantasmi.

«Usa il tuo colpo alla minima potenza» sospira e sogghigna «in quel modo potrai anche sfruttare il sacramento al tuo vantaggio»

Ho capito tutto. Con la speranza che mi ha dato, gli perdono anche il ritratto al tritone!

[…]

Dopo cena ritorniamo a passeggiare ci fermiamo su un altro ponticello. La stringo e stiamo in silenzio per qualche minuto:

«Javier, vorrei poterlo vivere quel momento domani. Voglio essere io fra le tue braccia e non soltanto prestare il mio corpo a Bianca! Magari è questo il sacramento cui alludeva pure Teseus un anno fa?!»

«Anch’io lo penso. Per questo ho contattato Caravaggio e mi ha detto che il mio colpo a bassissima potenza ci farà tornare in noi al momento opportuno, questo ci farà restare lucidi senza invalidare il favore ai nostri fantasmi!» ‎

«È rischioso?»

«No, assolutamente‎»

«Come hai contattato il pittore? Al telefono?»

«No, pare che i nostri amici della Ca’ Fenix possiedano l’unico Caravaggio di Venezia, si tratta di un san Lazzaro … che somiglia a Akim!»

Lei si mette a ridere perché nota la mia espressione di disappunto.

«È colpa tua, se avessi scelto Andres, il tuo santo somiglierebbe a tuo fratello»

«Sai che consolazione!»

Mi allontano leggermente e tiro fuori dalla tasca una collanina con un ciondolo d’oro.

«Sei sempre il solito. Nemmeno un pacchetto!» brontola lei.

Ha ancora al polso il mio bracciale con la stellina.

«Volevo mettertela al collo‎» ‎

È una nota musicale con la spada di Περσέας e una “M” fuse insieme.

«L’ho disegnato io, poi Colin ha fatto tutto il resto» spiego mentre l’aiuto a indossarla.

«Grazie, è bellissima‎» ‎

Le prendo il viso tra le mani e la bacio delicatamente.

«Senti ma che fine ha fatto?»

Lei capisce di cosa sto parlando.

«È andato perduto con i cocci del tuo pullman purtroppo…»

Ritorniamo in camera.

Madleine è silenziosa, io altrettanto.

Ripongo la giacca sull’appendi abiti, lei si toglie i sandali e mi guarda. Dopo qualche minuto in cui non fa che guardarmi mi metto a ridere:

«Cosa c’è?» domando.

[…]

Per saperne di più clicca qui.

P.S.

QUESTA E’ UNA STORIA DI FANTASIA.

Non risultano attestazioni attendibili che Caravaggio sia mai stato a Venezia, se non supposizioni di vari storici dell’arte tra cui GP Bellori. L’inserimento del quadro (anche in questo caso di fantasia)  non ha alcun riferimento. Caravaggio dipinse una “Resurrezione di Lazzaro” conservata a Messina ma non vi è alcuna somiglianza con Akim!

28 maggio: buon compleanno, Akim!

E’ uno dei personaggi della saga di “Per Amore e per” più amati, anche al di fuori di essa …

«Ora mi ricordo! Lei balla con Christopher Vertikov e con … Dio!»Marco mi guarda. Agostino ride come un pazzo. Il vichingo pure: «Con “Dio” intende Akim Raskol’nìkov?» «Intendo lui»
(Lara Lalli – Vendette a freddo)

Nasce a Mosca, almeno così sembra, nel 1963 e si ritrova orfano e presso la casa famiglia che gli creerà i primi problemi e i primi nemici … che ritroverà più volte nel corso della saga, persino invecchiati parecchio!

Ha un’identità di gender particolare, ama intensamente Christopher, suo amico e compagno di studi sia come guerriero paolino che come ballerino, ma ha relazioni più o meno forti con le donne: una ballerina/spogliarellista dalla quale avrà una figlia che scoprirà molto tardi; con Amber, l’amore della sua vita, la sua partner di danza, che sposerà non senza difficoltà e da lei avrà il meraviglioso Parsifal. Ma i rapporti forse più controversi e intensi saranno con Javier e Madleine.

Con il primo nascerà un’amicizia unica, divisa anche da una predestinazione di virtù paolina, con la seconda, un amore quasi impossibile ma forse il più vero di tutti quanti. Javier chiederà ad Akim un favore immenso, costo della vita, ed egli glielo concederà, forse da quello, o forse dal fascino della meno bella, ma più sensuale protagonista saga, nascerà un’amicizia profonda con tanto di coinvolgimento fisico con Madleine, che li accompagnerà tutta la vita e sarà anche (spoiler alert!) il leitmotiv del penultimo libro della saga.

Akim è un infermiere e un ballerino tra i più bravi al mondo, ha una passione per i tuffi, che condivide con Madleine e che lo renderà parte dello staff del Team Malta nel momento in cui Agostino diventerà maltese e gareggerà per il piccolo stato del Mediterraneo. Nella gerarchia “paolina” è un tritone angelico o paolino, facente capo al quarto ordine segreto dei Templari, è il Presente di Prudentia e diventerà … attenzione … non anticipo nulla.

Divide dal 1992 la casa OCA ( = Ossian, Christoper e Akim) creata con i coinquilini, di Ossian è pure cognato in quanto fratello di Amber, e dove vivrà con la sua famiglia e quella degli altri suoi amici. Ha tre figli: Ilona, nata dalla relazione con una spogliarellista, Parsifal, con sua moglie Amber; e Celestia, adottata nel 1999 ma su di lei non sveliamo molto (chi volesse saperne di più legga Ten), ed è pure nonno di due bambini che sono la stessa persona: Naveen e Velymir e di due bambine che sono la stessa persona: Laura e Sophia. Anche per capire qualcosa su questo sdoppiamento rimando a One Last Dance e Hope Never Dies (libri 12 e 14 della Saga).

Con Madleine divide anche la partnership artistica, una delle più azzeccate della storia e della narrazione del libro.

E’ narratore unico e protagonista in The last two to dance (libro 6) e racconta le vicende con altri nei libri successivi escluso Ten.

L’aspetto fisico di Akim è ispirato agli attori Orlando Bloom e Rupert Friend.

Per rendergli omaggio, proponiamo un estratto da Left Outside Alone, in occasione del suo 50° compleanno:

CAPITOLO 16

 Michel Matisse: @mich_matisse: cerchi di fare di tutto perché i tuoi figli abbiano il meglio di te e qualche volta, ci riesci!

50 sfumature di Akim

{Angel}

 […]

Peaceville, 28 maggio 2013 

Siamo tutti all’In fondo al Mar Millenium chiuso per “festa privata”, in questo caso i cinquant’anni di Akim.

Si canta, si balla e si fa baldoria per la pace finalmente conquistata da tutti, festeggiamo anche i nostri successi artistici. Indossiamo tutti una maglietta o un indumento che riporta una “A” bianca in un cuore rosso e la scritta 50.

Parsifal e sua madre Amber ballano persino sulle note dello Schiaccianoci, il balletto preferito del festeggiato, mentre a turno tutte vogliono ballare con Akim, persino Celestia. La casa Oca si esibisce in un rock acrobatico che prevede in cima alla piramide finale proprio le ragazze, Luna, Celestia ed Elettra.

Al momento della torta è Amber che la porta ad Akim dicendo:

«Esprimi un desiderio e fa che t’appartenga»

C.C

Pillole di libri, un capitolo a caso: LEFT OUTSIDE ALONE

CAPITOLO 7

Daphne Barbie: @daphne_barbie: a volte sarebbe meglio essere di plastica e gomma per non sentire il male del mondo!

I regali di Natale 

{Felix}

Balzan, 25 dicembre 2011

 Prima di dirvi chi sono è meglio che vi dica “cosa” sono. Sono una bambola, un giocattolo per bambine regalato ad una bimba di quasi quattro anni che ha espresso un desiderio al suo papà e lui, quasi senza saperlo, mi ha reso vivo. Mi chiamo Felix come il personaggio di un telefilm brasiliano per ragazzini, sarei in pratica il batterista di una band di fantasmi. Sono un Ken della nuova generazione, snodato, muscoloso e con i capelli di nylon come le controparti femminili della mia serie, le Barbie.

Da mesi guardo un’altra bambola, con i capelli rossi che raffigura il personaggio di un film della Disney, Merida la ribelle.

Apparteniamo tutti alla stessa bambina, Anjelica, il cui mitico padre è Teseus. Se sei una bambina stupenda e hai un papà che è Caritas puoi permetterti; il giorno di Natale, di esprimere un desiderio banale, forse perché hai appena visto Toy Story 3, (uno dei regali sotto l’albero insieme all’ennesima Barbie e a mille altri); di chiedere che le tue bambole prendano vita come quelle del film.

Non so come abbia fatto, ma è successo e Teseus mi ha dato non solo animazione come in Toy Story ma sono diventato un ragazzo vivo, con l’anima e tutto il resto, battezzato dai cristiani e con me altre due bambole: Merida e la new entry tra le Barbie, Daphne.

La mattina del 26 dicembre 2011, Anjelica è in lacrime ha reclamato le sue bambole, che erano sdraiate e nude ai piedi del suo letto, adulte e grandi come i suoi genitori o zii.

Ci ha trovati Gemma e anche se fino a ieri ero bambola oso dire che ho provato un certo imbarazzo a stare come mamma (ehm, fabbrica?) mi ha fatto davanti a lei.

Mai quanto le altre due signorine che immediatamente si sono coperte con le lenzuola del letto della bambina.

«Chi sono loro? E dove sono Merida, Daphne e Felix?» brontola piangendo Anjelica.

«Credo che siano» Gemma è in difficoltà «no, io torno a dormire, evidentemente ieri ho esagerato con lo spumante. Sto sognando, quindi, Anjelica, nanna!»

Fa per andarsene ma la trattengo:

«Non hai bevuto, siamo davvero quelle bambole!»

Le nostre voci attirano anche gli altri della casa e la ragazza realizza di non stare sognando.

«Teseus perché qualche volta Caritas non te la infili dove osano le aquile‎‎?»  brontola Gemma.

Emily, l’altra sorella è più pacifica:

«Spettacolare. Bambole dotate di anima … Tess ti sei superato!»

«Superato? Questa cosa è grottesca!» esclama lui.

«Lo dici a noi?» replica Merida.

 Floriana, 7 gennaio 2013

Insomma, per farla breve da allora siamo vivi, ci hanno battezzati e ci hanno fornito di un lavoro ma il destino ha voluto che quelle che erano le caratteristiche che ci aveva attribuito la bambina sono diventate i nostri talenti o i nostri carismi.

Così anche noi siamo diventati parte della scuola RADC, dove tra l’altro Daphne lavora come impiegata. Io invece sono stato assunto da Akim in ospedale come infermiere e Merida da Cassiopea come apprendista sarta ed è anche bravissima a fare bijou con vari materiali. Andiamo anche a scuola per quella che potrebbe essere la nostra età poco più di vent’anni, quindi l’università.

In sostanza, con una trasmissione di energia chiamata mana, il giorno del nostro Battesimo, Teseus, Luna e Madleine hanno trasfuso in me, Merida e Daphne molti talenti rendendoci capaci di una vera vita umana.

Così sappiamo ballare e cantare sebbene non ai livelli degli originali‎ trasmettitori, ma possiamo migliorare con l’esercizio. Il resto cerchiamo di aumentarlo con la vita, studiando e imparando. Viviamo al palazzo della T.F.I sperando un giorno di avere una casa nostra magari non prodotta da una multinazionale di giocattoli!

Una cosa è rimasta della nostra condizione precedente: possiamo tornare bambole a comando e in questo stato riusciamo a leggere nel cuore delle persone. È apparentemente un’assurda situazione perché da oggetti inanimati senza organi né altro che possa corrispondere ad una qualche umanità, riusciamo a penetrare nell’intimo il genere umano. Tuttavia il nostro leggere nel cuore rimane superficiale, quelli che sono i viaggi d’amore che compie Teseus solo stringendo una mano al prossimo sono ben lontani da noi.

Tutti conoscono la nostra storia ma solo Teseus sa che possiamo trasformarci in bambole. Daphne ha anche sperimentato quelli che sono i sentimenti umani e si è fidanzata con Ben, il figlio di Hans e Calliope.

Invece io sono innamorato di Merida e lo sono da quando ancora ero una bambola e non avevo un cuore che batteva, né uno stomaco dove si muovono le cosiddette farfalle, né cellule e muscoli in tumulto sessuale!

Non so se lei mi ricambi, ho paura ad appurarlo e, per tanto, cerco di gustarmi i momenti insieme ringraziando Teseus per avermi messo in coppia con lei a ballare.

 Floriana, 11 gennaio 2013

Da quando Parsifal e Gemma sono partiti proviamo non più tutti insieme ma divisi in coppia. Daphne è l’unica oggi ad attardarsi in palestra. Avendo le chiavi si permette di fermarsi un po’ a smaltire la fatica dell’allenamento. Stasera non si è accorta però, che alla RADC c’è ancora qualcun altro.

Lo capisce quando s’appresta ad andare a lavarsi. Appoggia il borsone e l’accappatoio negli attaccapanni del bagno, sente il rumore della doccia scorgendo scivolare l’acqua sporca di rosso verso la bocchetta di scolo. È spaventata perché avverte un’energia negativa. Si guarda attorno in cerca degli abiti dell’altra persona e una volta trovati, sposta le sue cose nella fila dietro in modo da ottenere una visuale su chi arriverà tra poco ad asciugarsi.

Daphne si siede sul suo asciugamano e si tramuta in bambola. Tra le pieghe della spugna non si vede neppure e comunque, chi arriverà la scambierà per un giocattolo dimenticato lì dalle bambine che hanno fatto lezione nel pomeriggio.

La sconosciuta (l’unica certezza è il sesso dato che si trova nella zona delle donne) si avvicina ai suoi vestiti e Daphne se potesse strizzerebbe gli occhi per capire chi e soprattutto cosa sia dato che sta vedendo la parte segreta della donna e non quella che vedrebbe il mondo. L’altra non si accorge neppure che ci sono degli indumenti nella panca attaccapanni dietro, si veste ed esce.

Daphne allora, una volta capito che la tizia non tornerà più indietro, ritorna umana e va a vedere la doccia da cui è uscita:

«Questo è sangue!» esclama notando ancora delle macchie sulle piastrelle del pavimento. Corre dalla sua borsa e mi telefona:

«Dimmi che non sei di turno!»

«Sto uscendo dall’ospedale adesso, cosa c’è?»

«Ho bisogno che tu venga alla RADC in fretta e porta uno di quei “cosi” per prelevare campioni di sangue, una roba da C.S.I»

«Daphne cosa succede?»

«Te lo spiego quando arrivi, intanto chiamo Luna»

«Ok» sono perplesso ma il tono agitato di Daphne mette ansia anche a me, in fin dei conti da quando è umana, non è mai stata una che abbia dato di matto.

Intanto lei telefona anche a Luna:

«Scusa ma ho bisogno che tu venga immediatamente alla scuola di tuo padre!»

«Daphne cosa succede, sembri sconvolta!»

«Lo sono!»

Luna raggiunge velocemente Daphne che le racconta quello che ha visto:

«Tu puoi trasformarti in bambola e vedere l’anima delle persone?»

«Sì. Al momento solo tuo marito lo sa, come me possono farlo anche Merida e Felix! Non è però questo il punto … quell’essere sembrava la moglie di Frankenstein, non quello che conosciamo noi, quello mostruoso del romanzo, e la cosa peggiore è che si è lavata il sangue da dosso!»

Luna guarda le macchie sul pavimento: «Dovremmo prelevare dei campioni e mandarli a New York … in questi giorni è accaduta una cosa strana …»

«So delle accuse contro Francesco!»

«Anche se lui è stato scagionato perché era con Elettra resta la presenza del suo DNA e delle sue impronte sulle vittime. Quindi se mi dici che la tizia che era qui sembrava il mostro descritto da Mary Shelley, potrebbe esserci un nesso‎»

«Noi siamo a Malta e gli omicidi a New York!» obietta Daphne.

«Senti io sono venuta qui in teletrasporto, una cosa che non facevo da sei anni ma che è nelle mie capacità. Chi mi dice che anche l’assassino newyorkese non possa teletrasportarsi?»

«È vero e in questo modo potrebbe scappare molto bene da chi lo sta cercando‎» ‎

«Tu non hai capito chi possa essere agli occhi di tutti la donna della doccia?»

«No, purtroppo. La potevo vedere solo nel suo aspetto mostruoso‎»

Arrivo anche io, in scooter ci ho messo un po’ di più che con il teletrasporto!

Mi spiegano tutto ed io confermo a Luna la cosa delle bambole. Raccolgo il sangue, in due anni da infermiere comincio a capire alcune cose e quel sangue ha qualcosa che non va.

«Lo porto in ospedale, faccio dei controlli. Bisognerebbe parlare con gli amici di Eos» consiglio.

«Certo,» conferma Luna «aspettiamo solo di avere delle certezze»

Ritorno in ospedale e, approfittando di non essere di turno, m’infilo nel laboratorio di Eos, ho le chiavi perché spesso l’aiuto con le autopsie, l’essere stato una bambola mi rende uno “dal pelo sullo stomaco” anche se di nylon!

Mentre aspetto i risultati dai macchinari per l’analisi del DNA, mi lancio in un messaggio a Merida.

Felix: Come va stilista?

Merida: stavo giusto pensando a te

Felix: sicuramente male

Merida: non è vero, ho fatto un nuovo anello e credo sia perfetto per te

Felix: perché, non sarà di plastica?

Merida: no è d’argento, l’ho portato a fondere da Colin sembrano due bacchette di batteria

 

Io e lei facciamo parte della band di Marianna e Bruno, io suono la batteria e lei la tastiera, mentre al basso c’è Marcelo.

Felix: se hai intenzione di regalarmelo puoi venire adesso, sto aspettando i risultati di un esame del sangue

Merida: il posto più romantico del mondo, la sala autopsie

Felix: sono nel laboratorio, e in sala non ci sono cadaveri, senza Eos sembra non muoia più nessuno in modo strano!

Merida: meglio così, di chi è allora il sangue?

Felix: non lo so, devo scoprirlo

Merida: Horatio Caine, arrivo!

Felix: brava

Poco dopo arriva e la faccio passare dal posteggio delle ambulanze. In teoria non potrebbe venire qui, se ci trova Akim è un problema! Le faccio indossare un camice per non dare nell’occhio con chiunque, ma qui, passatemi la battuta, non c’è anima viva, a parte noi due!

Spiego a Merida la disavventura di Daphne e il perché sto analizzando il sangue.

«Sai che sei sexy con il camice?»

«Merida, non prendermi in giro»

«Non lo faccio» mi porge l’anello ed è veramente bello «É spettacolare!»

Me lo metto e mi accorgo che mi sta perfettamente: «L’hai fatto proprio per me?»

Lei è arrossita e non me lo spiego.

«Sì, stavo creandone uno per me, con due aghi da cucito e alla fine è uscito fuori un ago e una bacchetta, allora mi sono detta che era destino …»

Si sposta i riccioli rossi dal viso e mi accorgo che ne ha uno anche lei, identico. Lei ha creato un anello per noi due?

Sto per svenire.

Essere vivi è una cosa bellissima perché ti fa provare le cose più belle, più forti, più vere e più opposte come questa compilation di sensazioni stupende in vai e vieni tra anima e pelle che provo mentre la bacio e contemporaneamente premo il tasto della conclusione delle analisi!

«Sono innamorato di te da quando eri ancora una bambola piatta e pallida!»

«Anche se ero piatta e pallida?»

«Anche io ero un po’ di plastica …»

La bacio ancora, ma il sangue non può aspettare. Guardo i risultati e li confronto con il database: Francesco Fröberg.

«Che ore sono a New York?»

«Le otto di mattina più o meno» poi Merida si rende conto di quello che abbiamo scoperto «scusa ma non può essere di Francesco quel DNA!»

«Infatti, non lo è, si tratta di una donna, Daphne ne è più che sicura»

«Una donna con DNA da uomo?»

«Una donna con DNA di mostro, amore mio»

Chiamo Elettra: «Pronto, scusa per l’ora ma devo parlarti di una cosa»

Le spiego tutto, Francesco è accanto a lei che mette il telefono in viva voce.

«Una donna con il mio DNA?» dice proprio quest’ultimo «Forse ho capito di chi si tratta, o di cosa, prima di essere liberato da Victor, questi ha animato un essere con i resti dei cadaveri che aveva usato per me più quello di una donna che era stata forse attaccata da delle bestie feroci. Quella donna l’ha portata un tizio e diceva essere sua figlia. Il dottore sembrava molto succube di quell’uomo»

«Perché non c’era più quando sono arrivati i miei?» chiede Elettra.

«Perché sono andati via subito, appena ripresi i sensi»

«Abbiamo la vostra assassina» concludo io.

Chiudiamo la conversazione e noto che Merida mi guarda: «Lo sai cosa significa?» io faccio cenno di sì «Vuol dire che quella donna mostro è in mezzo a noi con un aspetto diverso esattamente come Francesco»

«Il che giustificherebbe anche la sua presenza alla RADC e l’uso del teletrasporto» aggiungo.

Chiamiamo anche Daphne e Luna, loro escogitano un piano.

Villa Tucson, 11 gennaio 2013

 Stasera è prevista la prima puntata dello show a cui partecipano Parsifal e Gemma e siamo tutti al palazzo Tucson per vedere insieme la puntata. Questo posto, per tanti anni, è stato il quartier generale delle avventure dei cherubini e compari contro Agas. Dal 2007 però è diventato, si spera definitivamente, una biblioteca e sala cinema.

Luna e Daphne hanno elaborato un piano per capire se la donna mostro si nasconda tra noi, dato che spulciando tra gli iscritti alla palestra della RADC nessuna appare così sospetta.

Luna si è procurata un vestito per Barbie identico a quello della bambola che Anjelica ha portato con sé e lo tiene nascosto in tasca. Da quando siamo diventati umani, con buona pace di nonno Javier, che ha dovuto cercarle su internet perché messo alle strette dalla nipotina, le bambole giocattolo sono state riacquistate per ripristinarci. Al momento opportuno Luna sostituirà ‎Daphne giocattolo‎ con Daphne umana tramutata in bambola.

Il problema è che la bambina sta cambiando continuamente pettinatura alla bambola e Daphne sta fingendo un nervoso giochicchiare con i suoi capelli:

«Tutto ok tesoro?» chiede Ben divertito ed incuriosito da quel fai e togli la coda della ragazza.

«Sì sono un po’ preoccupata per la gara. Spero che Gemma e Parsifal mantengano la calma‎»

«Lo faranno, sono animali da palcoscenico, è per questo che non siamo stati scelti noi due!»

Daphne sorride.

Lo spettacolo comincia. Il presentatore è Leonardo Silvestri, oggi sessantenne con i capelli bianchissimi e gli occhiali colorati. La co – conduttrice è la moglie Simona, più giovane di lui di qualche anno e molto ben ‎conservata‎!

Oltre che il voto da casa con il metodo degli sms, telefonata e internet vi è una giuria in sala composta: da un cantante e autore spagnolo Manuel Josè; una ballerina e coreografa americana, vecchia conoscenza anche di Boris Vertikov, tal Carole Sheridan; un giornalista sportivo del settore, un esperto d’immagine e di moda conduttore di un paio di trasmissioni su una rete di reality o similari, il direttore di un giornale di pettegolezzi; una ex ballerina classica, Domitilla Kovarski; infine, un altro cantante e autore che in un altro programma è anche tutor di aspiranti cantanti di nome Graziano. In mano hanno palette con numeri da zero a dieci, a fine puntata, i loro voti andranno a sommarsi con quelli del pubblico a casa decretando la coppia vincitrice e soprattutto, in questa fase, quella che viene eliminata.

«Certo che, se ai tempi del Per Amore e per Phoebus‎ ci fossero stati internet e i telefoni cellulari, Javier avrebbe bloccato la rete!» esclama Stefano ricordando quando ai tempi del contest al quale parteciparono nel 1992 c’erano solo le telefonate e Javier vinse perché supportato prevalentemente dal pubblico a casa.

Silvestri annuncia le coppie, sono in tutto dieci ma solo cinque fanno parte anche del concorso internazionale tra scuole, le altre sono composte da personaggi più o meno famosi, primariamente ripescaggi di qualcuno che altrimenti sarebbe finito nel dimenticatoio mediatico. A noi interessano gli otto rivali delle scuole, indipendentemente dall’esito della gara, l’importante è avere un punteggio alto sopra loro, anche se sotto ai vip sopraccitati.

«E direttamente dalle scuole di danza più famose al mondo abbiamo: Nicholas Pascotto e Serena Imenez dalla scuola Cripta di Lisbona; Thomas Esquivel e Natalia Balbo dal 999 di Buenos Aires; Valentina Musa e Flavio Riveni dalla scuola Rainbow Dance di Roma; Zoe Bridge e Sean Underwood dalla Pacific Dance School di Miami; infine dalla RADC di Malta, Gemma Cortes e Parsifal Raskol’nìkov!»

«Hanno mandato Serena e Nicholas?» esclama Marianna che conosce molto bene i rivali portoghesi essendo suoi ex compagni di scuola di quando ancora viveva in Portogallo con Bruno.

«Allora siamo a cavallo, lui è rauco e stonato, lei è più rigida di me quando ero un giocattolo di plastica!» interviene Merida.

Teseus è silenzioso, è come se fosse là con loro. Alejandro lo osserva:

«Io conosco i due argentini … anche loro sono un po’ rigidi, bravi vocalmente ma non a danzare‎»

«Ma dai, lei ha una voce pazzesca!» confuta Heather.

«Anche lui ha un bel timbro ma niente a paragone del nostro Parsy nazionale!» conclude il marito.

Naturalmente i nostri amici ballano per decimi. I brani che presentano sono scelti e arrangiati da loro, suonati dal vivo dall’orchestra dello spettacolo anche se diminuiti in durata, perché non possono superare per ovvi motivi i due minuti e mezzo.

Ci sono i Keaton e l’atmosfera con i Raskol’nìkov è tesa, sarebbe estesa anche con tutti gli abitanti della casa Oca, non fosse che Antonio, Riccardo e Abel sono amicissimi con Denab e compari. Nonostante la tensione, Daphne mi concede una battuta sulla mia storia con Merida: «Era ora che finalmente mettessi in funzione quel corpo umano spettacolare che Teseus ti ha donato!»

«Come darti torto, essere di carne è fantastico!» rido e anche la mia fidanzata mi sorride.

Leonardo presenta i nostri amici:

«É il turno di Gemma Cortes e Parsifal Raskol’nìkov, la loro versione di Time after time vanta la base registrata proprio mentre Parsifal suonava la chitarra come vedrete nel video di presentazione. La coreografia è la più difficile di quelle proposte ed è firmata Vertikov/Lündkvist. Saranno degni dei loro mentori?»

La clip che li descrive raccoglie immagini delle fasi precedenti del contest, delle prove e, come annunciato, di Parsifal che suona la chitarra per la base. Fortunatamente non ci sono spezzoni compromettenti relativi al primo giorno di prove.

Ballano divinamente ma qui, tutti sono nervosi, chi perché ha solo paura dei risultati, chi, sa o sospetta che, dietro quella loro splendida alchimia artistica, ci sia una storia pregressa o qualcosa di criticabile.

Cassiopea si avvicina a Javier: «Mi aspettavo di tutto da te, ma non che tua figlia si buttasse nel letto di un uomo ancora sposato»

«Cristina, lo sai che non è così»

«Non venirmi a dire che stavano ballando soltanto. L’ho vista fare mille volte a Stella e Christopher quella coreografia e loro due, che ci vanno sempre belli pesanti, non la fanno così!»

«Il fatto che l’abbiano ballata bene non dice niente»

«Andiamo, Javier!»

«Cristina, non ti facevo così bigotta da quando hai trascinato quel ragazzo per le palle all’altare solo perché tua figlia si è fatta mettere incinta!»

«Ah, lei si è fatta mettere incinta?»

«Sì, fatti raccontare da Lilian come sono andate veramente le cose, dal destino di chi ha portato via Parsifal e non ti parlo di cose da Prudentia, ma della versione della storia che tua figlia ha rivelato il giorno del mio compleanno»

«Stronzate tipiche da te, che metti l’amore perfetto al di sopra di tutto!»

Escono e chiudono la conversazione fuori della biblioteca: «Gemma è l’unica figlia che ho con Madleine e tu, più di tutti, sai cosa significhi per me!»

«Già, e questo dovrebbe rendere te sensibile ai sentimenti altrui, padre di Caritas!»

«Non sono i miei sentimenti, ma non puoi chiedermi di mettere mia figlia dietro alla tua capricciosa Lilian. Sai che ti voglio bene, ma non pretendere che io non appoggi Gemma per favorire tua figlia, che non riconosco come tale da cinque anni!»

«Ora che è il tuo tempo, hai scordato cosa significa soffrire per amore»

«No, non lo dimenticherò mai. Sei tu, che dopo vent’anni di felice matrimonio benedetto dall’arcangelo Michele non sai cosa voglia dire amare qualcuno che ha sposato un altro! Ti alzi ogni mattina con il cuore a pezzi, perché non è lei che hai al tuo fianco, ma un’altra. Anche se il tuo cuore ti dice che è la cosa giusta, tu non ce la fai a non pensare a lei ogni attimo della tua vita!»

«Gemma ha rovinato il matrimonio di mia figlia, non chiedermi di capire»

«Il matrimonio di Parsifal e Lilian faceva acqua da tutte le parti anche senza Gemma»

«No, Javier. Puoi anche vivere nel sogno che tua figlia abbia quello che tu hai aspettato per anni, ma non chiedermi di essere ancora la tua migliore amica!»

«Come ti pare, Cristina. Ho seppellito mio fratello, almeno posso consolarmi col fatto che tu sei ancora viva!»

Così, mentre negli studi televisivi di Firenze, le altre nove coppie restano basite dalla splendida esibizione di Gemma e Parsifal, qui si rompeva un’amicizia unica: quella tra Javier e Cassiopea.

Gemma e Parsifal si prendono il loro lunghissimo applauso e mentre viene data la pubblicità ad Anjelica scappa di andare in bagno:

«Ce la porto io!» esclama Luna rivolta a Teseus che si stava alzando.

Si scambia un veloce e furtivo sguardo con Daphne che qualche secondo dopo esce anche lei dalla sala.

Si trasforma in bambola e Luna la veste come quella della figlia sostituendola ad essa:

«Spero che non ti torturi troppo!» sussurra all’amica inanimata.

Poco dopo lo spettacolo è ricominciato. Tocca soltanto a Gemma cantare, pur sempre accompagnata dai passi di danza di Parsifal.

«La canzone che ci propone per questo intensissimo passo a due» annuncia Simona Silvestri «è la celeberrima My heart will go on colonna sonora del film campione d’incassi Titanic e nota al mondo grazie alla voce di Celine Dion!»

«Mia sorella qui dà il bianco!» enfatizza Teseus.

Il brano è molto bello e Gemma è proprio brava. Anche i passi sono molto ben studiati e lei riesce ancora una volta, a cantare e ballare anche nelle sfumature canore più difficoltose del pezzo.

La coreografia finisce con Gemma e Parsifal abbracciati stile la scena più famosa del film che vede i protagonisti sulla prua della nave.

Lilian, che era già livida di rabbia dal brano precedente si mette a sbuffare, e una bambola cade volutamente dalle mani di una già da un po’ addormentata Anjelica.

«Ragazzi ma dov’è finita Daphne?» domanda Ben preoccupato.

«Stai tranquillo, è in bagno ha un po’ di mal di pancia!» lo rassicura prontamente Luna.

«Vado a vedere come va …» propone il ragazzo.

«No, lascia, vado io» si alza veloce Luna «sai com’è sono cose da donne …»

In bagno Daphne torna del suo aspetto:

«A momenti Ben rovina tutto!» brontola mentre si rimette i vestiti a misura di donna.

«Hai visto qualcosa?»

«Sì Luna. È un grosso, immenso casino!»

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Agostino e Sebastian: Twitter vs Facebook, i più odiati del web.

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Non si sono mai incontrati nella loro storia; Per Amore e per Sempre, (della saga Per Amore e per’ ) Agostino e Il sorriso del Greco, Sebastian; non fosse quel galeotto cross-over in un terzo romanzo, Lara Lalli, dove il tuffatore romano trapiantato a Malta, incontra il night manager mezzo greco e mezzo tedesco, italiano d’adozione.

Cos’hanno in comune? Nulla, se non essere giovani, carini e odiati dal web. Correva il 2015 e Twitter, non si sa bene ancora per quale motivo “vero” (pare che tutto fosse basato sul nome di una gara e il coefficiente alto di un tuffo), iniziava a lanciare hashtag contro il giovane protagonista e la sua autrice. Due anni e mezzo dopo, Facebook faceva anche peggio contro Sebastian, solo perché è (anche) un personaggio di un libro.

Uno, Agostino, esisteva con un altro nome, nella realtà ed è voluto diventare arte al grido “se devo essere artefatto, allora che sia fatto ad arte”; l’altro, Sebastian voleva essere reale, nascere “come Atena dalla testa di Zeus”.

Entrambi sono belli, vincenti, realizzati e innamorati di due more con gli occhi verde acqua: Lilian e Virginia. Entrambi sono protagonisti di una storia d’amore toccante, sensuale e coinvolgente. Entrambi sono tanto odiati dai social, tanto amati dalle lettrici. Entrambi, nelle loro vicissitudini tristi, hanno causato un blocco dello scrittore a chi li ha creati, una ferita profonda e una serie di conseguenze talvolta irreversibili.

Entrambi però, hanno o avranno la loro vendetta, perché sì, l’abbiamo detto, sono comunque vincenti.

Così, in perfetto stile “Per Amore e per’”, Agostino è diventato tale dopo un cambio di nome e tutti hanno dimenticato chi fosse prima e l’eventuale tuffatore cui s’ispirava vagamente, avendo, quasi magicamente assunto un altro, magari dello stesso team, come, non tanto ispirazione, ma di cui essere il silenzioso e inconsapevole porta fortuna.

Sebastian è uscito dai social network, per vivere la sua vita vera nella realtà e lasciare alla carta stampata le sue gesta, diventando, in virtù proprio del commissario Lara Lalli, anche lui, non solo membro del “cast” di due serie di libri diversi dal proprio, ma pure della Saga, dove lo vedremo in Better Together prendersi una rivincita aiutato da Agostino e dal solito Javier.

Credo che nella produzione di Laura L.C. Allori ci sia una contaminazione positiva di storie e stili tale da rendere il tutto una grande famiglia, impossibile da non vedersi così e, probabilmente, il fondamento di tanto odio da parte dei social è nato dall’impossibilità di entrare in quel mondo, d’incontrare Lara Lalli o Javier Cortes, di pensare allo sport come un’arte, di credere che una storia vera possa essere finzione o viceversa senza dover per forza diventare un articolo di cronaca o un libro di testo.

Le storie sono storie che, in quanto finzione diventano poesia. Le storie sono sogni e come tali, ucciderli è difficile, ma quando vengono uccisi i sogni di qualcuno, additati come illegali o ignoranti, come infantili o infamanti, si attenta alla vita di una persona,  quella persona cui quei sogni appartengono e li ha trasformati in arte per comunicare, per condividerli con altri, per donare ad altri lo stesso sogno o lo spunto per uno nuovo (non a caso Agostino canterà con Lilian la canzone di RapunzelIl mio nuovo sogno“)

Perché  la risposta  alla domanda di Marzullo: “La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere?” per quanto riguarda i libri, l’arte in genere, è: “Entrambe le cose”; così, uccidere un sogno è omicidio, ecco il vero reato, ecco il grandissimo e imperdonabile errore di coefficiente. Chissà se Lara Lalli troverà il modo per incastrare i colpevoli? Purtroppo, sul codice penale di nessun paese è prevista una pena per questo, ma magari nel regno di cui ora Agostino e Sebastian fanno parte sì.

C.C.

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Pillole di libri, un capitolo a caso: PER AMORE E PER SEMPRE

Chi l’ha detto che un libro andrebbe giudicato solo dalla copertina o dall’incipit? Un capitolo a caso dà l’opportunità di leggere un libro nel profondo, per conoscere i personaggi e avere un assaggio della storia, in barba allo stereotipo delle prime 30 pagine, non sempre le meglio riuscite.

PER AMORE  E PER’ SAGA 11: PER AMORE E PER SEMPRE

Per acquistare il libro o ebook: 

CAPITOLO 10

«Praticare uno sport non deve fondarsi sull’idea del successo, bensì sull’idea di dare il meglio di sé» (Gabriella Dorio)

Danzare nell’aria

{Agostino}

Fulda, 8 giugno 2015

 

Non riesco neanche a respirare tanta è la rabbia che sto provando in questo momento! Lilian non si ferma in Germania per gli europei di tuffi ed io mi sento perso. Eppure prima di conoscerla credevo di poter essere io solo contro il mondo.

«Come sarebbe a dire che non resti?»

«Agostino, cerca di capire, sarei d’intralcio per te … tu devi concentrarti!»

«Lilian tu mi uccidi! Te l’avevo detto!»

La guardo, furioso, e mentre ancora mi esce fumo dal naso, incrocio Antonio: «Che testa di cazzo che è tua sorella!»

«Benvenuto nel nostro pazzo mondo!»

Vado in camera e Filippo non osa rivolgermi la parola perché la mia faccia è fin troppo palese.

Butta gli occhi sul libro che sta leggendo e poi ancora a me, che freneticamente cerco di svuotare la valigia laddove non l’avevo ancora fatto.

«Bello lo spettacolo …» tenta di parlarmi.

«Già»

«I tuoi amici maltesi sono spaziali!» mi dice lui ma io sbuffo e mi rendo perfettamente conto che Filippo non ha colpa «Cosa succede, Ago?»

«Scusami. Ho litigato con Lilian»

«Ancora?»

«Appunto»

«Come mai?»

«Perché non resta qui a seguire i campionati»

«Motivo?»

«Dice che mi distrae»

«A giudicare da quanto sei incazzato, è peggio così»

«Ha il potere di uccidermi, mi fa così male quando la sento lontana, mi sembra che mi abbiano strappato le budella, mi brucia il cuore, mi sento come se mi mancasse un pezzo di corpo»

«Minchia!» esclama il mio amico «Sei davvero innamorato perso»

«Mi è entrata nell’anima»

«Agostino, ascolta … è bello che tu sia così, terribilmente perso di Lilian ma devi pensare anche a vivere per te stesso. Non voglio dire che sia sbagliato, un amore così bello è fantastico ma se ti devasta a tal punto, forse … non è così perfetto»

«É sempre esagerato, è tutto “troppo” con lei. A volte ho la sensazione che lei non mi ami quanto l’amo io»

Filippo mi sorride: «L’amore è la complicazione più semplice del mondo!»

«E tu non mi consoli con un ossimoro»

Lui mi sorride e esce dalla stanza. Io mi butto sotto la doccia a riflettere. Esco e mi guardo allo specchio, faccio uscire il mio tatuaggio angelico e le ali. Sono bellissime e mi domando a cosa servano se non a soffrire ancora di più. Amo Lilian con tutta l’anima e queste ali ne sono la prova più grande. Sono uno di loro, con una forte responsabilità, quella di proteggere lo sport e tante altre cose che chiunque con un minimo di cervello eviterebbe invece di tuffarsi dentro come ho fatto io. Per amore, per amore e per sempre.

Ho comunque preso la mia decisione, lascerò Lilian. Lo faccio perché la amo e perché sento che il mio amore per lei è pesante, lei non prova lo stesso amore e non potrà che star meglio senza di me.

Scendo nella hall, lei è lì che parla con mia sorella che mi ha visto livido di rabbia poco fa.

La guardo con una dolcezza incredibile accompagnata da una grande tristezza. Chiara mi butta un’occhiata e se ne va.

«August …»

«Non dire niente, per favore. Per me è già difficile prendere fiato per dirtelo, è finita, Lilian. Basta! Non ne posso più di passare dalle stelle alle stalle con te. Io ti amo da morire ma tu mi uccidi davvero»

«… Io non posso vivere senza di te …»

«Sì che puoi, pare che tu ci stia benissimo, il mio amore non è abbastanza per te, ti fa schifo, ti innervosisce essere amata da me. Ho fatto di tutto per renderti felice, ho cambiato la mia vita. Ho cambiato pure la storia dei cherubini per te, tutto per te … avrei anche rinunciato a tutto questo: per te

«Però ora mi stai lasciando …»

«Sì perché ti amo e anche questo lo faccio per te, perché so che non mi ami quanto me e, come ho detto, il mio amore ti fa schifo»

«Agostino …»

«Basta, Lilian!»

Mi giro, non voglio che mi veda piangere.

Ritorno in camera, c’è di nuovo Filippo che non parla perché ha capito tutto.

Mi sdraio sul letto.

La voce di Tommaso mi sveglia. È terribilmente agitato, mia sorella pare abbia pianto. Cosa diavolo succede? Perché sono tutti nella mia camera?

«Finalmente!» esclama mio cognato ma il mio sguardo è puntato sulla faccia viola di mia sorella.

«Mi spiegate cosa è successo?» chiedo più o meno balbettando.

«Hai dormito per quasi diciassette ore di fila e niente riusciva a svegliarti» mi rivela Tommaso.

«Perché sono in albergo e non in ospedale?»

Una voce dalle retrovie del mio capezzale dichiara: «Perché sono stata io a imporre che tu restassi qui» è Stella.

Cerco di mettermi seduto: «Era il caso di stare in dieci attorno a me? Lilian dov’è? Stella, cosa ho avuto?»

Fisso la virtù di Temperantia ma non sono sicuro se cercare in lei la parte angelica o medica. Davanti a tutti prevale il neurochirurgo: «Posso parlare con Agostino da sola?» domanda la donna a Tommaso, Chiara e gli altri.

Stella si siede sul letto e aspetta che tutti siano fuori: «Hai sognato?» chiede.

«Sì» rispondo e riflettendoci era una cosa terribilmente reale «ma che giorno è oggi?»

«Il nove giugno. Hai dormito dalle ventidue di ieri sera e adesso sono quasi le cinque del pomeriggio»

«Quindi non c’è stata ancora neanche l’inaugurazione del campionato europeo?»

«No»

«Ho sognato tutto: io vincevo la medaglia d’oro da un metro e da tre, al synchro con Filippo … Lui e Lucia avevano il mana come me e te. Poi il festival Disney, il matrimonio di Emily e Antonio, i mondiali … fino alle olimpiadi dove chiedevo a Lilian di sposarmi. Lei era pure incinta del nostro secondo figlio. Mi rivelava alle eliminatorie qui di aspettare James … proprio un sogno perché ieri ci siamo lasciati … Stella, cosa mi è successo?»

«Hai avuto la stessa cosa di Lilian. Un sogno semi profetico» inutile dire che non ci capisco niente «quando vi siete incontrati c’è stato un incontro anche di anime, lei come Figlia della Notte, associato agli anni d’amnesia e ai giorni da morta ha scatenato un processo mana notevole che tu, per amore, hai assorbito»

«Quindi sono anche io un Figlio della Notte

«No, tu resti una Dominazione Serafica. Ma hai preso da lei questa forma di malattia dei sogni perché …» Stella sospira ma sorride «… perché ormai tu e Lilian siete intimamente connessi»

«Nel mio sogno Lilian era incinta»

«Non lo è, almeno per ora, anche se devo dirti che non sarà facile che lo resti a causa dell’incidente con Lilith del 2007. Lei non lo sa, purtroppo, non l’abbiamo voluta turbare e poi sei arrivato tu più veloce di un tuffo da 27 metri!»

Abbraccio Stella quasi d’istinto perché non voglio farle vedere che sto quasi piangendo. Lei mi accarezza e la dolcezza di questa donna mi spiazza. È bella da morire e terribilmente sexy nonostante possa essere mia madre, già perché i suoi figli con o senza Inledandet hanno la mia età; Luna sarebbe nata realmente nel mio stesso anno, Denab, invece, ha la mia età dopo aver guadagnato gli anni con il rito di Ángelsgarðr. Sta di fatto, che Stella, non lontana dai cinquant’anni, è una delle donne più belle del mondo.

«Il tuo amore potrebbe sempre cambiare le cose, anche sua madre era diventata sterile a causa di Marcus e ha fatto cinque figli!»

«Già, ma lei ha avuto un miracolo, conosco la storia di Cassiopea e san Michele!»

Stella sorride ancora: «E il miracolo di Lilian non è quello di Pietro adesso, ma sei tu, Agostino!»

«E lei è il mio!»

«Ora Javier verrà a toglierti la memoria del sogno e a liberarti da questa cosa. Anche gli altri dimenticheranno se tu lo vorrai, a meno che tu non voglia rivelare cosa sei alla tua famiglia»

«Filippo e Lucia non hanno il mana?»

«No»

«Bene, allora che tutti dimentichino … a me piacerebbe dimenticare che Lilian non è rimasta qui!»

«Non è andata via, ieri è finita dritta da mio genero a farsi leggere … sai che se non la lasciavi ti evitavi anche questo “coma” mana?»

Sorrido mentre si materializza Javier. Stella chiosa: «Ora rilassati, concentrati sui tuffi, perché tra venti giorni ti voglio ballerino al festival Disney!»

«Ben venuto nel regno del multitasking» ride l’ultimo arrivato.

«Ciao B.T.!» lo saluta Stella.

«Ciao, meraviglia!»

Lei si alza e dà un bacio sulla guancia a Javier: «Guarda che poi m’illudo!»

Javier le cinge i fianchi: «Sono io a illudermi, Stella!»

La donna scompare, io sorrido a Javier: «Tutte pazze del Bel Tenebroso

«E tutti invidiosi del Brad siberiano!» replica lui riferendosi a Christopher «Incluso tu, Delfinetto

«Puoi dirlo forte!»

Se il mana di Teseus è meraviglioso, quello di suo padre è divino.

Anche se io non ho dimenticato nulla.

«Ehm … Javier, io ricordo tutto»

«Lo so»

«Perché?»

«Mi fido di te. Il tuo sogno deve spronarti non condizionarti, già qualcosa è cambiato perché tu sai che i tuoi amici non hanno il mana e che non ci sarà alcuna interruzione di gara da parte di Akim. Il resto, sta a te volerlo oppure no»

«Non rischio di andare troppo sicuro della medaglia?»

«Se invece andassi con l’intento di realizzare la premonizione?»

«Javier, tu sei diabolico!»

«Lo so. Ma tu, Agostino sei una Dominazione Serafica e devi, per vocazione paolina, imparare a leggere sopra le righe, a vedere dove gli altri non vedono, a camminare per strade dure e faticose, anche se talvolta tutto questo è difficile, altre è pure divertente!»

«Già … e … posso parlare con Lilian?»

«Vuoi farlo adesso o preferisci farla bollire ancora un po’?»

«Vorrei vederla …»

«Hai il Team Event, non sono il tuo allenatore ma …»

«Dai, anche se ho intenzione di realizzare anche la premonizione sul bambino, non sarà di certo adesso … magari stasera!»

Javier ride. Io sorrido, in effetti dovrò gareggiare tra poco e sono davvero felice di avere il mana che almeno mi evita di sentirmi a pezzi. I miei parenti e colleghi non ricordano il mio sonno profondo e tutto è tornato alla normalità o quasi, tra poco inizieranno le cerimonie ed io devo allenarmi perché dopo balletti e discorsi vari del sindaco e delle autorità, toccherà a me e Lucia che ci tufferemo anche in discipline che non sono proprie, nel mio caso dalla piattaforma, nel suo dal trampolino. Il team event non è gara olimpica e consiste nella gara di una coppia di tuffatori un maschio e una femmina specialisti ciascuno della piattaforma o del trampolino. Non ci si tuffa assieme come nel synchro misto ma uno alla volta e viene sommato il punteggio. La gara comprende sei tuffi differenti di sei gruppi diversi. Due con un coefficiente di difficoltà assegnato di 2.0 ciascuno e quattro senza limite di difficoltà. Tre tuffi devono essere eseguiti dalla tuffatrice donna, gli altri dal maschio. Ogni atleta deve eseguire almeno un tuffo dal trampolino dei tre metri e uno dalla piattaforma dei dieci. I due tuffi con coefficiente di difficoltà fisso, a prescindere dalla formula, possono essere eseguiti in qualsiasi momento e da qualunque altezza da ciascuno dei due membri della squadra, uno dall’uomo e uno dalla donna, infine, per questi motivi, dalla piattaforma ci deve essere almeno un tuffo partente dalla verticale. Per la prima volta (perché l’ha sempre fatto Filippo ma ha un polso ancora dolorante da un piccolo incidente domestico) gareggio io con Lucia. È una prova che in molti giudicano un po’ inutile ma per chi la fa è comunque fatica e adrenalina a mille. In ogni modo, si prendono medaglie, che fanno bene al cuore anche se qui agli europei, così come per le prossime gare mondiali, si sarà tutti concentrati sui pass olimpici per Rio de Janeiro dell’anno prossimo. Alle Olimpiadi, però, le specialità presenti sono la piattaforma da dieci metri maschile e femminile individuale così come nel trampolino da tre metri e in entrambe le discipline, i tuffi sincronizzati (inclusi solo dal 2000) ma non i misti, tantomeno i team event. Arriva Lilian avvertita da Javier. Mi guarda e fa gli occhioni dolci di quella che si sente in colpa:  «Agostino, io…»

Dio mio, quanto la amo … io non riesco a descrivere quello che provo adesso, passione, desiderio e assieme un’estasi totale. C’è chi parla di farfalle nello stomaco, a me sembra riduttivo perché mi scoppia il cuore nel petto ogni volta che incontro i suoi occhi, e qualcosa d’altro nei pantaloni quando la mia pelle incontra la sua. «Sta’ zitta!» sussurro mentre la stringo a me e la bacio con ardore. «Sono stato malissimo, giurami che non mi farai mai più stare così!»

«Ti rammento che sei tu che mi hai mollato!»

«Perché tu non ti fidi di me»

Mi bacia ancora ed io sono ufficialmente fuori di testa e di ben altro … ma non si può, purtroppo, perché non c’è neppure il tempo. «Ti prego resta sempre in un posto dove io possa vederti!»

«Perché mi tieni d’occhio?»

«Voglio che sia tu l’ultima cosa che vedrò prima di tuffarmi»

Lilian mi accarezza e sorride: «Davvero?»

«Quando lo capirai che siamo una cosa sola?»

No … non metterti a piangere! Quando piangi non sono più in grado d’intendere e di volere, sono da ricovero in manicomio.

«Scusami se ti ho fatto soffrire!» balbetta inconsapevole di stare ballando il tiptap sul mio cuore con quel pianto.

Le asciugo le lacrime: «Ti amo, Lilian. Regalami un sorriso, dai!»

Lei sorride e poi mi bacia e io penso che non potrò indossare il costume per almeno un’ora! Filippo sta arrivando, è come se lo sentissi a distanza, allora invito Lilian a non farsi vedere. Mi aspetta sugli spalti, con gli altri, io vado a riscaldarmi per la prova di stasera.

 

Fulda, 9 giugno 2015

 

Il primo tuffo dei due obbligatori tocca a Lucia, lei piattaformista si deve cimentare dal trampolino da tre, mentre io mi dovrò tuffare dalla piattaforma e per non farmi mancare niente, metterci anche la verticale giacché ho deciso di partire da un tuffo libero. Il tuffo è il 626B, triplo salto mortale indietro partenza dalla verticale, di solito il cavallo di battaglia di un tuffatore britannico tanto bravo quanto blasonato dalle ragazze. A proposito di gossip, ovviamente il mio pizzetto da Eugene Fritzherbert attira di più del fatto che per la prima volta mi cimento nel team event con Lucia, ma io ho smesso per amore di dare spago ai social network. Nel mio sogno, questa prova non c’era e comunque sarebbe stata una schifezza dato che lo è stata tutta la gara prima dell’intervento chiarificatore di Lilian.

Devo farmi forza della fiducia di Javier, delle speranze di Tommaso il mio allenatore, dell’amore di Lilian, degli insegnamenti di Akim e Madleine e, del mio adorato sport. La verticale mi riesce bene, rafforzata oltre che dall’allenamento, anche grazie alle recenti lezioni di danza, ma non essendo un piattaformista, partire da una posizione impossibile per un trampolino è già una difficoltà. I prossimi due tuffi, fortunatamente, saranno nel mio territorio. Parto con un tuffo insolito, in ogni modo. Devo spegnere tutto quello che mi circonda e pensare solo a reggere perfettamente la posizione di partenza.

Io non li sento, ma i cronisti stanno commentando: «Certo che Maggi è cresciuto parecchio negli ultimi due mesi, guarda che bella verticale!» dice il giornalista e rincara l’opinionista, un ex tuffatore: «Potrebbe addirittura cambiare dal trampolino alla piattaforma se le fa tutte così!»

Sì e a Luca ed Emanuele glielo spieghi tu? Ma ripeto, non li sento, non sento che il silenzio della piscina, il mio fiato, guardo le mie mani, il fondo dall’altra parte, dove ci sono i podi. Spinta, caduta, uno, due, tre e l’acqua … io non ho udito un gran tonfo. Riemergo che già sento le urla della mia squadra e della combriccola di Lilian.

Prendo la mia pelle, doccia e aspetto sornione i risultati vicino a Lucia che si è presa anche lei degli ottimi voti ma sommati al coefficiente obbligatorio (io mi sono permesso di partire con un libero) fanno cinquanta punti. Lucia mi dice: «Hai fatto un tuffo pazzesco!»

Guardando i voti pare proprio di sì. Mio cognato mi mostra il replay sul suo tablet e resto ammaliato da me stesso. Alzo gli occhi verso gli spalti, con buona pace della mia ragazza, il primo cui offro il mio sorriso è proprio Javier. Ora so che la sua fiducia in me è stata ben riposta, ma non devo lasciarmi sedurre dalla vittoria, oggi ho ancora due tuffi e da domani sarà ancora più dura!

I nostri avversari non sono da meno, specie le coppie russa, francese, ucraina e britannica, la quale porta praticamente i nostri stessi tuffi, con la differenza che il ragazzo è il campione olimpico in carica dalla piattaforma.

Lucia è agitata ed io sono stranamente tranquillo, lo sono così tanto che penso mi faranno l’antidoping!

Mi gioco bene l’obbligatorio con un parziale di 54 punti, in pratica mi hanno salvato tre nove su un coefficiente 2.0, Lucia fa il suo tuffo dalla piattaforma e lo sporca un pochino entrando abbondante ma il coefficiente alto la salva.

Al terzo ed ultimo giro siamo al secondo posto dopo la Gran Bretagna e ci tallonano i francesi con tre punti di differenza. Insomma se noi facciamo un brutto tuffo potremmo perdere anche il bronzo giacché l’Ucraina, che al momento è quarta non è poi così lontana. Tocca a Lucia tuffarsi per prima dalla sua piattaforma, porta un triplo e mezzo ritornato raggruppato, difficoltà alta per essere una donna, insomma un 3.2, lo fa molto bene ma non prende che un nove e mezzo che viene scartato. Siamo ancora lì, a pendere tra oro e bronzo. Tocca a me, il mio è un triplo salto mortale e mezzo rovesciato raggruppato, ora o mai più. Qualcosa dentro di me mi dice che con questo tuffo stabilirò l’andazzo di tutti gli europei. Voglio fissare nella mia mente e nel mio corpo gli attimi provati poco fa sulla piattaforma, insieme all’adrenalina che è ancora più forte dentro di me da quando possiedo il mana. Guardo Lilian, tra i tanti gesti, come buttare la pelle, far scivolare le mani sui capelli o ripetere sottovoce qualcosa, il mio rito, da qualche tempo è guardare lei, chiudo un secondo gli occhi e penso al tuffo che abbiamo fatto abbracciati. Con questo mantra nel cuore, parto.

Passo, passo, passo, pre – salto, salto e un tuffo che è quasi ballare un rock & roll con l’aria, perché sì, tuffarsi è danzare con l’aria.

«Ma è strepitoso!» urla il commentatore (per chi può sentirlo) alla tv, mentre io abbraccio Lucia. Siamo medaglia d’oro. Speriamo che il buongiorno si veda dal mattino.

Pillole di libri, un capitolo a caso: PER AMORE E PER ATHENA

Chi l’ha detto che un libro andrebbe giudicato solo dalla copertina o dall’incipit? Un capitolo a caso dà l’opportunità di leggere un libro nel profondo, per conoscere i personaggi e avere un assaggio della storia, in barba allo stereotipo delle prime 30 pagine, non sempre le meglio riuscite.

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 PER AMORE E PER’ SAGA 2: PER AMORE E PER Athena

CAP 12 –  L’APOSTOLO DELLE INDIE

“Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!”.

(Vangelo di san Giovanni 20,24)

L’Apostolo delle Indie

Mylapore Chennai, India 10 agosto 1990, le 17 ora maltese

Rand si teletrasporta nell’India del Sud – Est. Qui si è sempre ritenuto che fosse giunto l’apostolo Tommaso. I cristiani dell’India sono tali da allora. I malakarensi sono gli eredi di coloro che hanno conosciuto il cristianesimo dall’apostolo famoso per la sua proverbiale incredulità.

In tutto il mondo ci sono solo tre chiese erette sopra la tomba di un apostolo di Gesù: la Basilica di san Pietro, la Cattedrale di Santiago de Compostela e il santuario Nazionale di san Tommaso proprio qui.

San Tommaso apostolo arrivò in India nel corso dell’anno 52 d.C. dopo aver predicato sulla costa occidentale è giunto a Chennai (Madras), subì il martirio su una collina alla periferia della città. Il suo corpo fu sepolto nel luogo su cui sorge l’attuale basilica. Tra le preziose opere d’arte custodite qui, vi è un antico dipinto di Maria Santissima di fronte al quale, si pensa abbia pregato un altro grande santo per India, san Francesco Saverio, forse l’antico proprietario dell’armatura di Rand, sicuramente il protettore dei serafini della 虎. Agostino Zhao Rong è, invece, il santo che protegge l’armatura paolina di padre Wo. Un martire domenicano per un monaco benedettino del quale poco si conosce l’operato come arcangelo se non come istruttore di Rand e Keanu.

La cattedrale di san Tommaso è stata costruita dai portoghesi tra il XIV e XV secolo ed è tutta bianca all’esterno, ricorda, nelle cuspidi delle candide decorazioni, lo stile gotico del Nord Europa.

Rand entra in chiesa, s’inginocchia e prega. «Ora devo trovare il sigillo e la frase che lo svela!» sembra che ci sia qualcosa di strano. Un serafino, infatti, lo invita a seguirlo fuori.

 

San Anton Palace, Balzan, 10 agosto 1990

 

Javier da Malta è preoccupato, pare abbia riconosciuto nel serafino paolino un suo vecchio compagno d’addestramento, molto bravo a scavare nelle anime delle persone e a trovarne il marcio. Lynn Mei non può essere teletrasportata perché incinta, osserva spaventata dal monastero quello che sta accadendo. Anche Keanu è preoccupato mentre sfrutta la ritrovata vista fissando lo schermo quasi a voler essere presente con l’amico in India. Lo scontro inizia e non è facile per il serafino della 虎 incontrarsi con i demoni del suo passato, quando questi sono scavati dentro all’anima e hanno creato cicatrici profonde e indelebili perché sono dell’infanzia, quel momento sensibile e performante della vita di una persona, attimo delicato in cui un rimorso e un rimpianto diventano un morbo difficile da distaccare, un dolore entra nel DNA e arriva all’anima trasformandola, inesorabilmente. L’immagine della morte tragica della famiglia di Rand, la violenza, l’impotenza di un bambino che osserva nascosto, per obbedienza alla madre martire, si parano davanti al massiccio serafino nigeriano e lo paralizzano. Rand non si riesce a smuovere.

«Ha bisogno di un’ancora!» commenta Javier guardando Keanu.

Ma Lynn Mei non ha il mana, è in Cina e non può muoversi.

«La nostra amicizia non è così forte» commenta abbattuto Keanu «ci vuole qualcosa di grande e profondo!»

Cassiopea guarda Javier: «Suo figlio. Quello che Lynn aspetta e che tu puoi evocare, Bel Tenebroso»

Il cherubino di san Lazzaro sospira, apre la comunicazione con la Cina e chiede: «Lynn Mei, come chiamerete vostro figlio?»

La ragazza è spaventata e perplessa, Keanu la rassicura: «Stai tranquilla, diglielo!»

«Suomi. Come padre Suomi!»

«Temevo Wo e sarebbe stato triste!» commenta Cassiopea «Senza offesa eh? Ma non è che sia proprio un bel nome il suo, maestro!»

«Disse quella con il nome di Cristo, che invece si fa chiamare “Cassiopea”!» ironizza Javier prima di concentrarsi.

Passa qualche minuto ma non riesce a focalizzarsi bene, avrebbe bisogno di me come Iustitia per rafforzare il mana e consentire questa chiamata nel tempo.

«Non ci riesco, mi serve qualcosa o qualcuno cui appoggiarmi, Nicole è da escludersi. Stella forse? No, lei potrebbe aiutare se riguardasse i vichinghi o le valchirie. Come cazzo faccio! Cristina, hai qualche idea?»

Lei riflette qualche secondo, poi esclama: «Il ragazzo con gli occhiali! Quando cercavo di riportanti indietro, assieme a Teseus e a una ragazza, c’era un tipo con gli occhiali che ha detto di avere potere sul tempo!»

Keanu ride.

«Tu che ti ghigni?! L’hai visto quella sera che mi spiavi!»

L’altro non spiega, dice solo a Javier di prendere la mano di entrambi.

Stabilito il contatto, a Mylapore appaiono tre persone, una di queste è sicuramente Suomi, con lui due donne che si mettono a contrastare il serafino oscuro.

«Non hanno le armature?» domanda Cassiopea.

«Non le indossiamo più» arriva la risposta proprio dal giovane con gli occhiali colorati, che si palesa dietro di lei, Keanu e Javier.

«Deduco che io debba far dimenticare tutti dopo che te ne sarai andato?» domanda il cherubino di san Lazzaro portandolo in disparte.

«Ci penso io … li farò ricordare quanto basta. Suomi, in fondo è già nelle vostre vite, per come si sono messe le cose, invece, la mia nascita è ancora in discussione, sono pure l’ultimo di cinque!»

Javier sorride: «Cinque? Il Secchione lo è anche nel prolificare! Ma perché dici che non nascerai?»

«Marcus ha reso sterile mia madre»

«Ma guarirà, giusto?»

Il ragazzo sorride: «Javier, il tuo futuro è intenso e triste» gli accarezza una guancia «ma ci sarà un punto in cui tutto cambierà grazie a te e alla ragazza che ora giace tra le braccia di tuo fratello. Teseus te l’ha già detto e tu, in cuor tuo, lo sai meglio di noi che veniamo dal futuro!»

 

Mylapore Chennai, India 10 agosto 1990, le 17 a Malta.

 

Suomi adulto si china sul corpo del padre seduto a terra con la schiena contro la facciata dell’edificio religioso.

«Papà, coraggio! Lo so che il passato è un incubo che non potrai mai sconfiggere, ma devi andare avanti e guardare il futuro. Davanti a te c’è una vita ricca di amore e di soddisfazioni, i parenti che hai perduto da bambino, li ritroverai con me, con mamma e con mia sorella che arriverà dopo di me! I tuoi amici, Keanu e tutti gli altri saranno una grande e meravigliosa famiglia allargata!»

Rand apre gli occhi: il ragazzo è bellissimo, particolarissimo, sembra quasi creolo, anche se non ne ha di fatto l’etnia geografica. Di sicuro è mulatto, ha gli occhi chiari, si dice ereditati da un bisnonno o altro parente di sua madre non cinese, inutile aggiungere che il resto del corpo è quasi perfetto.

«Loro chi sono?» chiede l’amico di Keanu ma Suomi non risponde perché le ragazze cadono a terra per un colpo del serafino nemico.

«Potete anche attaccarmi in dieci ma non vincerete!» provoca quest’ultimo.

«Papà, rimettiti in piedi mentre ti preparo la strada!» bisbiglia Suomi mentre alzandosi si pone davanti all’avversario: «Andate, voi due, ci penso io!» si raccomanda con le due ragazze, abbassa la testa e allarga le braccia quasi danzando. Tutta la biblioteca di Malta e i due in Cina restano a bocca aperta per quello che accade dopo: è come se una serie di costellazioni, nebulose, stelle e quant’altro con un telescopio si possa vedere, come se un Planetario di luce cascasse sull’avversario.

«Che cosa sei? Non un cherubino …» balbetta Rand in piedi dietro al figlio.

Suomi ruota appena la testa e sorride: «Sono un angelo di Caritas e ora tocca a te!»

Scompare e il suo meraviglioso universo va ad unirsi al colpo mana della Tigre d’Oriente di san Francesco Saverio polverizzando il nemico.

Rand rientra in chiesa e sospirando sussurra:

«Mio signore e mio Dio!»

La stessa frase che l’apostolo pronunciò ad una settimana dalla Risurrezione di Cristo, quando lo vide e credette. Proprio davanti all’altare si materializza il sigillo di Tulā con l’effige di san Tommaso che mette il dito nelle piaghe di Gesù.

San Anton Palace, Balzan, Malta 10 agosto 1990

 Il ragazzo con gli occhiali colorati cancella parte della memoria collettiva su di lui. Sa che Javier non potrebbe dimenticare comunque. L’intervento di Suomi figlio di Rand rimane però tra le cose epiche da ricordare, qualcosa non solo da non dimenticare, ma da vedere come obiettivo da raggiungere.

Pillole di libri, un capitolo a caso: ONE LAST DANCE

Chi l’ha detto che un libro andrebbe giudicato solo dalla copertina o dall’incipit? Un capitolo a caso dà l’opportunità di leggere un libro nel profondo, per conoscere i personaggi e avere un assaggio della storia, in barba allo stereotipo delle prime 30 pagine, non sempre le meglio riuscite.

PER AMORE E PER’ SAGA 12 – ONE LAST DANCE

CAPITOLO 2

Just because you feel good doesn’t make you right, oh no
just because you feel good still want you here tonight, I want you. 
(Skunk Anansie)

Il concetto del tempo

{Vincent}

Sliema, 15 giugno 2015

 Mandy ed io decidiamo di usare il teletrasporto dall’aeroporto a casa sua mentre Agostino e Lilian prenderanno un taxi così come mia sorella e Parsifal.

«Non farla diventare matta!» si raccomanda Gemma con me ma io ho appena promesso di lasciarla in pace. Voglio stare con Mandy, passare il mio tempo con lei e il fatto di non riuscire a farne a meno mi preoccupa parecchio, sento una dipendenza che è molto bella ma allo stesso tempo, come tutte le soggezioni di questo tipo è pericolosa. Sto bene con lei e adesso che siamo di nuovo della stessa generazione è stupenda e non vedo l’ora di partire per il Messico.

I miei mi prenderanno per pazzo ma io ho solo bisogno di stare con chi mi fa sentire bene e al momento non c’è nessuno che ci riesca meglio di Mandy.

Dato che Agostino dorme con Lilian, Andrew con Maya a me tocca la stanza degli ospiti al piano della biblioteca, dove la mia amica mi fornisce anche di vestiti nuovi e puliti per domattina (che è già oggi), direttamente presi dal negozio di Cassiopea.

Rilasso sotto la doccia tutta la mia sovreccitazione di stasera in qualcosa che non facevo da solo da troppo tempo in mesi ed anni … ma pensare a Mandy e quello che mi ha detto stasera non me la rende troppo difficile!

Qualche ora dopo mi sveglio e lei è sdraiata accanto a me che mi sorride: «Buongiorno!»

«Ciao!»

È già vestita per uscire e la mia illusione che abbia dormito con me sfuma sui suoi pantaloncini corti da sbrano.

«Vattene da qui, ho dormito nudo perché ho lavato le mie mutande nella doccia»

«Veramente? Ma non potevi dirmelo, te ne prendevo un paio al negozio!»

«Sto già scroccando abbastanza»

«Sei nudo davvero?»

Mandy solleva il lenzuolo che mi copre schiena e sedere (sono prono) e constata che non mento.

«Che gran bel culo che hai!» mi dice con un falso tono sognante.

«Già, lo so»

«Non avevo finito … un gran bel culo da mordere!»

«Non lo farai davvero?!»

Lo fa. Ed è come se avesse schiacciato il tasto “erettile”.

«Mandy, vaffanculo, tu, le tue tre settimane del cavolo e tutto il resto!»

Arrotolo velocemente il lenzuolo per coprirmi quel che serve e la rovescio sotto di me sul letto: «Mi hai chiesto una tregua ed io sono stato ai patti, non esiste che mi svegli con un morso alla chiappa e pretendi che io ti porga anche l’altra?!»

Lei ride divertita ma io non ho finito: «Ringrazia che devo avere un alito da drago alcolizzato se no avresti già la mia lingua in gola!»

«Esagerato … sulla gola, sul drago hai ragione!»

Ecco brava, fammi pensare all’alitaccio così ritorno tranquillo.

«Ti ho messo la colazione sullo scrittoio e qui c’è uno spazzolino per i postumi della tua notte brava. Ci vediamo dopo, di sotto così andiamo tutti insieme al san Anton Palace»

«Sono già tutti pronti?»

«No, Agostino e Lilian dormono ancora»

«Bene se contiamo che si sveglieranno e loro si faranno la trombatina mattutina ho almeno due ore …»

«Sei fiducioso»

«Confido nell’essere sportivo del tuffatore»

Mandy esce ridendo, io faccio colazione e mi fiondo sotto la doccia. Accendo il telefono e inizia a trillare WhatsApp … Caspian? Laurent? Papà? Sono l’uomo più desiderato di Balzan!

 

Caspian: Ciao Vi’, dove 6? Devo parlarti di mio padre, possiamo vederci prima del concistoro?

Vincent: Sono dai Keaton. Ok per parlare, stai tranquillo però Caspian

Laurie: Che cazzo hai combinato con Jared? Stanotte ha dormito in camera tua … Dove 6?

Vince: Ha visto il quadro di Mandy e allora? Cazzo vuole il verginello brufoloso? Sono dai Keaton.

Papà: Cosa hai combinato ieri con Jared? Gabriel è disperato non sa come dire a Evelyne che il figlio è rimasto ventenne!

Vincent: Pa’ non ho fatto niente che lui per primo non meritasse e non si sia andato a cercare. Che ci posso fare se è bastato un drink per farlo sdraiare con un’ucraina?

Laurie: Che cazzo fai??? T. è qui lo sai?

Vince: scusa se ho cercato un posto dove dormire dato che camera mia era occupata. Per conto mio c’è troppa gente nella serra oggi. Ci vediamo dagli zii. E per la cronaca tra me e Mandy c’era un piano di scale di differenza …

Papà: Non ti dò torto ma capisci il punto del capitano. Cosa hai fatto a casa Keaton?

Vincent: ho dormito … ci vediamo al concistoro, non passo da casa, è troppo affollata per i miei gusti.

 

Ritorna Mandy e mi trova con il telefono in mano.

«Chi ti scrive? Le tue donne?»

«Tutti uomini, e tutti parenti: gemello, cugino e papà»

«Non è che mi cambi sponda? Al festival Disney con tutti quei pezzi a gender invertito … eh? Anna di Arendelle?»

Scherza lei riferendosi al fatto che farò la parte di Anna del film Frozen.

«Come mai ti scrivono tutti?»

«L’unico cui ho dato importanza è Caspian, mi è parso preoccupato, le altre erano cazzate relative al tuo ex che ha dormito in camera mia e a quanto pare si è incazzato perché ha visto il tuo ritratto»

«Mi hai fatto un ritratto?»

«Sì l’ho preso dalla foto che Priscilla vi ha fatto sul podio con la medaglia di Iliya»

«Che dolce …»

«Così siamo pari con la maglietta …»

«Anche quella che indossi adesso sarebbe tua. È la “V” collection»

«Hai disegnato una collezione basata su di me?»

Lei s’imbarazza: «Oh cavolo, mi hai beccata, mi salta la copertura mi sa!»

Le metto una mano su un fianco e l’avvicino a me accarezzandole un orecchio con l’altra: «Grazie»

«Di cosa?»

«Di aver pensato a me …»

Adesso dovrebbe smetterla di guardarmi con quegli occhioni perché ho una voglia immensa di baciarla.

«Hai guardato l’etichetta?»

«É una scusa per farmi spogliare di nuovo?»

Sorride: «No, puoi guardare quella che avevi ieri sera»

 

V collection elegant shirts – dedicated to Vincent C.

 

«Scusa, Mandy … perdonami…»

«Di cosa?»

«Di questo…» la sollevo sui fianchi e la bacio lasciandola scivolare su di me. É un bacio bellissimo che lei ricambia con la mia stessa intensità. «Non sono capace di mantenere le promesse!»

Cosa provo per te, piccola meravigliosa ragazza? Perché mi sento sempre eccitato in tua presenza? Perché sono felice con te così tanto che potrei prendere il mondo tra le mani e renderlo migliore solo per la forza che m’infondi? Sei la mia migliore amica eppure mi piaci da impazzire … Cosa mi succede? Mi sento come stregato con te. Ti desidero. Non sai quanto … penso e la guardo come un deficiente.

«Dobbiamo andare …»

«Mandy …»

«Che c’è?»

«Sei arrabbiata?»

«Affatto» e di nuovo quel sorriso … «anzi, forse un pochino … perché hai smesso!»

Sorrido anche io: «Vieni qui …»

La bacio ancora e sento che potrò affrontare tutte le menate in casa mia con serenità perché il tumulto che ho dentro riguarda lei che paradossalmente è l’unica a placarlo.

«Vincent, va tutto bene?»

«No, tesoro. A casa mia c’è Turquoise, mio padre è incazzato per via di Jared, e Caspian mi ha fatto salire l’ansia per mio zio Michel. In tutto questo i bambini del futuro sono l’ultimo dei miei problemi»

«Andrew e mio padre sono stati in biblioteca tutta la notte a cercare di capire. È arrivato anche Mies con Elièzer e pare che abbiano delle novità da comunicare a tutti al Concistoro»

«Sono il Dono d’Intelletto e mi sento imbecille!»

«Ed io non ho avuto “pietà” di Jared»

«Nemmeno io, l’ho punito mettendogli in faccia il suo errore e sono stato uno stronzo ma non sono pentito»

«Perché?»

«Perché lui ti ha fatto piangere. E stamattina bastono anche il tuffatore!»

«Se la metti in questo modo io devo prendere a calci Turquoise!»

«Sei libera di farlo, ma non con gl’infradito, con gli anfibi chiodati, guapa!»

Mandy salta e mi stringe con le gambe sui fianchi, io me la tengo in braccio così e raggiungiamo tutti nel salone. L’aria che tira è piuttosto seria e subito ci sentiamo a disagio:

«Mi sa che siamo fuori luogo …» balbetto.

«Baby Bonazzo hai ragione, sei troppo ilare!» mi rimprovera Cassiopea ed io mollo Mandy a terra ma lei resta abbracciata a me.

Mi parte una mezza risata isterica: «É che sto per tuffarmi nella merda con un triplo e mezzo ritornato carpiato, eh August?!»

Agostino mi sorride e Cassiopea affonda: «Sì pare che la serra di san Anton sia pavimentata a letame …»

Spunta Emily con Antonio.

«Troppo affollato …»

«Mia sorella!!!» esclamo e mollo Mandy per abbracciare Emily.

«Si può sapere perché ieri ha fatto un dispetto del genere a Jared?»

«Perché la magia ha un prezzo e il suo è l’essere imbecille! Non doveva farsi fare un incantesimo per crescere, e poi non sono io che gli ho infilato la lingua in gola è stata l’ucraina … vai a saperlo che l’incantesimo non era specifico su Mandy!»

«Tu lo sapevi!»

«L’ho immaginato e sì … Emily, sono uno stronzo! Ma ora è fatta, doveva valutare i rischi di un “no” e di una reazione sbagliata. So benissimo come ci si sente ad avere sette anni che non volevi, non te lo ricordi che Raoul me li ha dati senza che glielo chiedessi? Ma prima che tu o qualcuno di voi lo dica: non è stata una vendetta, perché ora sono felice dei miei ventitré anni e Jared ha …»

«Basta, Vin!» Mandy mi ferma «Credo ci siano altre cose molto gravi da affrontare …»

 

Balzan, 15 giugno 2015

 

Ecco, a quanto pare mi tocca pure scusarmi con Jared … non so se Gabriel sia più sconvolto dall’aver scoperto Celestia incinta o dal dover dire alla moglie che suo figlio è rimasto di ventuno anni ma non per volere di Mandy. Ed è proprio con il pirata che parlo per primo: «Senti capitano, io sono molto stronzo ma se Evelyne ha fatto l’incantesimo sapeva che cazzata abissale le stava chiedendo il figlio! Capisco anche che avrà sperato in un bacio negato da Mandy …»

«Vincent non hai giustificazioni. A parte che sei stato diabolico con lui. Tuttavia, capisco che la magia ha un prezzo ed ora Jared ha pagato. Perché l’hai spinto tra le braccia della ragazza ucraina?»

Non faccio che pensarci da ieri ma l’unica risposta che riesco a figurarmi ha il viso di Mandy e non lo ammetterei neanche sotto tortura: «Perché sono stronzo. Sono sempre stato una merda e morirò come tale, forse ultimamente sono anche peggio!»

«Comprendo … è per via della tua storia con Turquoise?»

Già … ero sulla sua nave il giorno della dichiarazione in diretta universale a quella stronza che ora va via senza pensare al mio amore per lei.

«Probabile … e ci metto anche che voglio bene a Mandy e ucciderei per lei» mi rendo conto che ho detto troppo «… intendo che non posso vederla soffrire, direi che Mandy è l’unica persona di cui m’importa a parte me stesso»

Hook alza un sopracciglio: «Tieni a lei così tanto?»

La prima frase che mi viene da dirgli è “fatti i cazzi tuoi”: «Capitano, sei vissuto per più di duecento anni e sei stanco? Perché smettere proprio adesso di farti i fatti tuoi?»

Lui sorride: «Hai ragione, scusa»

«In ogni modo, sì tengo a lei perché lei mi vuole bene e io gliene voglio, punto!»

Raoul si avvicina e stanno per affrontare il fatto che non hanno detto della gravidanza di Celestia. Il motivo è puerile ma bello, volevano far loro una sorpresa, dato che è incinta di due gemelli, una volta tutti a Faiyrence, dopo il rapimento di Celestia neonata da parte di Lilith, i Jones avrebbero avuto un neonato di cui occuparsi, un nipote, anzi due. Ma abbiamo capito che il futuro è cambiato e potrebbe anche accadere che mia cognata sparisca il giorno del suo compleanno così come che ci saranno due Celestia, una adulta e madre, l’altra neonata.

Mio padre mi risparmia il pistolotto perché vede che ho parlato con Gabriel, cerco Caspian ma ancora non è arrivato e allora devo affrontare Turquoise:

«Giornata pesante …»

Mai quanto adesso …

«Al solito, dopo una delle mie cazzate!» faccio spallucce facendole capire chiaramente che non ho intenzione di parlarne con lei.

«Perché hai dormito dai Keaton?»

«Per lasciare il mio letto al figliastro di capitan Uncino»

Siamo in biblioteca, gli altri sono già nella zona auditorium aspettando il collegamento con Miami dove ci sono Ellie e Calum in video. Ross è ancora qui perché presenzierà anche al festival Disney dove lo raggiungeranno anche gli altri fino al matrimonio di mia sorella e Antonio.

Turquoise ed io siamo nell’anello più alto della gradinata della zona lettura, io tengo la ringhiera con le mani e fisso Iliya che sta parlando con Andrew. Mi domando inconsapevolmente chi sia la ragazza seduta accanto a lui, soprattutto perché sia presente ad un nostro concistoro e la mia distrazione è percepita dalla mia ex come un dispetto verso di lei: «Non fare così, Vin!»

«Così come?»

«Non puoi metterti a fare lo stronzo perché non ha funzionato tra noi»

«Ah, adesso “non ha funzionato”? Sarebbe questa la nuova versione delle cose …»

«Hai un’altra spiegazione?»

Mi giro e punto gli occhi nei suoi: «Sì ne ho due: la prima, tu non mi amavi. La seconda, evidentemente neppure io»

«Io ti amavo … e tu pure …»

«Sì giusto per far uscire la Jolly Rogers da quella cazzo di favola dei Pirati dei Caraibi, per sentirti una dea tra le mie braccia conscia del fatto che ho la caratteristica dei Cortes e sopra ogni altra cosa, poter dire che avevi ragione su di noi quando dicevi no. Peccato che quello con il cuore spezzato sono io, Turquoise! Volevi dare una lezione allo stronzo perfettino? Brava, ce l’hai fatta!»

Ho tirato fuori tutto in un crescendo anche con la voce, come se lo avessi tenuto dentro prima di scoppiare, come la cosa più opposta all’orgasmo che esista, ma con la medesima dinamica d’ascesa. Sono quaranta giorni che tengo dentro questa rabbia verso di lei, oggi, non ho più niente da perdere perché so anche cosa sta per dirmi.

«Be’ allora non peggiorerò le cose se ti dico …»

«Che parti oggi e ci lasci nella merda per l’esame alla RADC? Lo sapevo, me l’ha detto Emily. Potevi prenderti il diploma ma evidentemente anche quello fa parte di quello che vuoi lasciare qui per la tua nuova vita da regista … Fa niente, troverò una ballerina!»

«Perché non balli con Mandy?»

«Perché non ti fai i cazzi tuoi anche tu insieme al pirata e a tutti gli altri? Ballerò con Mandy i pezzi obbligatori perché non possiamo avere la stessa partner che avremmo nella crew. È con te che dovrei fare i liberi, lo sai!»

Caspian si avvicina e per me ha l’aspetto dell’angelo della libertà!

«Devo parlare con mio cugino, scusa!» liquido Turquoise e gli vado incontro. Usciamo dalla biblioteca ma restiamo nelle vicinanze.

«Ho letto il messaggio, cosa succede?»

«Pare che mio padre stia male. Deve essere successo qualcosa alla sua schiena …»

«Lo credo ci dà dentro come se avesse vent’anni!»

«Vincent!»

«Non mi riferisco solo al sesso, ma al fatto che in tour con i Dark Warriors lui e mio padre fanno i pazzi ma non hanno più l’età!»

«Il problema è serio e Geneviève dice che non ce la farà»

«Morirà?»

Caspian non risponde.

«Perché Cassiopea e gli altri che percepiscono queste cose non lo vedono?»

«Non lo so, però tu potresti fare una cosa …» Caspian ha quasi paura a finire la frase «… evocare tuo padre, intendo Andres»

È vero. Potrei evocare mio padre e sono l’unico a poterlo fare oltre a Teseus ma non l’ho mai fatto, almeno non volontariamente, quando lo vidi per la prima volta, giacché quando lui è morto avevo solo otto mesi; era il momento in cui Raoul aveva deciso che io e Laurent saremmo diventati Doni di Pietas. Neanche il mio gemello può evocarlo, mi hanno spiegato poi, e comprendo perché Caspian voglia che lo faccia.

«Potrebbe anche non rispondere riguardo la vita e la morte» alzo lo sguardo e lui è dietro a Caspian.

«Cazzo!» esclamo «Per una volta posso provare a fare un po’ di scena, una preghiera ad effetto?»

Caspian si volta ma lui non può vederlo: «Andiamo in camera tua!» dico a mio cugino e Andres ci segue lì. Si rende visibile anche a Caspian.

«Sai già quello che devo chiederti …» certo che mi somigliava davvero … lui sorride, forse legge pure i miei pensieri ed ora mi sento uno scemo: «So quello che vorresti chiedermi ma non posso risponderti. Sappi che il futuro è già cambiato ma ve lo diranno tra poco Aeternitas e gli altri. Questo non significa che non siate in pericolo, anzi! Siete tutti in pericolo, tutti tranne te e Laurent perché io vi proteggo. C’è un nemico in arrivo e io sono la sua nemesi, per questo tuo padre, Caspian, ha la ferita di nuovo aperta. Non posso dirvi altro se non di cercare di cambiare le cose e consigliare di dire a Javier di togliere la memoria ai ragazzi del futuro sull’argomento perché il futuro è già cambiato»

«Una domanda … non torneranno mai più nel loro tempo, vero?» chiedo.

«No»

Caspian ed io ci guardiamo.

«Vincent, ancora una cosa … segui il tuo istinto. Io ti proteggo ma sei in pericolo e dovrai essere forte, molto forte. Attingi la tua forza dove sai …»

«Il Dono di Fortezza è Laurent …»

«Non basterà … sai dove risiede la tua forza, Vincent. Devi solo accettarlo»

Andres scompare.

Mi parte una tachicardia assurda. Una sensazione di soffocamento mista ad ansia e alla morte che sta incombendo. Ho un infarto? Non è possibile ho delle analisi perfette … allora cosa mi sta succedendo?

«Vincent, stai bene?»

«Certo che mio padre poteva dirmelo che era venuto a prendermi … cazzo, Caspian sto malissimo, mi fa male il cuore!»

«Sdraiati, vado a chiamare Mies!»

«Non allarmare nessuno, con discrezione …»

Caspian corre fuori e chiama Mies.

Lui mi visita: «Stai bene, è solo un periodo di stress e penso che tu abbia avuto un attacco di panico»

«Ecco … mi ci mancava»

«Vincent, sappiamo bene quello che stai passando con Turquoise, con l’esame alla RADC e il festival!»

E mio padre morto che mi dice che devo essere forte dove lo metti … già ma tu non lo sai!

«Stai qui tranquillo per mezz’oretta, poi ci raggiungi, ok? Ti chiamo Turquoise»

«M’irriterebbe meno Lilith, credimi!»

Caspian sorride e mette una mano sulla spalla di Mies: «Tranquillo, penso io a chi chiamare …»

Mi guarda e strizza l’occhio, non credo però che possieda il numero di Megan Fox …

Tre minuti dopo arriva Mandy.

«Cosa combini, Caspian mi ha detto che hai avuto un attacco di panico?»

«Ora va meglio … sono un po’ provato. Sono in tensione e poco fa ho evocato Andres. Mi ha detto che protegge Laurie e me ma anche altre cose sull’essere forte. Prima avevo finalmente vomitato addosso a Turquoise tutta la mia amarezza, e prima ancora, pistolotto del capitano per Jared»

Lei si toglie le scarpe e siede a cavalcioni su di me che resto sdraiato sul letto di Caspian.

«Be’ sull’ultima cosa stai sereno, pare abbia una cotta per la tuffatrice e quindi gli sta bene restare adulto. Per la tua ex, l’unica cosa che ti rimprovero è di non avermi chiamata per venire a fare il tifo!»

Le appoggio le mani sulle cosce scoperte dai pantaloncini corti che indossa. Mi sollevo e lei mi prende il viso tra le mani.

«Cosa ti ha detto Andres riguardo l’essere forte?» mi chiede quasi sussurrando.

«Mi ha solo detto che dovrò esserlo più di tutti, di seguire l’istinto e attingere dove so … ma in realtà non ne ho idea»

Le sue mani nei miei capelli stanno suggerendomi qualcosa … sto bene sono quando sono con lei, questo devo accettarlo anche se per me è difficile. Quello che ho detto a Gabriel sul fatto che lei è l’unica che conta più di me nella mia vita è vero e mi fa paura. Lei davvero potrebbe spezzarmi il cuore e non sarei in grado di ribellarmi come ho fatto prima con Turquoise.

Appoggio la testa sul suo petto e mi rendo conto che non ha il reggiseno.

«Mandy non mi ha ucciso il panico, lo fai tu!»

«Questa canottiera sta male con il reggiseno che spunta! Non posso pensare che quello che indosso ti faccia effetto, tesoro, altrimenti girerei col cappotto»

«Se fossi nuda sotto mi ecciterebbe anche quello!»

«Sei cretino, lo sai?»

Sorrido e lei continua ad accarezzarmi i capelli e a farmi sentire bene.

«Stai davvero male … tu odi chi ti tocca i capelli!»

«É vero, solo che tu hai un modo così dolce … cominci ad avere troppi privilegi, ragazza!»

«Quando Caspian mi ha chiamata mi sono preoccupata veramente!»

«Stavo male sul serio, Mandy»

«Ti credo e farei qualunque cosa per darti un po’ di conforto, ti sento che sei teso»

«Decisamente “molto teso”»

«Che scemo … hai i nervi tesissimi» mi accarezza il collo per sottolineare la mia ansia.

«Posso sentire per qualche minuto la tua pelle sulla mia?» le chiedo, lei sorride e mi guarda con gli occhi appassionati. Mi sfila la maglietta ed io tolgo la sua canottiera.

Le bacio al centro dei seni e l’accarezzo dolcemente, con la stessa dolcezza che sta mettendo lei nel farlo con me. Dopo qualche minuto così mi fermo e lascio che lei stringa la mia testa sul suo petto, le bacio l’interno di un braccio e restiamo un attimo in silenzio, come per un improbabile riposo.

«Non hai provato a baciarmi né ad avere di più, perché?»

«Tu non vuoi. Ed io lo sento» rispondo restando con il profilo appoggiato a lei, con le sue mani fra i capelli e il suo profumo che m’avvolge come le sue braccia.

«Dobbiamo andare»

«Lo so … va’ prima tu, io devo sgonfiarmi un po’…»

Si riveste, si aggiusta e esce. Sarebbe troppo bello se c’innamorassimo l’uno dell’altra così come siamo scivolati sui rispettivi corpi poco fa. Forse è per questo che non è ancora successo, io non merito l’amore di Mandy e lei deve poter avere più di quanto uno come me possa offrirle.

In biblioteca non hanno detto ancora nulla d’importante hanno solo messo alcuni punti descrivendo la situazione ai collegati dalla Florida.

«La linea del tempo non è come ci hanno spiegato o ci fanno credere nei film. Basta il più piccolo cambiamento per modificare molto» introduce Andrew «io l’ho acquisito come Aeternitas ma l’ho capito solo sperimentandolo di persona. Quando sono arrivato qui sono terminati anche i miei ricordi d’infanzia in comune con il me stesso di dieci anni, non è che non abbia ricordi da un certo punto in poi, sono chiari e nitidi, sono solo diversi e non parlo solo della mia doppia presenza, parlo di fatti oggettivamente diversi. Io non rammento nessuna Dominazione Serafica dello Sport eccetto Agostino, non ricordo di essermi incontrato con me stesso adulto, non c’è nulla più in comune con Andrew di dieci anni. Ne abbiamo parlato, i suoi ricordi e i miei smettono di essere uguali il giorno del mio arrivo qui. Anche parte del futuro che ricordano loro sei» indica Anjelica e compari «io non lo rammento uguale. Sono cambiati i fatti perché ogni essere umano costruisce la storia e la propria storia giorno per giorno»

«Allora abbiamo fatto un viaggio nel tempo inutile?» domanda Raoul.

«Il viaggio era il vostro tempo anche se indietro in quello del mondo. Avete solo evitato che Marcus e compari cambiassero una linea temporale ma, inevitabilmente avete modificato la storia, tant’è che Christopher ricorda di aver incontrato Luna, così come Boris ricorda le ballerine o i tre tizi che facevano passare le persone da est a ovest di Berlino … senza contare che a Orsay c’è un ritratto di Teseus firmato Toulouse-Lautrec! Quel viaggio è servito a voi sei prima di tutto, a Celestia per ritrovare i suoi genitori e chissà, magari far ritornare Lilian!»

«É servito a salvarmi» aggiunge Naveen «senza incontrare Chloé non avreste saputo del bracciale templare e senza Catherine non avreste fatto il viaggio nelle favole. Era insindacabilmente un viaggio nel passato che faceva parte del vostro e del nostro futuro. Così come il futuro di Andrew è in questo passato e … purtroppo anche il nostro»

Luna spalanca gli occhi: «Vuoi dire che non c’è speranza che voi di sette anni torniate qui?»

«No e puoi capire il perché» conclude Naveen.

Luna scoppia in lacrime e Teseus l’abbraccia.

«Ma io sono qui …» si dispera Anjelica «perché non mi accetta?!» chiede e pare rivolgersi a me.

«Ai suoi occhi le hai tolto la sua bambina, dà lei un po’ di tempo»

«Dovevo sposarmi …»

«Con l’uomo sbagliato ho sentito»

«Non avevo scelta»

«Sei incinta?»

«No, zio Vince … non posso più»

Qualcosa mi dice che il matrimonio di Anjelica sia un modo per sfuggire a qualcosa d’altro, non mi sbilancio chiedendoglielo ma mi limito a cercare un lato positivo: «Mettiamola così, il futuro dell’Anjelica di sette anni sarà diverso da quello che è il tuo passato adesso»

«Siamo sicuri che contro cose grosse come la vita e la morte si possa cambiare il destino?» domanda Iliya.

«La vita vince su tutto» risponde Keanu «ne abbiamo avuto prova con Lilian e la sua resurrezione ma non solo, anche con la sua gravidanza che è arrivata comunque nonostante i cambi di Cyrill. Poi c’è Filippo che mi hanno confermato essere vivo e vegeto nel futuro»

Guardo Caspian. Lui mi sorride.

«C’è un’altra cosa forte come la vita» aggiunge Geneviève «l’amore!»

«Anjelica, posso chiederti una cosa?» domando.

«Nel tuo futuro io sto con Turquoise?»

«No. Vi siete lasciati esattamente come è successo, tuttavia posso solo dirti, senza fare nomi, che sei felicemente sposato con l’unica donna della tua vita!»

«Stai a vedere che ci sposiamo!» scherza Mandy.

«Tu starai con il tuffatore felice a Kiev a sfornare ranocchietti saltellanti»

«Non lo sapete? Quella ragazza lì è sua moglie»

«Come?!» rispondiamo in coro Mandy ed io.

«Non lo sapeva neanche Agostino!» aggiunge lei.

«Allora ve lo dico anche perché l’hanno spiegato quando eravate di là. Lui e lei si sono conosciuti alla RADC di Olena Marinina, la mamma di Iliya dove lui bazzica per alcune discipline che lo aiutano con l’agilità dei tuffi. Si sono innamorati e sposati civilmente quasi in segreto perché pare che Iliya sia una celebrità in Ucraina. Il matrimonio è andato a bagno perché lei è andata in crisi quando sei mesi fa le è morta la mamma e si sono separati. Di recente si sono riavvicinati ma erano già legalmente separati e sembrava dovessero rimanere tali, tant’è che lui ci ha provato con Mandy»

«A dire il vero io ci ho provato con lui e mi ha rifilato il due di picche con la storia del mio invecchiamento precoce»

«Ebbene era una scusa, non l’ha detto a tutti ovviamente ma si è capito … lui si accorgerà a breve che è ancora innamorato di lei e … cavolo no, nonno non adesso!»

«Adesso nonno cosa?»

Dato il fatto che potrebbero causare dei danni, mio padre (Javier) sta togliendo la memoria di quella parte del futuro che deve essere dimenticata ai sei ragazzi proprio adesso. Quanto a Aeternitas no, lui pare sappia discernere le sue memorie (sì ne ha diverse) perché sono tante le linee temporali e lui si occupa di tutte. Questo spiega come mio padre e Gabriel si siano incontrati a Neverland o la Ginevra dove è nato Francesco, così come il fatto che per Tristan e Maximus la realtà proposta da Caravaggio è diventata la nostra. In pratica si sono accavallate due linee temporali quella dei ragazzi del futuro e la nostra a causa probabilmente di un errore del piccolo Andrew, sebbene quello che mi ha detto il mio vero padre mi dia da pensare che loro siano qui per un motivo molto più importante.

Cosa che ora mi tocca anche rivelare:

«Ho evocato mio padre!» dico ad alta voce e mi sento come il condannato a fucilazione con tutti gli occhi puntati contro eccetto quelli di Caspian e Mandy.

«Lui mi ha detto che ci aspetta un momento di battaglia difficile ma non è ovviamente entrato nei dettagli. C’è un nuovo nemico non so bene quando ma sarà potente. Io credo che loro sei siano qui per questo e non per uno sbadato Aeternitas di dieci anni»

«Perché hai evocato Andres?» mia madre ha il potere d’impalare con lo sguardo.

«Per sbaglio …»

Non molla.

«Ok» Caspian si agita e penso che ora venga un attacco di panico pure a lui «volevo chiedergli di me e Turquoise»

Mio cugino mi deve un favore, un grosso favore. Non è da me umiliarmi per una donna che non merita nemmeno ma la mano che Mandy appoggia sulla mia schiena, prima di avvicinarsi agli ucraini, vale anche questa bugia.

L’unica a notare questo piccolo e insignificante gesto d’affetto è mia nipote ma non si sbilancia per niente.

«Bene, quindi ne arriverà un altro» commenta mia madre.

«E noi sapremo affrontarlo, come sempre!» esclama Michel. Sì, proprio tu che sei con un piede nella fossa! Mi sta tornando la tachicardia. Mandy è lontana, sta parlando con Iliya e Ilona:

«Lei è … mia moglie»

«Piacere … e scusa se per i media sembrava ci fosse qualcosa tra noi …»

«Non c’è problema. Noi siamo separati, io sono qui per l’esame alla RADC, ci terrei ad entrare a Malta e Iliya mi aiuta»

«Sei una ballerina, dunque?»

«Sì, ma lo è anche lui!»

«Sì, l’ho notato. Vorrà dire che avremo un altro tuffatore e ballerino!»

Come faccia a non prenderlo a schiaffi è un mistero che non voglio indagare perché sarebbe capace di darne a me.

«Perché proprio qui a Malta? Quella di Olena Marinina è un ottima scuola!»

«Mi piace molto lo stile di Akim Raskol’nìkov»

«Hai già fatto le visite di rito?»

«Mi hanno fatto il prelievo stamattina ed è stato proprio Akim»

«Quindi vi siete conosciuti … senti Ilona, posso parlare un secondo con Iliya da sola?»

«Certo»

Si spostano di qualche metro tra due grosse librerie con una grande storia non solo sopra ma anche in mezzo: «Mandy, scusa. Avrei dovuto parlartene ieri sera e dirti tutto»

«Calma! Non è per questo, piuttosto per il fatto che lei ha assistito al concistoro, perché?»

«Ha la croce a stella sulla spalla ma non sa usare il mana»

«Teseus l’ha letta?»

«Non ancora»

«Agostino non sapeva di lei?»

«Non lo sapeva nessuno del mio lavoro, in Ucraina i tuffi sono come il calcio in Italia»

«Capisco … però se io mi fossi illusa, tu dovevi parlarmene»

«Se tra noi fosse iniziata una storia te l’avrei detto, ma ieri sera quel ragazzo americano mi ha fatto capire che non potevo mettermi con te. In fondo tengo ancora a Ilona e tu meriti un uomo che ti ami totalmente senza riserve, qualcuno che metta te prima di sé stesso»

«Intendi Jared?»

Iliya sorride: «Per niente»

Io mi sento l’agitazione sotto pelle. Agostino si avvicina a me: «Tutto bene?»

«Ti pare?»

«Non proprio … se vuoi leggo la signora Kozakinsky a distanza»

«Ilona … nome da spogliarellista»

«Be’ non credo sia male spogliata»

«Lo credo anche io e se riprende a farlo col marito mi fa un favore»

«Ti stai sbilanciando, Vincent»

«Riguardo cosa?»

«Lasciamo perdere…» Agostino cambia gli occhi e si mette ad osservare la ragazza. In effetti una bella ragazza più o meno dell’età di Agostino con lunghi capelli castano chiari e gli occhi scuri e profondi. Non è molto alta di statura ma ha un bel fisico anche se un tantino troppo magro. Diciamolo, Mandy è molto più bella di lei che ha un certo non so che di famigliare.

Agostino è paonazzo: «Cosa succede?» chiedo spaventato.

«Non è possibile …»

«Cosa?»

«Senti, qualcuno di voi è in grado di fare un esame del DNA?»

«Sì, Felix, Eos … penso anche Andrew. C’è l’attrezzatura al san Luke»

«Stamattina ha fatto il prelievo? Se ci fosse ancora un po’ di sangue …»

«Stacchiamole un capello!»

«Andiamo in ospedale, è meglio!»

Ci precipitiamo al san Luke e chiediamo a Akim l’iter del sangue prelevato per le analisi dei candidati alla RADC. Lui è appena arrivato dal concistoro.

«Credo siano ancora giù in laboratorio da Felix, lui era con noi …»

«Ottimo!»

Agostino ed io corriamo per le scale evitando un ascensore affollatissimo che prevede troppe soste.

Felix sta visualizzando i risultati delle analisi.

È prassi che si studi anche il DNA per eventuali problemi genetici e soprattutto dopo l’esperienza Lilith cerchiamo d’individuare che non s’intrufoli un prodotto di Victor.

«Voi due cosa ci fate qui?»

«Felix, dobbiamo sapere una cosa sul sangue di Ilona … la ragazza ucraina» rispondo.

«Sto completando le sue analisi. Prendete un camice in quell’armadio e mettetevi i guanti e le soprascarpe. Vincent, tu lega anche i capelli prima di entrare»

«Cosa vi serve sapere?»

Guardo Agostino perché in effetti non lo so.

«I genitori, chi sono?»

«Intanto vi dico che si chiama Ilona Pundik Kozakinsky e quest’ultimo dato lo sapete già … Nata il 3 marzo 1989 a … Vladivostok, curioso non è ucraina, padre … Oh cazzo! Akim Raskol’nìkov nato a Mosca il 28 maggio 1963!»

Agostino mi guarda: «Non è finita … per ora ho visto bene guarda i risultati della madre …»

«Ecco esce anche la madre … non è possibile!»

Penso che adesso schiatterò davvero: «Dimmi che non è vero … come cazzo è possibile?»

«Madre Madleine Matisse nata a Avignone il 10 agosto 1967 …»

«É mia sorella?»

«Pare di sì ma come?»

«Sono certo che mia madre abbia conosciuto Akim un anno dopo la nascita di questa ragazza!»

«Io credevo che Amber fosse l’unica donna di Akim?» aggiunge Agostino.

«Potrebbe essere parte di una linea temporale differente che si è accavallata» rileva Felix mentre solleva il telefono e chiama Akim che si trova al Triage.

«Puoi scendere un attimo?»

«Cosa succede, Agostino e Vincent vogliono fare l’Inledandet?»

«No, e credimi è peggio!»

Akim ci raggiunge, Agostino gli spiega quello che ha visto in Ilona confermato dalle analisi.

Lui fissa lo schermo del computer con il suo nome e quello di Madleine nel profilo genitoriale della donna: «Non è possibile … io ho conosciuto Madleine a nella primavera del 1990»

«E mia madre» intervengo io «sappiamo bene che ha limitato la sua attività sessuale ai fratelli Cortes»

Akim tossisce: «Ecco, quello non è del tutto vero … abbiamo avuto una notte di passione a fine luglio del 1990»

Lo guardo stupito.

«Che c’è?» mi chiede ed io abbasso la testa sorridendo.

«Poi Ilona non ha detto poi che sua madre è morta sei mesi fa? Non ha parlato di madre adottiva e non risulta neanche nei suoi documenti!» chiosa Akim.

Mi passano per la testa un sacco di pensieri tra cui il discorso di mio padre sul nuovo nemico e non voglio pensare che sia lei. Agostino mi guarda e sembra leggermi nel pensiero: «Non è cattiva … credimi ho visto in lei tanto dolore e basta»

«Chiamiamola e parliamole» sentenzia Akim.

«No, credo che prima dovremmo parlare con mia madre?» domando io.

«Già …»

Arriva prima quest’ultima e a momenti sviene tra le braccia di Akim.

«Non potrebbe essere che si siano fuse le linee temporali come per Tristan e Maximus? Voglio dire, quando Javier per tornare in vita, ti ha chiesto di ospitare la sua anima, noi ci siamo innamorati e, stando a come dovevano andare le cose, in quel tempo si sarebbero dovuti amare anche Max ed Ela come pure Tristan e Lydia. Invece, come sappiamo il passato per quei quattro è cambiato. Non potrebbe esserlo anche per noi due? O meglio, per “due noi”

«È la data di nascita di Ilona a non coincidere però!» interviene Felix «Da quello che so, questa faccenda del corpo in prestito è stata fatta nella primavera del 1990, un diverso 1990 ma pur sempre l’anno dopo la nascita della bambina e non credo che abbiano alterato la data di addirittura dodici mesi!»

«Si può vedere dagli esami se effettivamente è nata nel 1989? Nel “nostro” 1989?» chiedo.

«In teoria dovremmo farle delle lastre specifiche e fare come la dottoressa Brennan del Jeffersonian, datare le ossa, cosa che credo Andrew sia in grado ma mi pare un’assurdità!» mi risponde Felix.

Agostino ha un’idea: «Akim scusami … posso provare a leggerti?»

«Perché?»

«Stavo pensando che forse posso vedere quello che non ci dice il database o la scienza»

Lo legge e non fa che confermare essere il padre di Ilona. Allora passa a leggere mia madre e ha difficoltà: «In effetti, è come se leggessi contemporaneamente Andrew e Junior»

«Non sforzarti, Delfinetto …»

«Possiamo vedere com’era fatta Nadia?» chiedo «Vi spiego, perché non abbiamo pensato che i due “Akim e Madleine” della prova per la risurrezione di papà siano arrivati nel nostro tempo assieme alle storie d’amore degli arcangeli paolini con le ragazze di Ángelsgarðr!»

Felix smanetta con il computer e esce una donna per niente somigliante a mia madre e questo spiega come mai Ilona non abbia sbarellato al conoscerla.

«Dobbiamo capire cos’è successo e perché le linee di due tempi diversi si siano incontrate …»

«Desperatio» dico senza quasi rendermene conto «la nemesi di Spes … ecco di cosa parlava mio padre, lui era Spes prima di Luna!»

«L’epifania di Desperatio porta problemi nelle linee del tempo!» aggiunge Akim che si è appena avvalso della sapienza di Mies con Prudentia.

«Altro concistoro?» chiedo ironico.

«No, aspettiamo di capire chi possa essere Desperatio e dove si nasconde» corregge mia madre «nel frattempo Akim ed io abbiamo da comunicare di avere avuto una figlia prima ancora di conoscerci!»

«Battete quasi la Madonna!» scherzo io.

«Che scemo che sei!»

Il pranzo è il momento peggiore di questo giorno che devo ricordare di segnare tra quelli più di merda della mia vita. Già, perché vedere mio padre, o meglio l’unico uomo che fa Cortes di cognome che io chiamo papà perché non ne ho conosciuto altri, che s’intristisce perché nell’altra vita Akim e Madleine si sono amati indipendentemente da lui, quindi, il suo amore per mia madre non è universale è qualcosa di straziante. Se ci associo le lacrime appese di mia cognata Luna per la figlia di sette anni, che ha seduta di fronte ventisettenne e che si strugge più di lei; la presenza di Scott, Jessika e di Turquoise, trovo che avere Jared con i postumi della sbronza di ieri sera seduto a fianco sia la cosa migliore che potesse capitarmi. Gli unici occhi che mi piace incontrare sono quelli di Gemma che mi sorride birichina perché sa che deve cercare di tirarmi su il morale. Ma al cruccio ci aggiungo il mio biondo gemello che non ha preso molto bene questa sorella venuta da chissà quale tempo, quella poveretta della sua fidanzata non sa bene come aiutarlo mentre dal fronte Emily, lei voleva andare dai Keaton, (luogo dove vorrei terribilmente essere anche io), per via di Antonio e invece è qui senza fidanzato. Raoul siede dal lato opposto a me e mi guarda con la faccia da Pietas, per tanto a breve: «Se non la pianti ti tiro un coltello, hermano!»

«Stavo solo cercando di guardare qualcuno di normale»

«Allora girati verso tua moglie perché mi sembra la più in bolla a questo tavolo insieme a Parsifal, il che è già tutto dire!»

«Perché hai fatto un ritratto a Mandy?» mi chiede Jared.

«Perché voglio portarmela a letto e mi sembrava un modo meraviglioso per sedurla» rispondo serio.

L’idiota si mette a ridere perché chiaramente la prende come una burla: «No dai, seriamente!»

«É molto bella e mi piaceva in quella foto»

«É un bel dipinto»

«Se vuoi te lo vendo, mille euro perché sei un amico»

Jared ride. Beato lui che si diverte, forse pensa che dato che è spuntata una moglie a Iliya abbia ancora del buono con Mandy e mi aspetto che me lo chieda tra un secondo.

Infatti …

«Non penso, anche perché non hai ancora capito che per lei tu eri solo un amico»

«Anche tu sei suo amico e con te non si comporta come con me»

Lo spero bene!

«Penso che mi sarei beccato un vaffanculo colossale se avessi fatto una cazzata come hai fatto tu, hai ragione, con te c’è andata leggera!»

Mi arriva un messaggio proprio da Mandy:

 

Mandy: non ce la faccio più! Qui c’è l’agorà di Atene, persino Agostino fa il secchione!!!

Vincent: vinco io … tesoro!

 

«Scusate, posso fare una foto a questa splendida tavolata?» chiedo alzandomi in piedi e salendo gli scalini dell’open space per posizionarmi in un punto di ripresa generale. Scatto, ringrazio e me ne torno a posto.

Gemma sta per piangere dal ridere e nasconde la faccia nel tovagliolo.

«Che bastardo che sei» mi dice solo con il labiale ma io non mi curo di lei perché devo scrivere a Mandy spedendo la foto:

 

Vincent: il posto vuoto è dove siedo io…

Mandy: Vittoria schiacciante la tua, tesoro!

 

Aggiunge una serie di emoticon con faccette che ridono a crepapelle. Mio padre mi richiama all’ordine: «Metti via quel telefono o i messaggi a Mandy li mandi con le chiappe d’ora in poi!»

«Ok, scusa ma non potevo non risponderle!»

La cosa è stata sufficiente per mettermi di buon umore almeno fino a quando, non mi tocca aiutare Turquoise a prendere le sue cose in camera mia.

«Occhio a non infilarti in borsa le mutande di Jared»

«Non c’è pericolo!»

«Vuoi indietro i tuoi regali?»

«Ma sei scema? Non ho dieci anni e non ne ho mai chiesto nessuno indietro neanche a quindici»

Ecco, ora so cosa sta pensando … si avvicina sensuale.

«Vincent, è stato bello che tu abbia cercato tuo padre per noi …»

No … Turquoise ti prego, la scopata d’addio no!

Mi bacia, io ricambio ma i miei occhi sono aperti e guardo dietro di lei.

«Scusa …» la allontano «non roviniamo tutto, ti prego!»

«Tu che rifiuti di far l’amore? Sei cambiato veramente!»

«Se devo sfogarmi mi faccio una sega sotto la doccia pensando a Megan Fox, ok? Non butto via i nostri quattro mesi e mezzo con un’ultima volta insieme che sarebbe l’apoteosi dello squallore!»

«Ok, chi è l’altra?»

Alzo la mano sinistra. Lei sorride. Sento il campanello della porta. Anjelica va ad aprire: è Mandy.

«Ehm, Vincent è in camera … con Turquoise» lei a quasi paura a dirlo.

«Non importa, volevo solo prendere un caffè con lui prima di andare alla RADC, fa nulla, ci vediamo là!»

Fortunatamente, Jared è in bagno e non si accorge di lei ma io sì perché mi manda un messaggio.

 

Mandy: viviti il tuo ultimo ballo al massimo, tesoro!

 

Non ha capito un cazzo!

«Devo andare!» esclamo «Turquoise, sii felice … realizza il tuo sogno!» l’abbraccio di fretta, lei resta basita e me ne vado fuori di corsa senza dire niente a nessuno.

Mandy è ancora nel giardino e a me è facile intuire la strada che sta facendo verso l’uscita perché è quella più all’ombra. L’anticipo in teletrasporto:

«Non mi conosci così bene come dici!»

Lei si ferma, alza la testa e ha gli occhi lucidi. Io in questo preciso istante riesco a rispondere alle domande che m’affliggono da giorni e che negli ultimi due sembrano urlare dentro di me: io la amo. Sono pazzamente innamorato di lei!

«Non stavo piangendo per quello, è che anche io non sono di marmo. Diciamocelo che la signora Kozakinsky già era una menata per me, ma il fatto che sia tua sorella in non si sa bene quale universo mi rende un po’ isterica!»

Sorrido e i suoi occhi sono di nuovo quelli di stamattina nella camera degli ospiti dei Keaton.

«Posso baciarti?» chiedo.

«Perché?»

«Credo di aver appena realizzato una cosa e voglio solo la conferma»

«No»

«Perché?»

«Perché hai sicuramente baciato Turquoise ed io non voglio sentire il suo profumo su di te»

«Sei un cane?»

«In queste cose sì. Sono un po’ animalesca, non amo che il mio territorio sia invaso da un’altra»

«Sono il tuo territorio io?»

Lei prende fiato ma non risponde, poi si fa coraggio: «Sì! E vedi di farti andare bene questa cosa, pezzo di cretino!»

La mia giornata è appena passata da “di merda” a “magnifica”.

«Torniamo un secondo da me? Devo lavarmi i denti e prendere il tuo casco»

«Non mi metto quello di Turquoise!»

«Tesoro, hai il tuo casco. L’ho decorato ad aerografo io stesso con il tuo nome!»

«Davvero?!» si mette a saltellare contenta ed io mi sento il cuore pieno di vita.

Purtroppo, a casa mia, si deve sorbire il patetico tentativo di Jared ma lei lo sa trattare con una certa delicatezza che è opposta a come lo tratto io. Ora capisco anche il perché, tuttavia mi sento di escludere che io lo tema per una improbabile rivalità nel cuore di Mandy. Quello che ha detto poco fa riguardo al fatto che io sono il suo territorio significa molto per me, forse lei non lo sa ancora ma mi ama. Mi chiedo solo se io possa darle tutto il bene che si merita, tutto l’amore che si merita, la mia autostima esasperata incontrando lei si ferma a riflettere sulla meraviglia del mondo che si chiama Mandy.

«Carissimo Jared, noi abbiamo un esame da sostenere ed è un culo pazzesco … quindi, te la rubo e ce ne andiamo!»

Mandy sorride e lo guarda come dire “che ci vuoi fare”. Salutiamo al volo tutti (alcuni li ritroveremo in RADC tra poco) e andiamo alla mia moto.

«Che bello questo casco, Vin!» esclama lei mettendolo.

«Mai quanto chi lo indosserà tra poco!» dico io stampandole un bacio sulle labbra e aprendo la serranda del garage. Lei mi guarda sorpresa e divertita ma va tutto troppo in fretta per fermarsi a pensare a lei, che mi cinge la vita mentre andiamo in moto, e non mi chiede di andare piano, perché sì, guido come un pazzo, è uno dei miei sommi difetti, perché se io sono il suo territorio, lei è la mia città!

 

RADC, 15 giugno 2015

 

Iliya e Ilona ancora non sanno delle nostre scoperte anche se penso che il desiderio di passare dalla scuola ucraina alla maltese sia motivato dal risultato dell’esame del DNA che sappiamo che lei ha fatto un paio di mesi fa ignorando che la persona risultante dall’esame, il nostro Akim forse non l’abbia davvero generata.

Sono preoccupato dalla reazione di Amber, avrà dato di matto con il marito o avrà capito che è tutto parte di un casino più grande? L’aver scoperto che la madre è la mia, penso che giochi a favore di Akim avvalorando l’impossibilità della cosa nel nostro mondo, nella nostra linea temporale.

Salutiamo gli ucraini e arriva proprio colei cui stavo pensando. La guardo e lei mi sorride: «Lo so che muori dalla curiosità, Vincent!»

«In questo momento sono l’uomo più felice del mondo e non mi turberebbe nulla, neanche uno dei tuoi scleri, Amber!»

«Cosa ti rende così felice? Siamo nella cacca fin sopra ai capelli e stamattina hai anche avuto un attacco di panico»

«La cura del panico!»

Mandy non coglie la battuta.

«Allora» Amber ci ferma prima degli spogliatoi «voi due ballerete assieme anche i liberi dato che Turquoise se ne va, quanto alle mini crew, tu Vincent sei con i tuoi fratelli, mentre Mandy, tu sei con Lilian e Maya. Iliya, tu sei con Agostino e Andrew. Ilona con Scarlett e Azzurra»

A quanto pare Iliya e Ilona conoscono le coreografie di gruppo dal momento dell’iscrizione, invece una cosa che non sapevo, perché è stata decisa stamattina, è che anche i sei del futuro faranno l’esame per entrare presumibilmente nei semiprofessionisti di primo livello come me e Mandy, se non addirittura nei professionisti, per come gli ho visti ballare!

Prima metà del pomeriggio divisi maschi e femmine, poi avrò una saletta dove mi metterò a palpeggiare Mandy fino allo sfinimento.

Il tema dei passi a due è fare l’omaggio ad una coppia d’arte o di vita. Spesso è capitato questo tema e in molti hanno ci hanno spaziato sopra anche con risultati meravigliosi.

«Qualche idea?» mi chiede Mandy «Con Turquoise cosa avresti portato?»

«Lei aveva un debole per il mio papà morto e avevamo pensato “Nessuno vuole stare solo” in omaggio ai miei genitori»

Lei si mette a ridere.

«Perché ridi?»

«Pensa se Iliya e Ilona portassero Phantom of the Opera

Per inciso è il musical che mia madre fece con Akim vent’anni fa e fu un successone. Si narra che provando ci sia scappato un bacio tra loro, ma nulla di più, rinfacciato in battaglia da uno dei vizi, che lui affrontò nel 1999.

«Be’ io truccata il giusto somiglio a tua madre molto più della tua ex … tuttavia non mi piace vederti come Andres»

«E allora fammi essere Javier!»

«Idiota!»

«Dico sul serio. Stupiamo tutti con la coreografia di mia sorella e Parsifal e ci spariamo “Come what may”»

«C’è una Borikata e non vorrei spaccarmi una gamba alla vigilia dell’esame»

«Fidati di me!»

«Vincent …»

Mi avvicino a lei e le prendo le mani guardandola negli occhi: «Fidati di me!»

Lei mi fissa e abbozza un sorriso: «Ho appena capito la battuta della cura del panico …»

«Ecco, brava. Vuoi che non ti prenda nella Borikata?»

«Quel passo lo fanno i ballerini con un’intesa pazzesca»

«E noi non l’abbiamo?»

«Perché ti sto facendo tutte queste obiezioni?»

«Perché hai paura di scoprire facendo la Borikata che sono l’uomo della tua vita!»

Tolgo la maglietta. Lei mi guarda.

«Ora, sicuramente il tuo territorio puzza parecchio di Vincent sudato!»

«É il tuo odore … e paradossalmente lo adoro. Cioè non il puzzo ma, hai presente quando il tuo profumo entra nella pelle e si mescola all’epidermide? In quel momento l’odore s’identifica e diventa “tuo”. Ecco, quello sei tu, Vincent»

La guardo perplesso: «Ti piace quando puzzo, ho capito, sei una porcellona!»

Lei scoppia a ridere.

«Rovineresti il romanticismo a Shakespeare in persona!»

«Dai Giulietta, spariamoci ‘sta Borikata!»

«Oh Romeo, perché mi vuoi morta, Romeo!»

«Messico!»

«Se m’ammazzo non ci vengo in Messico!»

«Per questo andrà tutto bene!»

Dai, amore mio, fammi capire che ti fidi di me!

Passo, passo, salto volo … presa! Ma che figata!

Faccio una variazione, sul finale del passo lei dovrebbe tornare in piedi davanti a me, invece mi stringe con le gambe sui fianchi e facciamo mezza piroetta in più per poi finire io testa all’indietro con lei che mi sovrasta con la sua e terminiamo la canzone con i visi vicini.

«É stato fantastico!» esclama lei.

«Ti sei fidata di me …»

«Pensavi di no? Io mi fido sempre di te, Vincent!»

Ancora le sue mani nei miei capelli, ho i pants e credo che la mia erezione sia impossibile da mimetizzare!

«Mandy, non puoi farmi questo!» la lascio scivolare leggermente in modo che capisca.

«Non sei professionale, signor Cortes!»

«Sono stato tranquillo fino a quando le tue sante manine sono finite ad accarezzarmi i capelli in modo inequivocabile! Non toccarmi mai i capelli in coreografia, rammentalo!»

La mollo e mi allontano un po’ indispettito appoggiandomi al muro. Lei si avvicina a me: «Scusami, non volevo offenderti, scherzavo!»

«Turquoise mi ha chiesto se c’è un’altra nella mia vita perché io non ho voluto fare l’amore con lei un’ultima volta … Io le ho mostrato questa»

«Perché la mano sinistra?»

«Perché sono mancino»

Lei ride capendo il doppio senso.

«Indovina un po’ chi mi fa scoppiare le mutande?»

«Non credevo fosse così forte la tua attrazione …»

«Lo è. Ora la mia domanda è, a costo di sentirmi piombare un due di picche di marmo proprio lì, per te è lo stesso?»

Lei sospira e sorride, com’è bella!

«Il fatto che a me non si rizzi nulla non vuol dire che tu non faccia di me un fiume in piena, Vincent!»

«Anche adesso?»

«Anche adesso!»

«Voglio partire subito per il Messico!»

«Dobbiamo provare! Piuttosto, stasera devi sempre dormire con Jared?»

«Purtroppo sì»

«Allora ci vediamo nella mia camera degli ospiti!»

«Me la dai?!»

«Vedremo se saprai meritartela, ora, su, al lavoro!»

Nelle due ore successive mi sono trasformato in Christopher con il fascino di Akim e la voce di mio zio Michel, non vedo l’ora di tenere Mandy tra le braccia!

Sotto la doccia incrocio Iliya. Non so come ma il mio spirito competitivo mi porta a guardarlo “lì” vergognandomi un secondo dopo.

«Mandy ha preso bene il fatto di Ilona?» mi chiede.

«Sì, stai tranquillo. Lei è fantastica e ha capito al volo»

«Da quando hai realizzato di amarla?»

«Come?» fingo di non capire.

«Andiamo, Vincent io l’ho intuito ieri sera alla festa ma è abbastanza evidente che siete nati per stare assieme»

«É a me che ti riferivi quando le hai detto che merita qualcuno che la metta davanti a tutto il resto?»

Lui fa cenno di sì con la testa.

Io però non voglio che nessuno conosca i miei sentimenti per Mandy prima di lei: «Tra me e lei c’è molto feeling ma non siamo innamorati»

All’uscita lei mi aspetta sulla moto.

«Passiamo da me a prendere il cambio per domani e i preservativi!»

«Una scatola?»

«Due?»

«Imbecille!»

Arrivati da me le chiedo di aspettarmi in garage, io abbasso leggermente la serranda e affondo un bacio che lei si prende con passione. Fa per accarezzarmi i capelli che, ancora bagnati, sono più sensibili alle sue mani ma la fermo: «Non vorrai farmi entrare in casa con i pantaloni sollevati?»

«Mi sa che è inevitabile»

«Ti odio!»

«Non se ti presto la mia mano …» mi dice sensuale mentre baciandomi mi slaccia i pantaloni. Schiaccio il telecomando e chiudo il garage. Tolgo i pantaloncini anche a lei, senza smettere di baciarla, apro un cassetto del tavolo da lavoro ed estraggo la confezione di un profilattico: «La tua mano usala per aiutarmi con questo …» mi siedo alla rovescia sulla moto e la penetro facendola sedere sopra di me. Lei ha un sussulto perché in questa posizione la sensibilità è molto alta. Sono quasi totalmente avvolto da lei, sia il mio sesso che il resto del mio corpo. Avverto ogni suo desiderio, persino il battito del suo cuore, lo scorrere del sangue e comprendo quel discorso sull’alchimia degli odori, ora quel territorio è davvero solo suo! Vorrei gridare da tanto è forte il piacere che provo, vorrei urlare quanto la amo, tanto è grande quello che sento.

Lei stringe i miei capelli sulla nuca con una mano e capisco che ha giunto il suo apice, lascio così che tocchi a me chiudendo gli occhi e planando all’indietro con la schiena sul serbatoio della moto in modo quasi artistico, come se stessi danzando. Lei solleva la mia maglietta e mi accarezza il petto e l’addome accompagnando il mio orgasmo con la medesima magia.

Mi risollevo a baciarla ma non esco da lei.

«É stato stupendo …» sussurra accarezzandomi. Io ho le lacrime agli occhi «Che succede?»

«É stato davvero stupendo, Mandy! Potrei farci l’abitudine»

«Cosa siamo adesso?»

«Non lo so, non siamo sicuramente solo amici, non siamo due che scopano e basta perché per me è stato troppo bello per svilirlo a solo sesso. Soprattutto, quello che provo per te è troppo alto per abbatterlo con il mero piacere fisico, io ci ho messo anche l’anima, Mandy!»

Lei sorride e si commuove: «A me bastava che mi dicessi che stiamo assieme, come una coppia … che da ora, qualsiasi cosa sia, tu sei mio e io sono tua»

«Certo che lo siamo, solo che non possiamo ancora renderlo pubblico. Tu hai ventidue anni dalla settimana scorsa ed io ho rotto troppo a tutti con Turquoise … Ma questo non cambia quello che siamo, chiaro? Ti fidi di me?»

«Di nessun altro»

Io ti amo, Mandy Keaton. È questo che dovrei dirti adesso aspettando trepidante che tu mi dica “anch’io” ma sono un cretino e ti ferisco con una stupida vergogna o una folle paura di perderti.

Mi ripulisco usando il lavello del garage. La lascio per qualche minuto per entrare in casa.

«Non scappare via, ok?»

«Non farei molta strada senza mutande sulla tua moto che non so neanche da che parte accenderla!»

Entro in casa camminando a mezzo metro da terra, incrocio Jared e mi sento un grandissimo stronzo perché ho appena fatto l’amore con la ragazza che vorrebbe lui, ma cosa dico? Non mi sento stronzo per niente, non lo reggo quel babbeo!

Mia sorella Gemma mi segue in camera: «Dormi dai Keaton anche stasera?»

«Sì, Mandy mi sta aspettando in garage»

Lei ride come una pazza.

«Cosa ti fa tanto ridere?»

«Guarda la tua maglietta … non davanti, dietro! Sbaglio o quella è l’impronta del tappo della benzina della tua moto?»

Scoppio a ridere. Beccato in pieno.

«Tu come fai ad averla riconosciuta così bene?»

Lei guarda il suo pancione: «Non l’abbiamo comprata su Internet come credeva il Naveen di sette anni!»

«Quello di adesso penso abbia molto da insegnare anche al caro zio Michel o al buon Alejandro!»

«Vedi di non fare cazzate, Vincent»

«Per la prima volta nella mia vita, Gemma, sono certo che non è una stronzata!»

«Perché?»

«Perché lei conta più di me stesso. E non è mai stato così; con Turquoise era una battaglia contro il mio ego ferito dai suoi no. Con le altre era solo per essere cool. Per Mandy non sono il più bello del reame, sono solo Vincent, mi vuole bene per quello che sono dentro prima che fuori. Mi ha scelto per la sua prima volta che non era ora …»

«Lo so … conosco la storia del mio letto di nozze fatto solo da Lilian e non mi è stato difficile capire che fossi tu quello con cui era stata»

«Mi ha scelto perché la sua stima per me va al di là di tutto il resto»

«Ti ha scelto perché ti ama, sciocchino! Solo che non lo ammetterà mai, almeno fino a che non le dirai che anche tu la ami!»

«Gemma, ti prego di non dire niente a nessuno, nemmeno a Parsifal. Per ora vogliamo mantenere la cosa segreta»

«É la seconda cosa intelligente che dici in due minuti, fratello sei cambiato davvero!»

Torno alla moto e Mandy è seduta che mi aspetta e mi sorride: «Hai cambiato maglietta»

«L’ho sporcata con il serbatoio e Gemma mi ha sgamato subito, ma ha la bocca cucita!»

Prendo la spazzatura nel cestino e noto che ci sono dei fazzolettini sporchi di sangue: «Tesoro ti ho fatto male?»

Lei è divertita dalla mia apprensione.

«Mi sono graffiata una gamba con il pedalino! Non mi hai fatto male per niente, anzi!» mi mostra la ferita e io sospiro.

Arriviamo da lei, ha avvertito mentre mi aspettava e io con gioia mi gusto la cena cucinata da Keanu. Agostino mi fissa a tavola e incuriosisce mia sorella Emily. Ma il coraggio di chiedere arriva da Andrew:

«Cosa avete voi due?»

«Noi … due?» balbetto.

«Sì tu e Agostino»

«Chiedilo a lui, forse vuole limonare con me!»

«Calma, ‘a bbello!» corregge l’interpellato «stavo notando che stasera sembri sprizzare felicità da tutti i pori!»

«Che è l’esatto contrario di come dovresti sentirti visto che Turquoise è appena partita!» corregge mia sorella.

«Forse sono felice perché se n’è andata e ha smesso di torturarmi!» rispondo un po’ seccato e Emily ci resta male.

«Scusa … ti chiedo piuttosto perché ti turba vedermi felice? Ho avuto una giornata del cazzo che è diventata bella solo nel tardo pomeriggio, posso sentirmi bene?!»

«Certo, solo che hai prenotato il Messico con noi per partire con lei»

«E parto con Mandy, vero, chica

«Non vedo l’ora!»

«Un ottimo modo per staccare entrambi, io da registe in erba e lei da tuffatori mezzi sposati!»

«Io dico che una panciata di fatti vostri sarebbe magnifica!» interviene Cassiopea «Baby Bonazzo è felice? Avrà i suoi buoni motivi, fatevi i fattacci vostri, pettegole!»

«Detto da te fa paura, Cassiopea» esclamo «ma ti ringrazio!»

«Siamo felici perché abbiamo trovato una coreografia fantastica e … posso dirlo, Vin?»

La guardo spaventato. Lei ride.

«Facciamo la Borikata!»

Mia sorella tra un po’ sbarella perché a lei e Antonio non viene e lui farà l’esame da professionista che lei ha passato lo scorso semestre.

«Davvero e vi riesce tutta?» chiede Riccardo.

«A dire il vero ci abbiamo aggiunto un pezzo» gongolo io «una figata!»

«Vi invidio a morte!» dice Emily.

«É così che saltano i matrimoni!» scherzo.

Lei mi tira il tovagliolo: «Cretino!»

«Papà …» chiede il piccolo Andrew a Keanu «ma crescendo non si dovrebbe diventare più saggi, come te insomma?»

«Quello lo diventi da vecchio!»  risponde Abel per lui.

«Attento giovanotto, che ti tiro una botta di cultura da mille pagine!» scherza Keanu.

«Il Messico è bellissimo!» cambia discorso Rossella, lei e Peter sono stati in vacanza lì fino a pochi giorni fa e con loro c’erano anche Abel e Rosalie.

«L’ideale per procreare» ghigna Cassiopea «e dare nipoti ai secchioni»

Rossella guarda Cassiopea e poi Antonio: «Cosa voleva dire?»

La capacità di vedere la vita e la morte di Cassiopea è passata anche al figlio Antonio e in questo caso, non essendo Rossella sua figlia biologica, anche lei può vedere che è incinta. Il papà è Peter, il figlio di Mies che è sposato con la ragazza da due anni.

Agostino sorride: «Non c’è bisogno di andare fino in Messico!»

«Lo sappiamo, August!» replica mia sorella pensando che lui parli di Lilian.

«Non parla di loro, amore» corregge Antonio «ma di …» indica il suo gemello e la moglie «finalmente arriva il tanto aspettato bambino di Susan e Riccardo!»

C’è un’esplosione di gioia condivisa da tutti eccetto il piccolo Andrew non ancora pronto a certe cose “da grandi”, al contrario del sé stesso di trenta decisamente entrato nella sua relazione con Maya a tal punto da sembrare ormai una coppia consolidata dal tempo.

Con tre nipoti in arrivo e altrettanti matrimoni all’orizzonte la buona coppia Keanu – Cassiopea può dirsi appagata dalla vita e credo che sia davvero meritato!

Siamo stanchi e tutti andiamo a letto presto, domani iniziano gli esami e tutti si avvalgono di questa scusa per andare a dormire … Keanu si attarda con il mini Andrew, mentre Mandy in silenzio scende di un piano fino alla mia stanza.

«Non farlo mai più!»

«Cosa?»

«Quando hai sparato la storia della Borikata mi è preso un colpo»

«Vincent non è così grave se lo scoprono»

«Hai sentito Emily, dovrei fare Giobbe penitente!»

«E invece vai a letto con la sua quasi cognata …»

Mi dice lei avvicinandosi con una camicia da notte da strapparle subito.

«Ma sei già nudo … togli tutta la poesia dello spogliarti pian piano!»

«Scusa, domani mi metto in tenuta da sci!»

Si toglie la camicia da notte per par condicio e si sdraia a pancia in giù accanto a me coprendosi con il lenzuolo, io la scopro lentamente baciandola sulla schiena e accarezzandola delicatamente. Ha le natiche più belle dell’universo …

Si gira e mi cinge con un braccio baciandomi sulla bocca. Io scivolo dalle labbra al collo, lungo i seni che lascio giocare con la mia lingua, ma stasera voglio che sia felice, scivolo lungo l’ombelico, allargo le sue gambe e la bacio …

«Oh, Vincent … questa cosa …»

«Vuoi il termine tecnico o mi lasci fare, amore mio?»

Così ti ho chiamato come ciò che provo per te mentre sto baciando il tuo luogo più bello … e sei di nuovo mia, stai gemendo ancora tra le mie braccia.

Facciamo l’amore per tutta la notte. Ho perso il conto dei preservativi, ma visto le notizie della cena, meglio lasciare che ad accrescere il numero dei nipoti siano gli altri!

Dorme appoggiata al mio petto ed io non oso svegliarla anche se so bene che deve tornare nella sua stanza. Mandy, ti amo così tanto e sono un idiota perché ho perso troppo tempo a capirlo, forse ti amavo anche prima di Turquoise e dei sette anni di Pietas, ho sempre voluto solo qualcuno che mi facesse sentire come fai tu, vivo, autentico, amato. Mi alzo, indosso le mutande e vado sul balcone. Il panorama di Sliema è sempre affascinante è pieno di luci e sembra sempre Natale anche se fa un caldo pazzesco.

«Vuoi una sigaretta?» sento una voce, è Keanu che è sul balcone a fianco, quello della biblioteca.

«Tu fumi la pipa e ci metti quella discutibile roba cinese dentro!» bisbiglio.

«Ho anche delle sigarette, quelle di Michel»

«Keanu puoi parlare un po’ più piano …» guardo distrattamente Mandy che si muove nel letto.

«So benissimo che lei è nel tuo letto, non sono nato ieri e mi chiedo chi pensate di fare fesso perché se n’è accorto Andrew di dieci anni. Mi ha chiesto: “papà perché Mandy e Vincent non dicono che sono innamorati?” E io: “ma cosa dici?” Allora sono passato da Mandy prima di andare nel mio letto e non riuscire a dormire perché lei non c’era. Né alle dieci e neanche adesso!»

«Aspetta, ti raggiungo in biblioteca»

M’infilo i pantaloni e lo raggiungo: «Keanu, credimi, non vogliamo prendere in giro nessuno, solo che è difficile!»

«Per via di Turquoise?»

«No, ma chiunque penserebbe che mi sono consolato troppo presto e non è così. È capitato e basta»

«Lei voleva crescere per te, perché è pazzamente innamorata di te. Non te lo dirà mai, a meno che non sia ultra sicura dei tuoi sentimenti verso di lei anche perché non lo ammette neppure a sé stessa. Jared e Iliya erano solo un modo come un altro per non pensare a te e all’altra. Ora, dato che sei il figlio di Madleine e ti ha cresciuto Javier, che è l’uomo che stimo di più al mondo, sono certo che tu sia meno stronzo di quello che vuoi far credere e che anche tu la ami, a modo tuo ma la ami. Quindi ti dico solo che se la fai soffrire ti spacco la faccia e rovino quel bel visino perfetto che ti ritrovi!»

Mi sta spaventando davvero …

«Mandy è l’unica persona di cui m’importa più che di me stesso. Sono uno stronzo, hai ragione ma ucciderei per lei, per saperla felice! Oggi, dopo pranzo, è venuta a casa mia e ha creduto che io fossi con Turquoise, è andata via e le sono corso dietro. Quando ho visto che aveva gli occhi lucidi ho capito di amarla e di averla sempre amata. Ecco, ora l’ho detto a te e non sono riuscito a dirlo a lei perché sì, hai ragione, Mandy merita di più di un fighetto convinto come me e mi chiedo come possa amarmi come dici tu, perché io da lei non merito così tanto. C’è un solo posto dove mi sento a casa, tra le sue braccia, quando incontro i suoi occhi, quando mi sorride. Se lei mi chiedesse di andare a vivere al Polo Nord a fare i folletti di Babbo Natale le chiederei di andare a scegliere insieme la slitta! Ho fatto quella bastardata a Jared solo perché l’ha fatta piangere, mi sono messo a giocare a C.S.I per capire se potevo rimettere insieme il tuffatore e la moglie solo per togliermi d’intorno tutti i rompi coglioni. Ho fatto un errore enorme con Turquoise perché ho messo davanti a tutto il mio orgoglio ferito da “Baby Bonazzo” e mi sono buttato confondendo magistralmente il mio ego con l’amore. Mi dispiace se non sono perfetto come Agostino! Keanu, vorrei veramente essere come lui, come te, come Raoul o Teseus ma non lo sono. Parli della mia famiglia? Ho preso solo la bellezza di Andres per il resto ho solo i difetti di tutti e li ho accresciuti per la prosecuzione della specie. Se Mandy soffrirà per colpa mia, spaccami la faccia, me lo merito!»

Lui abbassa la testa e sorride: «Avrai anche la bellezza di tuo padre Andres ma sei in tutto e per tutto Madleine»

«Ma non possiedo la sua forza senza Mandy»

«Dove pensi che l’abbia presa lei?»

«Da Javier. Già tutto inizia e comincia da loro e mi fa specie realizzarlo perché se non ci fosse stata l’intrusione prepotente di mio padre io non esisterei nemmeno … oppure sarei figlio di Akim!»

«Direi l’ultima, penso che tu non possa evitare di essere strafigo!» Mi metto a ridere e lo saluto: «Buonanotte, Keanu!»

Ritorno in camera e il lenzuolo di Mandy ha assunto una forma impossibile. Non importa, mi tolgo i pantaloni e mi rimetto sul letto.

«Cerca di dormire, Vin’ domani sarà una giornata lunghissima!» farfuglia mentre cerca una posizione che non trova fino a che non si sdraia su di me: «Eri sveglia?»

«Sì e i tuoi sospiri mi disturbano, cosa c’è?»

«Stavo pensando forse troppo intensamente»

«Tesoro, sei bello e stupido, pensare ti fa male!» mi sfotte.

Sorrido.

«Decisamente molto bello …»

«Attenzione! Udite, udite! Per la prima volta la signorina Mandy Keaton si sbilancia dicendomi che sono molto bello!»

«Che cretino che sei! E poi tu hai fatto di peggio … mi hai detto “amore mio”»

«Non l’avessi mai fatto!»

«Vincent!»

Punto gli occhi nei suoi e cerco di farmi coraggio ma sento che i tempi non sono maturi: «Mandy … che cosa c’è di male?»

«Nulla, solo che poi m’illudo di essere davvero il tuo amore!»

Non le rispondo, mi sollevo verso di lei e la bacio: «Non sarebbe un’illusione, secondo te cosa provo per te?»

«Non lo so»

«Mandy!»

«Una forte attrazione fisica e sicuramente mi vuoi bene, poi non saprei o meglio non voglio saperlo»

«Perché non vuoi saperlo?»

«Perché sarebbe …»

«Cosa?» mi sto agitando «Un errore, forse?!»

«No, sarebbe troppo bello anche perché …» lei non riesce a parlare, comincia a piangere.

«No, no ti prego non piangere … basta! Non ti tedio più, mi è partita una crisi da insicuro assurda, scusami, perdonami!»

I suoi singhiozzi aumentano: «Oggi, Turquoise mi ha salutata in casa tua e mi ha detto di starti vicino perché soffrirai molto la sua mancanza, mi ha fatto un discorso contorto che puntava al fatto che quello che c’è tra voi è unico e che prima o poi partirai con la coda fra le gambe e andrai a Los Angeles. Ha parlato di quella volta che avete espanso mana dopo l’avventura nel libro e insomma tutta la cosa sembrava un modo subdolo e gentile per dirmi “non t’illudere Vincent sarà sempre mio”»

«Tu hai creduto alle sue stronzate?»

«Sì e no … cioè allo stesso tempo mi sono detta che quello che ci lega è magico e lei anche quando era la tua ragazza non ti conosceva bene come me. Mi sono detta “intanto lui ora è qui con me, vuole me anche se forse solo per sesso, io me la gioco”!»

Deglutisco come per digerire questa cosa che dalla mia ex me l’aspettavo ma non credevo che Mandy le credesse: «Va bene, facciamo così. Torniamo alla promessa di ieri. Non faremo più sesso fino al matrimonio di mia sorella e tuo fratello, partiremo per il Messico e allora, se mi vorrai ancora, io sarò lì per te, corpo e anima»

«Perché questo?»

«Voglio che tu capisca che quello che è accaduto stanotte e nel mio garage è stupendo ma non mi basta, Mandy! Voglio avere la forza di dirti che ti amo senza farmi partire l’attacco di panico come sta succedendo adesso, sicuro che tu mi risponda “anch’io”!»

«Tu mi ami?»

Mi alzo e vado a rivestirmi. Lei rimane in ginocchio sul letto a guardarmi: «Dove vai?»

«Torno a casa mia, dormirò sul divano o mi lancerò su Jared cercando una nuova esperienza!»

«E no, tu non te ne vai, non mi butti lì che mi ami e poi te la svigni, Vincent Cortes!»

Scende dal letto con il lenzuolo addosso e mi viene davanti: «Perché tanto vale che ti fai la scorta di Bromazepam, pezzo di cretino perché io sono innamorata di te!»

«Dillo di nuovo!»

«Ti amo, coglione con la K! Mi conosci, cosa credevi che mi sarei accontentata di scopare? No, io voglio il pacchetto completo e quello prevede anche il tuo cuore»

«Ti amo così tanto, Mandy!» sussurro baciandola.

«Ho sentito quello che vi siete detti tu e mio padre»

«Quindi è ufficiale: mi sono sputtanato del tutto, fine del corteggiamento, fine dei giochini, fine del segreto?»

«Io lo vedo più come un inizio, noi due siamo sempre noi, gli stessi di ieri e giurami che resteremo sempre così!»

«Non vedo altro modo di vivere»

«Sono d’accordo su quello che ha detto mio padre ma anche su quello che hai detto tu riguardo i tuoi sentimenti per Turquoise …»

Ritorniamo nel letto.

«É vero quello che ha detto su di te?»

«Che volevo crescere per noi? Sì ma anche io fino ad oggi nel giardino non lo avevo ancora capito»

Ricomincio a baciarla, lei si siede sopra di me, io mi sporgo verso il comodino per prendere un profilattico ma mi ferma: «No, voglio sentirti completamente»

«Tu sei pazza, ma non ti amerei se non lo fossi»

Ed è straordinario. Sono completamente avvolto da lei!

Questo è il mio posto perfetto!

PER SAPERNE DI PIU’

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Pillole di libri, un capitolo a caso: LARA LALLI

Chi l’ha detto che un libro andrebbe giudicato solo dalla copertina o dall’incipit? Un capitolo a caso dà l’opportunità di leggere un libro nel profondo, per conoscere i personaggi e avere un assaggio della storia, in barba allo stereotipo delle prime 30 pagine, non sempre le meglio riuscite.

LARA LALLI, PARTE 4° VENDETTE A FREDDO, CAP. 11

11.           Il greco e il tuffatore

{Lara}

«Si sente colpevole, signor Maggi, tanto da portarsi l’avvocato?» domando guardando l’atleta ma soprattutto il suo legale: un vichingo biondo dagli occhi di ghiaccio sulla cinquantina ben portati.

«Il fatto è che, ci sono dei trascorsi infelici tra il mio assistito e la vittima» mi spiega l’avvocato Fröberg.

«Infelici … quanto?» domanda Marco.

«All’inizio della relazione con la mia attuale moglie, si era intromesso un po’ troppo, aveva sparato a zero sui social, pretendeva di manovrarmi la vita un po’ come se fosse stato il mio manager» spiega Agostino e l’avvocato continua.

«Tra il manager, l’allenatore e il padre. Diciamo che era un vero stalker»

Resto imbambolata. Questo ragazzo emana qualcosa di etereo, eppure me lo ricordo, un paio d’anni fa aveva partecipato ad una trasmissione televisiva, quando ancora militava nella squadra italiana di tuffi e aveva risultati mediocri. In quell’occasione, conobbe Lilian Keaton, una delle figlie di un armatore maltese, un tal Keanu, famoso anche per essere uno studioso di varie discipline, tra cui la teologia. Si dice che addirittura abbia collaborato alla stesura del Catechismo della Chiesa Cattolica a venticinque anni! Poco importa alla nostra indagine, non fosse che mio marito è interessatissimo a questo racconto che l’avvocato svedese trapiantato a Malta sta facendo. Strano, perché questo strafico vichingo non ha l’aria del chiacchierone. Forse si trova bene con Marco, o semplicemente vuole partire da Adamo ed Eva perché questi qui sono tutti cristianamente fissati e convinti, tanto da avere croci tatuate sulle spalle.

Agostino mi guarda e mi regala un timido sorriso, il pivello è carino, in costume rende meglio perché ha degli addominali su cui far fare un giro turistico alla lingua, vestito perde un pochino e la barbetta da capretta non gli rende giustizia. Sorridendo s’illumina ma non ha una dentatura perfetta, si capisce che ha imparato a farlo da poco, così cerca di nascondere le gengive leggermente sproporzionate rispetto la dimensione dei denti.

Il racconto finisce con la descrizione di uno screzio telematico tra il suocero di Maggi e il Baglioni ed io mi chiedo cosa stiamo a fare qui a chiedere se sia possibile che l’abbia ucciso questo ragazzo dagli occhi da cerbiatto, visto che sappiamo che l’ha fatto qualcun altro.

Interrompo la mia catalessi con una domanda: «Signor Maggi, ha dei nemici?»

Lui guarda l’avvocato, che risponde per lui: «Non del genere che possano uccidere sgozzando un giornalista in disgrazia»

«Cosa intende?» indaga Marco.

«Ha dei nemici tra invidiosi nello sport, come le ho detto prima, il motivo per cui gareggia per Malta è che l’Italia lo ha squalificato perché sospettava doping, corruzione delle giurie, visti i risultati strepitosi ottenuti nelle gare dopo aver conosciuto la moglie e aver guadagnato nuovi preparatori atletici»

«Si può dire che lei sia passato dall’essere una pippa tutto selfie e vacuità ad aver vinto tutti gli ori del mondo!» esclamo ridendo.

Agostino mi sorride, guarda sia me che Marco e replica: «Non dobbiamo mai sottovalutare il potere dell’amore»

Resto inebriata da quella frase, questo tizio ha un carisma incredibile, eppure lo rammento in Oltre il limite come il classico atleta convinto e vanesio. Ora sembra un novello Gesù Cristo con tanto di luce propria che lo circonda. Per non parlare del bonazzo vichingo.

Appurato che con loro ho poco da sapere, butto la conversazione sul terra – terra, prima di congedarli: «Avvocato Fröberg, per caso ci siamo già visti?»

«Non per questo lavoro. Io sono uno dei ballerini della compagnia di Boris Vertikov»

«È un Roberto Bolle scandinavo – maltese!» aggiunge Maggi.

«Ora mi ricordo! Lei balla con Christopher Vertikov e con … Dio!»

Marco mi guarda. Agostino ride come un pazzo. Il vichingo pure: «Con “Dio” intende Akim Raskol’nìkov?»

«Intendo lui»

«Posso farle avere un autografo, commissario»

«Che autografo! Un giro di rumba e un selfie!» chiudo ridendo.

«A fine torneo, quando e se lo faremo» chiosa Agostino uscendo «glielo prometto! Lui è uno dei miei preparatori atletici. Poi arriveranno i Dark Warriors … non mi dica che non li conosce?»

A questo punto sbava pure mio marito.

Ho capito, mi vogliono morta. Se mi presentano Javier Cortes potrei anche morire lì su due piedi, ce lo vedo Di Virgilio a definire le cause del decesso!

Escono e mio marito ridacchia: «I fratelli Cortes …»

«Vaffanculo, Martinelli!»

«Se proprio lo devo dire, in questo caso saresti gelosa di una donna: Madleine Matisse è super sexy e in qualcosa mi ricorda te»

«Sarà una donna Alfa»

«Senza dubbio, è stata sposata con entrambi gli Hermanos e rumors dicono che abbia avuto anche una storia con il tuo idolo ballerino russo dal cognome letterario»

«Quando si dice avere più culo che anima!»

Tanto per parlare di uomini sexy, ecco il prossimo testimone: un degno “CBCR” (cresci bene che ripasso), un pivello che mi fa risvegliare l’istinto da Milf come pochi. Il giovane night manager, Sebastian Kouros, ventuno anni ancora da compiere, un sex appeal inconsapevole, l’aria sveglia ed una tenerezza innata negli atteggiamenti di chi combatte da troppo presto e vuole essere più grande di quello che l’anagrafe gli concede, per dimostrare ad un mondo e un’infanzia ostile di avercela fatta. È accompagnato dalla giovane moglie incinta nel primo matrimonio tra giovanissimi veramente d’amore.

Non gli domandiamo se Simone Dellacasa, la vittima avesse dei nemici, nemmeno altri dettagli su come abbia trovato la modella, sebbene un particolare lo voglia aggiungere lui: «Io ho un fratellastro …»

Quando mi racconta la sua vita provo la stessa tenerezza che dieci anni fa ho avuto verso Bryan. Figlio di una ragazza greca di Santorini, che è diventata maggiorenne in gravidanza, frutto di un’avventura con un tedesco più vecchio di lei, attore di professione e stronzo di vocazione; Sebastian è rimasto orfano perché la madre si è tolta la vita quando aveva due anni. Da allora è passato da orfanotrofi, a centri per bambini in cerca di “collocazione”, case famiglia, affidi temporanei fino a quello migliore di tutti, a Torino (altra città in comune con la mia storia), presso un ginecologo e una psicologa, mancata di recente per un tumore. Ora porta anche il cognome del marito di una donna che lo ha adottato a distanza e che ha ritrovato qualche anno fa a Genova. Lui la considera una mamma, pare per lei sia lo stesso, ma si tratta di una donna malata anche lei di un cancro, quello incurabile con chemioterapia o chirurgia: quello dell’anima chiamato depressione, in quelle forme così gravi da portarsi appresso altre patologie più “fisiche” e decisamente devastanti. È triste sentirlo raccontare vedendo quegli occhi scuri e sinceri bagnarsi accompagnati dal compassionevole imbarazzo di Virginia, sua moglie, commossa anche perché agevolata dagli ormoni della gravidanza. Diamine! Quando aspettavo Benedetta piangevo vedendo qualunque immagine di Babbo Natale!

Quindi, Sebastian ci dice di aver ritrovato suo padre biologico ma di non averlo mai incontrato. Al contrario, ha conosciuto suo fratello maggiore di lui di quattro anni, un figo tedesco di professione attore. Lo conosco bene perché Benedetta ha letto i libri da cui sono tratti alcuni dei film che l’hanno fatto conoscere al pubblico internazionale. Venendo al punto che ci riguarda, il fratellastro crucco pare avesse avuto una storia con la modella morta.

Marco ed io ci guardiamo e cominciamo a pensare che tutto quanto sia da rivedere. Forse abbiamo viaggiato di fantasia troppo velocemente. Martinelli apre il fascicolo e si rivolge a Virginia: «Lei ha sporto denuncia per violenza domestica contro il suo ex fidanzato … Samuel Minniti? Asp … è lo stesso tizio che è stato picchiato dal padre di un’altra delle sue fidanzate?» si gira verso di me «Ricordi, Lara?»

«Come potrei dimenticarlo? Era quello cui volevo far dare una medaglia al valore! Quel pezzo di merda che mena le ragazze se l’è meritate tutte!»

«Giusto commissario!» sottolinea Sebastian regalandomi un sorriso bellissimo.

«Avete più avuto contatti con lui?» cambio discorso.

«Ci siamo conosciuti per causa sua» spiega Virginia «c’era la festa dei diciotto anni del fratello minore di Samuel e, anche se io l’avevo già lasciato e denunciato, quello insisteva a rimettersi con me, e mi ha messo le mani addosso. Sebastian mi ha difesa e soccorsa, da lì è partito tutto tra di noi. Non ho più rivisto Samuel né sentito, almeno fino all’inizio di quest’anno, perché mia madre si era fissata con il farmi tornare con lui … non ha mai visto bene Sebastian …»

«Ha ragione, è bello, intelligente, ha un lavoro ben retribuito e mi pare innamorato perso … uomini così vanno evitati!» le dico ironica sorridendo al greco che arrossisce e prende la parola «L’ho incontrato io. Non la smetteva più di insistere per vedere Virginia. Gliel’ho cantate come meritava ma senza né alzare la voce, tanto meno le mani. Si è ritirato con la coda tra le gambe»

Dietro al vetro oscurato, Bryan spiega a Benedetta, Piccardo e Vrenna: «Escludiamo che possa essere il nostro assassino. È rabbioso e vigliacco ma dal profilo è uno che vuole godere dei frutti della sua violenza. Vuole un tipo di sottomissione che con la morte perderebbe»

«Suo fratello, Sebastian … sa di esserlo?» domando titubante perché capisco sia un argomento delicato.

«Non ne ho la certezza, sta di fatto che da quando mi conosce non perde occasione per chiamarmi o venirmi a trovare. Immagino che nessuno di noi due abbia il coraggio di introdurre l’argomento»

«Ha dei nemici? A parte invidie o screzi tra colleghi?»

«Non credo. Al contrario, i giovani attori tedeschi sono molto uniti tra loro, è un bell’ambiente»

«Voi, a parte Samuel, avete dei nemici?»

«So che sembra stupido, ma le rogne maggiori le abbiamo con gli amministratori di una pagina Facebook simile alla nostra. In pratica si sono messi in testa che noi vogliamo diffamarli tramite la nostra»

«Cazzo di bulli mediatici!» sussulto «Ma la gente non ce l’ha una vita?»

Marco mi guarda e capisce che sto riversando su questi tizi la rabbia per il video di Benedetta e Bryan messo in rete.

«Il fatto è che abbiamo avuto dei problemi con degli hacker qualche tempo fa …» tenta di spiegare Virginia ma mio marito sa già tutto, perché quello della violazione dei profili Facebook è stato un caso per il quale Romano e colleghi hanno guadagnato un encomio che ha fatto storia.

Sebastian racconta che tramite quella pagina ha conosciuto delle persone, una delle quali, forse si è presa una cotta un po’ troppo forte per lui e ha dovuto tagliare i ponti suo malgrado perché le voleva bene. Costei è una dei due amministratori della pagina in questione, tuttavia, Virginia sostiene che quello realmente innamorato di suo marito sia l’altro amministratore. Marco annuisce e dalla sala attigua, Bryan conferma i sospetti della sua vecchia amica.

Nulla di tutto questo porta a papabili assassini, oltretutto pare abitino lontano da Genova e, chi si nasconde dietro ad uno schermo e ad una tastiera, difficilmente è in grado di agire materialmente uccidendo qualcuno, di certo non nei quattro modi diversi cause della morte delle nostre vittime. Alcuni sono maestri dell’istigazione al suicidio, ma non mi sembra il caso di questo tizio, un banale ragazzotto mai cresciuto cartoni vintage e porno on line. Indagheremo informalmente su di loro, ma dubito che ci porterà a qualcosa, anche se, visto che questo tizio pare ferire parecchio l’ultima madre rimasta al greco, vorrei fargli prendere un bello spavento sicché gli passi definitivamente la voglia di rompere le scatole.

Tuttavia, io sono interessata al passato di Sebastian, soprattutto al periodo torinese immediatamente precedente all’affido dal ginecologo: una casa famiglia poco casa, ancora meno “famiglia”.

Li congedo, chiedendo e ottenendo la disponibilità del night manager a conferire ancora riguardo quel periodo e le persone ad esso collegate.

PER SAPERNE DI PIU’

Pillole di libri, un capitolo a caso: PER AMORE E PER UNA STELLA

Chi l’ha detto che un libro andrebbe giudicato solo dalla copertina o dall’incipit? Un capitolo a caso dà l’opportunità di leggere un libro nel profondo, per conoscere i personaggi e avere un assaggio della storia, in barba allo stereotipo delle prime 30 pagine, non sempre le meglio riuscite.

PER AMORE E PER’ SAGA 1: PER AMORE E PER UNA STELLA

CAPITOLO 9 

Dall’accampamento dei Filistei uscì un campione, chiamato Golia, di Gat; era alto sei cubiti e un palmo.(I libro di Samuele 17,4).

Michel tra angeli e giganti

 

Agios Georgos di Corinto, 23 aprile 1990 

Se io non sono stata molto brava la sera prima della mia gara, mio fratello non è da meno. Terminato il ritiro pensa bene di rifarsi andando in paese a ubriacarsi.Va nel locale dove suona un amico greco che abbiamo conosciuto in conservatorio, che è anche il bar del ristorante con sala da ballo dell’albergo più di lusso della cittadina.Qui, questa sera c’è un ospite dell’hotel molto speciale che chiede di suonare il pianoforte quando la maggior parte dei clienti se n’è andata.Michel è al bancone del bar nella stanza accanto e sente suonare:«Wow chi c’è al piano? Non è Dimitri neanche a morire!»

«Infatti!» l’interpellato lo raggiunge alle sue spalle «è una ragazza!»

Michel non se lo fa ripetere e corre a vedere chi è. Si è già bevuto tre Jack & Cola, è decisamente “allegro”.

«Una ragazza così potrebbe essere la donna della mia vita, me la potrei anche sposare!»

«Lo dici ogni volta che tenti di abbordare qualcuna, Mic!» lo prende in giro Dimitri.

«Tu TENTI Dimitri, io ci riesco. Le ragazze appena parli di matrimonio te la mollano alla velocità della luce!»

Si siede a fianco della pianista inserendosi a suonare a quattro mani. Lei non fa una piega, anzi sfodera uno splendido sorriso:

«Sai che mi sono appena innamorato di te?» confessa mio fratello senza smettere di suonare.

«Davvero? Non sai se sono sposata oppure un uomo travestito»

«Frega niente se hai una sorpresa nelle mutande, il tuo modo di suonare m’incanta a tal punto che potrei anche cambiare sponda!»

«Ho avuto un buon maestro»

«Non sei greca?»

«Non del tutto»

«Come ti chiami?»

«Nike»

«Io sono Michel, e tu più che la dea della vittoria sei quella dell’amore. O la musa della musica!»

«Quanti di quelli hai bevuto?» chiede lei indicando il bicchiere appoggiato sul pianoforte.

«Questo è il quarto»

«Non ti pare il caso di smettere?»

«Domani mi gioco dieci anni della mia vita!»

«Dovresti farlo da sobrio, non trovi?»

«Non m’importa nulla, lo facevo per LEI ma tanto adesso si sarà sposata con il tizio che piaceva a suo nonno!»

Michel ha già la voce leggermente corretta dall’alcol e la sconosciuta è divertita dalle sue dichiarazioni.

«Sai ti somiglia tantissimo. Non fosse che tu suoni il pianoforte veramente bene mentre lei era stonata avrei potuto scambiarti per lei!»

«Se sono dieci anni che non la vedi magari nel frattempo ha imparato!»

«No … non credo»

Nike sorride: «Sarà meglio che torni a casa, il tuo amico laggiù può accompagnarti?»

«Solo se vieni con me!»

Michel barcolla dalla sbornia, lei non se la sente di dirgli di no.

Dimitri li accompagna alla casetta di mio fratello:

«Signorina è sicura di voler rimanere con lui?»

«È innocuo e ha solo bisogno di smaltire la sbronza!»

Dimitri non insiste.

Nella casetta mio fratello si leva la camicia e si mette tranquillamente in mutande. Nike prepara un caffè che serve a Michel con la fetta di un limone:

«Amaro e con il limone, sveglia anche i morti!»

«Lo so, non è la mia prima ciucca!»

Michel beve e stramazza sul letto addormentato.

La ragazza sorride e si siede accanto a lui a guardarlo dormire:

«Domani devi prendere quell’armatura perché ti voglio a Malta per Sagitta!» sussurra accarezzandogli una guancia.

Si assopisce accanto a lui ripromettendosi di svegliarsi e andarsene prima che lui si ridesti. Qualche ora dopo è già l’alba e Michel si sveglia:

«Nike?!»

Bisbiglia mentre la guarda meglio: «Nicole? Ma quanto cazzo ero ubriaco ieri sera?!»

Si sveglia anche lei:

«Buongiorno!»

«Cosa ci fai qui?»

«Mi hai chiesto tu di accompagnarti a casa ed eri parecchio sbronzo!»

«Ti ripeto la domanda. Non cosa ci fa la misteriosa pianista, ma Miss Nicole Tucson!»

Lei scoppia a ridere:

«Allora mi hai riconosciuta!»

«Non sono più ubriaco, pensa che mi pareva pure che sapessi suonare, ieri sera i miei drink erano molto più Whisky che Cola!»

Lei continua a ridere:

«Sei pronto per l’armatura?»

«Per quel che m’importa!»

«Perché dici così?»

«Perché non viene a prendersela il tuo bell’armatore?»

«Non c’è nessun armatore nella mia vita!»

«Davvero, tuo nonno ti ha tolto il saluto allora!»

«Mio nonno è morto da otto anni!»

«Ehm…scusa»

«In ogni modo sono qui per chiederti una cosa»

Nicole spiega a Michel della gara per l’armatura di Marzio, chiamata One for Divine e ripresa dalla televisione italo-maltese: «Non se ne parla!» risponde Michel.

«Vedi Michel, per te potrebbe essere l’occasione per farti riconoscere da Margot»

«Se n’è andata di sua volontà, perché dovrebbe tornare?»

«Va bene, allora fallo per me!»

Si guardano per qualche secondo.

«Ho bisogno di questo contest per guadagnare abbastanza soldi da poter estromettere tre società dalla T.F.I!»

«Se non erro la T.F.I. è composta da sei società, perché vuoi farne fuori la metà?»

«Perché loro stanno facendo fuori me, non si occupano più di poveri ed emarginati ma li usano solo come copertura per altri traffici atti ad arricchirsi e basta!»

«Chi resta dentro?»

«I Parker e la Poseidon»

«Loro sono puliti?»

«Sì, Philip Parker lo conosci»

«Lui stravede per te, figurati se ti tradisce!»

«E il Poseidon Group è gestito dal migliore amico di mio nonno, il padre di James»

«So anche questo!»

«Allora, sei dentro?»

Michel sospira: «E se non prendo Dionigi?»

Nicole scoppia a ridere: «Impossibile, sebbene più che san Dionigi hai un atteggiamento da dio Dionisio!»

«Ok, sono dentro ma per convincermi del tutto …» Michel fa la faccia da malandrino.

«Se non te lo ricordi, peggio per te … stanotte abbiamo fatto scintille!» lo burla lei mentre esce dalla casetta.

«Aspetta, dai!» dice lui mollando lo spazzolino da denti e correndole dietro per fermarla sulla porta «Me lo dai un bacio di buon auspicio?»

Lei lo prova a baciare sulla guancia, ma Michel non è nato ieri in queste cose e la stringe in un appassionato bacio, che solo in parte riporta alla memoria quel giorno a Roma di dieci anni fa, perché il tempo e l’esperienza, rendono tutto ancora più magico. Nicole arrossisce: «In bocca al lupo, Michel»

«Viva il lupo, Nike»

 

Corinto, 24 aprile 1990

Michel, giunto in Grecia con me, è divenuto allievo di Clizia, il suo allenamento è stato duro, nonostante la sua insegnante fosse una donna, è riuscito a stemperare le difficoltà di questi anni con la sua vita mondana. Oggi, Michel si gioca il tutto per tutto per l’armatura. Kyprianos è il nome del suo avversario, allievo di Jessika, amazzone paolina guerriero, fiera sostenitrice delle tradizioni dei cherubini, forse l’unica in tutta l’Isthmia di Corinto, escluse me e Clizia, che non sia stata a letto con lui.

Jessika fondamentalmente odia Michel, non tanto perché deve vedersela con il suo allievo, ma perché pare che qualche anno fa, siano usciti assieme per quasi un mese, un record da parte di Michel, che non credo si sia limitato a stare esclusivamente con lei. La cosa che la mandò su tutte le furie, però, fu che lui non aveva voluto far l’amore a causa della regola che si è imposto di non andare con le vergini. Michel, da parte sua, non ricorda quasi di avere avuto una storia con lei.

Poco prima dell’inizio della prova arriva anche Nicole: «Ciao Madleine!»

«Buongiorno, Miss!»

Sono perplessa e sorpresa, lei mi spiega velocemente quanto mi ha detto anche Andres sull’One 4 Divine e io concludo:

«Lui ha accettato?»

«Sì!» certo, figurati se lei non aveva argomenti persuasivi con cui convincerlo!

Sono in due a contendersi le ambite vestigia di san Dionigi/Πήγασος. Da una parte, Michel, un metro e settantacinque, armonico e agile, il corpo asciutto ma muscoloso, sicuro di sé, minuto e monumentale; dall’altra, Kyprianos alto appena sotto i due metri, grosso, potente, il classico “armadio”, il peso massimo per eccellenza, il gigante delle fiabe; da solo solleva quintali con un braccio. Il suo inquietante aspetto è supportato da un look da “wrestling”: la testa rasata, orecchini e tatuaggi. Non si può trovare in lui né bellezza, né fascino, se non per attività legate strettamente alla massa corporea e alla sua esasperata fisicità.

Dionigi viene citato da san Luca negli Atti come uno dei pochissimi ateniesi che seguirono Paolo dopo il discorso all’Areopago. Ma il santo di cui deve sostenere prova Michel è più intensamente legato a Corinto, è dunque un altro Dionigi, il vescovo di Corinto del II secolo, confuso poi con l’omonimo vescovo martire di Parigi. Sotto il nome di Pseudo – Dionigi, egli è l’autore di celebri scritti largamente diffusi nel Medioevo: tra essi il “De coelesti Ierarchia” e il “De divinis nominibus”. In essi si afferma che Dionigi avrebbe visto l’eclissi della Crocifissione e assistito alla Dormizione di Maria. Meglio non chiedersi come sia finito a confondersi persino con il mitologico cavallo alato, salvo la famosa questione delle persecuzioni prima e delle eresie poi. In ogni modo, l’autore di quei libri ha scelto pseudonimo di Dionigi Areopagita per mettere la saggezza ellenica al servizio del Vangelo, aiutare l’incontro tra la cultura e l’intelligenza greca e l’annuncio di Cristo avuto per mezzo di san Paolo. Oggi a Michel e Kyprianos tocca una prova davvero unica. Un viaggio tra gli scritti di Dionigi resi immortali dall’arte di un poeta italiano: Dante Alighieri che nel Paradiso abbandona l’angelologia di san Gregorio Magno (quella di Ángelsgarðr) per quella dello Pseudo Dionigi.

I contendenti sono al centro dell’arena, noi spettatori potremo vedere quanto accade ma loro, di fatto non saranno più qui. Sarà come vedere un film in tre dimensioni, forse anche quattro!

Nell’opera del fiorentino, i nove ordini angelici si presentano sotto forma di cerchi di fuoco concentrici che ruotano con diversa velocità, a seconda della maggiore o minore intensità dell’amore per Dio, e diversa luminosità intorno ad un punto luminosissimo, in cui è rappresentato Dio. Ed è così che si presenta colei che illustrerà le loro prove, con una serie di cerchi concentrici.

«Postulanti per Dionigi, siete voi degni di porre la vostra richiesta?»

Chiede la donna inquietante quanto celestiale.

«Quali sono i nostri requisiti?» chiede Kyprianos.

«Nobiltà d’animo e di principi, altezza di sentimenti e purezza nel corpo e nello spirito»

Ok, Michel è già bocciato!

Kyprianos guarda mio fratello che non fa una piega, è più serio che all’esame del Conservatorio.

«Ieri sera era ubriaco, va a letto con tutte, come diamine può pensare che…» balbetto a Clizia.

«Dio guarda nel suo cuore» risponde la sua insegnante senza perdere di vista l’arena.

Davanti a mio fratello e al suo rivale si forma uno specchio con riflessi loro due illuminati da un enigmatico candeliere:

«Dante …» bisbiglia Nicole «Nella Divina Commedia, Beatrice svela al poeta che le rivelazioni sulla vita corrotta degli uomini, sono raffigurate come qualcuno che ha il lume di un candeliere dietro le spalle lo vede riflesso in uno specchio, e si volta per accertarsi se lo specchio dice la verità»

«Quindi, quello specchio dirà se Michel è degno di Πήγασος?» chiedo.

«In quello specchio lui vedrà i motivi che lo rendono tale» risponde Nicole persa e trepidante.

Non vediamo quello che c’è nel riflesso, solo i due contendenti possono vedere nel proprio specchio. Per tanto, il mio racconto sarà da cronista, ma io, Madleine come chiunque diverso da Michel, non so cosa lui abbia visto.

La prima immagine è quella di una serie di spartiti musicali, lui che suona il pianoforte ed altri strumenti, lui che canta, lui per la musica e nella musica. Poi c’è l’immagine di una donna e possiamo appena percepire che cosa dice Michel al vederla:

«Guardando i tuoi occhi di cui mi innamorai, la luce è tanto intensa che quasi non posso tenerli ancora aperti!»

Kyprianos e Michel si voltano di scatto perché un lampo di luce fortissima li sorprende alle spalle facendoli cadere a terra.

«Miss, cosa scrive Dante adesso?» chiedo preoccupata.

«Un punto vidi che raggiava lume acuto sì, che ‘l viso ch’elli affoca chiuder conviensi per lo forte acume»

«Tradotto per comuni ignoranti, significa?» chiedo confusa

«È il “Primo Mobile”, il movimento del mondo»

Mentre Nicole me lo dice, la terra dell’arena inizia a muoversi, la luce del sole, dopo il forte lampo, per i due postulanti è tramutata in quella della luna, prima che la stessa inizi a roteare come se fosse una palla di fuoco dalla quale fuoriescono altre fiammelle che colpiscono Michel e Kyprianos. Cominciano a scappare per evitarle ma queste moltiplicano.

Michel ha un’intuizione: ferma una delle meteoriti con le mani:

«Aiutami a lanciarla indietro!» urla a Kyprianos che lo solleva aiutando Michel a compiere un salto, una capriola in aria e un avvitamento che lo fa quasi tuffare nella luna rossa dove lancia il meteorite.

«Eh bravo, tu, che non sei nemmeno degno, ti sei preso il merito! Avrei potuto buttarla io direttamente da qui!» lo rimprovera Kyprianos.

«Sulla mia idoneità non spetta a te giudicare, quanto alla prova: amico, se eri in grado di farlo da solo perché non l’hai fatto?»

A salvare l’imbarazzo di Kyprianos arriva la successiva prova, dalla luna infuocata si estendono dei cerchi, sette in tutto dei colori dell’arcobaleno, poi l’ottavo e il nono, bianco e nero.

Il cerchio che ha la fiamma più splendente è quello più vicino al nucleo, quello che secondo Dante sarebbe più vicino alla Verità.

Michel e Kyprianos osservano quel cerchio nel suo veloce movimento causato dal fortissimo mana che lo stimola.

Mio fratello è perplesso: «Le sfere celesti sono tanto più perfette quanto più lontane sono dalla Terra. Perché è questo che le rovinerebbe. Perciò, io che sono un peccatore, un uomo materiale e fallace, posso compiere prove che sono solo le ombre di un divino, che non solo non mi appartiene, ma è distante da quello che noi uomini cristiani veneriamo come Dio, perché altrimenti saremmo perfetti come quelle stelle, come le sfere celesti, ma non possiamo perché siamo sulla Terra e legati alle cose di essa»

«Non mi stupisco allora, che uno come te non sia in grado di sciogliere questo nodo,» commenta Kyprianos «non solo non ne sei capace ma neppure degno, nessuno come te ha avuto il coraggio di sbrogliarlo, non ne hai la predisposizione!»

«Cosa ti rende giudice di un altro uomo, Kyprianos? Una mera opinione basata su quello che vedi al di fuori di me? Quindi, secondo il tuo giudizio le persone fanno pesate e misurate, sono grandi o piccole a seconda della maggiore o minore virtù che si esprime in loro, visibile solo dall’esterno, da un giudizio sommario basato sull’aspetto o alcuni atteggiamenti?»

«Un maggior bene produce una maggiore salvezza, e questa è contenuta in un uomo retto, se esso è perfetto in ogni aspetto, fisico e morale»

«Bene, allora la mia perfezione morale non è inferiore alla tua imperfezione fisica. Cosa va giudicato? Il cuore dell’uomo, il suo mana o se è alto o basso, bello o brutto?»

«Entrambi!»

«Ed è qui che ti fermi, Kyprianos! Tu non sei migliore di me perché non hai bevuto ieri sera o perché sei innamorato fedele della stessa donna (che tra l’altro non ti vede neppure). Allo stesso modo, io non sono migliore di te perché i miei addominali o il mio sorriso sono più belli!»

«Tu sei un peccatore!»

«E tu, sei perfetto adesso che mi giudichi?»

Una forte brezza di tramontana inizia a soffiare e i due contendenti comprendono che è arrivata una nuova prova. È un ossimoro definire forte la tramontana, tuttavia il dolce vento soffia con un’intensità che aumenta velocemente.

La tramontana, lo dice anche Dante, spazza via ogni impurità che turba il cielo ma le brutture di Michel e Kyprianos non sono nuvole, sono segni ancora più forti, spettri contro i quali entrambi si ritrovano a lottare alla velocità di un tornado.

Spettri dapprima senza forma o identità, poi iniziano ad avere l’aspetto dei mostri di quello che uno psichiatra definirebbe inconscio.

Così che mio fratello si ritrova davanti l’immagine opaca di nostro padre e nostra sorella Margot. Penso abbia provato piacere a trafiggere quell’uomo e, tutto sommato, non ha sentito alcun rimorso nel punire il ricordo di Margot che, come nostro padre, ci ha giudicati “diversi” e qualcuno da cui scappare.

Kyprianos ha più scheletri nell’armadio di noi, perché cade nel fango più volte e alla fine cede.

«Sei già pentito Mr. Perfezione

Lo schernisce Michel mentre abbatte l’ultimo degli spettri del suo antagonista.

Non c’è tempo per i ringraziamenti, i due ragazzi sono quasi travolti da veloci cerchi di ferro incandescente che sprizzano scintille.

Entrambi non sanno come reagire.

Noi tre spettatrici entriamo nel panico:

«Miss, cosa racconta Dante?»

Lei riflette per qualche istante.

«Ma certo, Michel ha un carisma su ogni altro, la musica!»

«Cosa mi rappresenta adesso?» chiedo.

«Dante parla di cori che intonano l’Osanna!»

Michel ha studiato musica liturgica, ha musicato inni e salmi del salterio di Suor Bernadette, alcuni classici della Messa e il suo sanctus (che comprende l’Osanna) ha della meraviglia.

Urlo: «Michel, rammenta suor Bernadette!» lui mi sente a malapena.

«Kyprianos, sai suonare, cantare?»

«No»

«Sei un uomo inutile!» lo prende in giro «Ok, fa niente, ci facciamo un inno rap. Dovresti solo battere le mani con questo tempo» e glielo mostra «insieme con la bocca fare punch, punch»

«Sei fuori?»

«Fallo e basta!»

«Osanna, Osanna!» Michel inizia a cantare a cappella accompagnato dal basso rap di Kyprianos il suo Sanctus, che per inciso, ha composto per organo a soli diciassette anni!

«Senta» si rivolge alla guida «lei ce la fa a farmi la terza su “Benedictus”? Se no mi tocca chiamare mia sorella»

La ieratica donna si scioglie in un sorriso divertito: «Non c’è bisogno»

Il coro si compone da solo, è come se i serafini e i cherubini danteschi cantassero con loro.

In questo caso, non c’è da stupirsi che un mortale in Terra possa affrontare una materia così profonda, così come san Dionigi vide o svelò quanto san Paolo gli disse sulle sue “nuove” gerarchie angeliche, Michel ha avuto l’onore, in virtù del suo carisma più grande, di avere come cantori gli angeli. Lui con un’umiltà che pensavo non gli appartenesse, esclama: «Alla faccia della musica celestiale, mio Dio, sei troppo generoso con me, potrei anche smettere di cantare o di suonare dopo la grazia di oggi!»

Poi guarda Kyprianos che sorride per la prima volta: «Devo ammettere che è stato bello e divertente»

«Se t’abbronzi un po’, ce l’hai la faccia da rapper!»

Tre saette vengono scoccate da un arco con tre corde. Tutte e tre trafiggono entrambi ma senza ferirli, così come un raggio luminoso risplende attraverso un corpo trasparente, in modo tale che tra il suo giungere e il brillare non c’è intervallo di tempo, così viene parafrasato in loro quello che il poeta italiano definisce “il triforme atto creativo di Dio”. La filosofia metafisica dichiara che atto e potenza sono stretti insieme da un legame saldo, che non può mai essere sciolto, così l’atto creativo dell’artista e l’artista stesso hanno il medesimo legame. Se tale arte è dedita alla bellezza e alla verità, questa ha il potere di purificare l’anima quanto la sincera contrizione del penitente in confessione. L’arte di Michel è senza dubbio la musica, ed è altrettanto sacrosanto che questa sia bella e vera con la maiuscola, quindi, facendo musica, Michel ottiene il perdono per i suoi peccati, così come hanno dimostrato gli angeli e il suo Alleluya!

San Girolamo ha scritto che gli angeli furono creati molti secoli prima del mondo sensibile; ma non è possibile che le intelligenze angeliche siano esistite per tanto tempo senza giungere inoperose a perfezione, così una parte degli angeli sconvolse con la propria ribellione un’altra rimase fedele.

La causa della caduta fu la superbia di Lucifero, l’angelo della luce, il più bello, il più sapiente, quello che più di ogni altro si avvicinava a quella perfezione. Lo stesso descritto da Dante nell’Inferno, enorme e di mostruose fattezze si trova davanti ai due compagni di viaggio per l’armatura.

Kyprianos è terrorizzato, Michel si concentra:

«Tu sei un mostro … io sono piccolo, tu sei grande perché ti credi grande per la superbia. Tu eri il migliore e sei diventato il peggiore …» riflette ad alta voce «un atto di umiltà ti ha sconfitto, Dio che si fa uomo in una stalla, il figlio di Dio sulla croce dei reietti»

«Lascia perdere, Michel, non vinceremo mai!»

«Non si tratta di vincere, Kyprianos, si tratta di amare!»

Come Davide contro Golia, Michel prende una pietra, si strappa una cinghia della tuta d’addestramento per usarla come fionda, rotea per un po’ il sasso nella fionda:

«Ho un nome bellissimo che appartiene ad un angelo, quello che ha fatto questo»

Michel salta roteando la fionda e lancia la pietra gridando:

«Ποιος είναι σαν το Θεό?»

La luce di Dio irradia gli angeli, ma anche gli uomini e sia gli uni che gli altri la recepiscono in modo diverso, ma illumina sempre. Noi cristiani la chiamiamo Grazia, i militanti dell’ordine della Stella di san Paolo chiamano quella luce mana.

San Dionigi/Πήγασος è di Michel.

Jessika è furibonda. Clizia ed io felici e soddisfatte.

Nicole sorride quasi fiera quanto noi due. Michel è proclamato vincitore e tutte e tre lo raggiungiamo al centro dell’arena. Clizia lo abbraccia con composta serietà, io gli faccio festa ma lui sembra essere interessato alla terza, tutto il misticismo di cinque minuti fa è svanito:

«E lei Miss, non mi abbraccia, ha paura di sporcarsi con il fango e il sudore?»

Lei sorride: «Non sei proprio invitante, però te lo meriti tutto!»

Si abbracciano e per la prima volta noto che mio fratello si sente in svantaggio rispetto ad una donna. Si guardano negli occhi con profondità ed io mi perdo a contemplare quell’abbraccio quasi fossi davanti alla scena più bella di un romantico film.

Clizia mi dà una gomitata, un po’ perché mi sento un voyeur, un po’ perché c’è una quarta donna che ha preso male sia la perdita dell’armatura che l’abbraccio di Michel e Nicole. Lancia verso di loro un piccolo artiglio che Michel intercetta agevolmente senza perdere neanche un millimetro del suo abbraccio:

«Jessika ma sei fuori di testa? Avresti potuto colpire Nike!»

Probabilmente voleva colpire Nicole …

«La tua bella ti sta festeggiando per qualcosa che non può appartenerti!» blatera Jessika.

«Cosa stai dicendo?» si ribella mio fratello e Jessika prosegue:

«Punto primo, ieri sera eri ubriaco e con questa ragazza nella tua abitazione, secondo non sei greco e san Dionigi deve appartenere ad un greco di sangue!»

«Punto primo, non sono fatti tuoi. Punto secondo, me lo vieni a dire ora dopo dieci anni che mi sbatto per una cosa che non potevo avere?»

Intervengo: «Veramente Miss Nicole era con me ieri e solo stamattina è andata a vedere se Michel era pronto per la gara»

«Quanto all’essere o meno greco» aggiunge Nicole «san Dionigi ha una doppia valenza, da secoli ormai sono stati fusi insieme il Dionigi da Corinto e il Saint Denis dei francesi e Michel è francese!»

«Se non mi ero già innamorato, lo sono adesso!» bisbiglia sorridendo mio fratello.

«Che sciocco che sei!» reagisce Nicole dandogli una piccola spinta sulla spalla.

Io e Clizia ci mettiamo a ridere notando che Miss Nicole è tutta sporca di fango:

«Miss è poco seria anche lei in questo momento!» commento regalando una risata generale mentre Jessika se ne va via indispettita con Kyprianos.

 

Palazzo dei Cavalieri di san Giovanni, Rodi, 25 aprile 1990

 Il mattino seguente, avviene la cerimonia d’investitura di entrambi. È la prima volta che andiamo all’isola di Rodi, sede dell’Ordine di Malta quando ancora non aveva questo nome, fino al 1530, anno in cui, per sfuggire ai Turchi, si trasferì sull’Isola che gli dà il nome attuale.

Il grande salone delle investiture è rettangolare e a una delle estremità vi è una sorta di abside rialzata di qualche scalino. Al centro dell’abside un bellissimo crocifisso ligneo (in pieno stile icona greca), con ai lati le statue di san Paolo e san Michele arcangelo. Sul pavimento in marmo, magistralmente decorato, è disegnata la croce a otto punte, simbolo dell’Ordine di Malta.

A tutti, oggi, viene donato un anello con la croce a otto punte e, proprio stamattina, è comparso il tatuaggio naturale che raffigura la costellazione o l’elemento per cui si è combattuto e ottenuto l’armatura: sulla spalla destra di Michel quindi è spuntato un bellissimo cavallo alato, sulla mia una piccola spada a simboleggiare Περσέας. Il Gran Maestro del quart’ordine ci attende imponente e ieratico nei suoi paramenti neri e bianchi.

Lungo i lati della stanza due file di cherubini, serafini, amazzoni e altri spettatori formano un corridoio, percorso da un grande tappeto rosso, sul quale, Michel ed io dovremo passare in processione solenne. C’è anche Miss Nicole tra gli spettatori accompagnata dal giovane figlio dei Keaton, la famosa famiglia di armatori del Poseidon Group, e da John Parker della Parker Ltd. di Londra, il padre di Philip; in pratica gli unici due soci che Miss Tucson vuole mantenere nella T.F.I.

L’ora è giunta: siamo splendidi nelle nostre armature, è una sensazione incredibile indossarle. ti entrano nella pelle, ti appartengono e tu appartieni alle tue vestigia! Nell’anticamera del salone m’incanto a contemplare mio fratello, lui coglie il mio sguardo insolito.

«Cosa c’è, ti faccio effetto tutto di latta

Sorrido commossa:

«Sei bellissimo!» Gli elementi fusi con la sua pelle risplendono, il mantello in velluto bianco con la croce dell’Ordine ricamata in rosso e oro gli dona un aspetto regale; ben pettinato tiene l’elmo sotto il braccio: immagino suor Bernadette, da anni ormai in missione in Congo, come sarebbe orgogliosa al vederlo così!

«Io invece ti preferisco vestita da donna, non come la brutta copia della dea Atena di qualche fumetto d’appendice giapponese! Sebbene sia piuttosto sexy quel fondersi sui pettorali!»

Sotto l’armatura, infatti, ho una sorta di grossa e lunga gonna, che parte dai fianchi e si apre fino ai piedi: un classico della versione femminile della corazza. «Michel sei il solito porco, anche in questo momento devi pensare a quello, sono tua sorella!»

«Quella merda di Andres si è perso la meraviglia che sei oggi!»

Come me, anche Clizia arriva nelle sue luccicanti vestigia, dotate di gonnellone; i nostri maestri ci accompagneranno come i padrini di una Cresima.

Non so se mi capiterà di nuovo di vedere un arcangelo in pompa magna, ma l’aspetto di Tristan oggi è a metà tra un angelo vero e un imperatore romano, la differenza è che la sua pelle, la carne del suo corpo, è fusa con il metallo celestiale dell’armatura. Che bella l’armatura del san Marco/Λιοντάρι, il mantello, la sua espressione seria e concentrata!

«Siete pronti?» chiede.

Io resto imbambolata e Michel risponde per me: «Sì lo siamo; non far caso a lei, è in preda a un delirio mistico!»

«Sono un po’ emozionata» mi difendo timidamente.

Intanto si apre la porta, i nostri maestri ci appoggiano la mano sulla spalla destra ed entriamo. Giunti in prossimità dei tre scalini si separano da noi; ci sdraiamo faccia a terra, sulla croce a otto punte, davanti al Direttore dell’Isthmia, che prende la parola: «Michel, Madleine! Siete giunti qui dopo un percorso ricco di prove importanti per la vostra vita. Avete guadagnato le vostre vestigia combattendo onestamente, altrettanto onestamente avete ottenuto la vittoria. Siete dunque qui per sigillare il legame con le vostre armature?»

«Sì!» rispondiamo in coro.

«Se siete consapevoli della vostra decisione esprimete davanti a Dio e agli uomini il vostro giuramento!»

Rinnoviamo le promesse battesimali, rinunciando alle seduzioni del male, poi il Credo in Dio, in Gesù Cristo e nella Chiesa Cattolica. Infine il giuramento solenne: «Io, Madleine Matisse di Avignone, giuro di essere fedele sempre al dono che oggi ricevo, di far fruttare i miei talenti in modo che raddoppino nel corso della mia vita e che, alla fine dei giorni, si possa dire che sono stata “serva buona e fedele”. Attraverso le sacre vestigia di Περσέας prometto solennemente di difendere fino alla morte la Fede in Dio, in Gesù Cristo, nella Chiesa!»

Anche Michel pronuncia il suo giuramento, poi entrambi ci mettiamo in ginocchio. Il Direttore dell’Isthmia prende la spada custodita sotto il crocifisso e l’appoggia per tre volte sulle nostre spalle: «In nome di Dio, san Michele e san Paolo, in virtù del potere temporale che investo, io ti nomino amazzone paolina di Περσέας, sotto la protezione di santa Priscilla, la prima ad essere al tuo posto!»

Ripete la formula anche per Michel invocando per lui la protezione di san Dionigi. Poi il Gran Maestro Generale dell’Ordine Religioso, Monsignor Gordon di Malta, dapprima impone su di noi le mani in silenzio e successivamente pronuncia la preghiera: «Ti supplichiamo, o Signore, effondi in loro lo Spirito Santo, che li fortifichi con i sette doni della Grazia, perché adempiano fedelmente all’opera del ministero del Quart’Ordine da te ricevuto» Infine benedice le armature, ci mette l’anello dei cherubini (una fede d’argento con la croce a otto punte) alla mano destra e ci abbraccia, ponendo con il bacio il sigillo, come per i diaconi al momento della loro ordinazione.

L’assemblea applaude, la cerimonia è finita. Dopo qualche convenevole ce ne torniamo in traghetto fino al Campus, dove nel pomeriggio facciamo le valigie. La mia abitazione, ormai spoglia, mi trasmette un po’ di malinconia.

Saluto il capitello corinzio, ormai amico di tante avventure: «Ciao Cory, chissà, magari sei davvero un pezzo di storia dell’arte. O solo un paziente pietrone che mi ha ascoltato tante volte!»

Michel ride a accarezza il capitello come si fa con un cane: «Complimenti, dieci anni di sopportazione con quella pazza di mia sorella!»

Al bar di Christodoulos e Galene hanno organizzato una festa d’addio alla quale parteciperanno anche Clizia e Tristan, James e Nicole (Maximus si è defilato dopo aver fatto la scenata con Andres). Il giardino del bar è stato preparato a dovere: striscioni, coccarde di carta, la tastiera su cui Michel ha suonato tante volte, le casse, il microfono. Si canta, si balla, c’è solo gioia nell’aria. A un certo punto, dopo aver ballato con Tristan, esprimo il desiderio di lanciarmi in una danza con il mio fratellone: ci lasciano soli, al centro della pista, fratello e sorella, occupati in uno sfrenato merengue! Mentre balliamo Michel mi chiede:

«Maddy mi fai un favore?»

«Fammi indovinare, devo ballare con James “la cozza” di Nicole?»

«Ti prego, le sta attaccato con la colla!» insiste Michel e mi fa anche la faccetta supplicante.

«Io lo faccio, ma lo sai che dopo signor schizzinoso si fa il bagno in varechina?»

«Se è un coglione non è colpa nostra!»

Cambia pezzo, coinvolgo James anche se lo trovo viscido e antipatico, acconsento per fare un favore a mio fratello che si appresta a chiedere a Nicole di ballare per poi andare ad appartarsi con lei:

«Non avevi detto che non stavi con l’armatore?»

«Infatti!»

«E il biadesivo che indossa incollato al tuo?»

«Sente di dovermi “proteggere”!»

«Da chi, da me?»

«Da te e dai tuoi Jack e Cola!» ride Nicole.

«A proposito, grazie per quella sera e per quanto hai detto alla prova!»

«Devi ringraziare anche tua sorella, ha avuto la prontezza di dire che ero con lei!»

Michel lancia un’occhiata verso James e me, prende per mano Nicole e la porta dietro al gabbiotto del bar, da lì parte una salita che porta ad una terrazza dalla quale si può ammirare il panorama di Agios Georgos. È una serata bellissima, ci sono le stelle e le luci delle barche sul mare: «Cos’è successo quella notte?»

«Ti sei addormentato!»

«Sarebbe stato un vero peccato se avessi dimenticato!»

Michel si avvicina e cinge Nicole sui fianchi, le loro labbra sono vicinissime: «Ti avverto che potresti sentire qualcosa che “cambia” in me!» scherza sensuale ricordando l’epilogo del bacio romano.

Lei sorride: «A quanto ne so, negli anni hai imparato a sfruttare la situazione!»

Lui la bacia e lei non si spaventa decisamente più: «Michel devo dirti una cosa»

«Dopo!» lui continua a baciarla.

«No, ora …» lei si allontana «Michel: c’è un altro! Non è James, ma Philip. Ci siamo messi assieme quando è tornato dall’addestramento!»

«Pensavi di dirmelo a Malta, magari davanti al fatto compiuto?»

«Michel, scusami … ma»

«Ma cosa, Nike?»

«Tu sei andato con molte donne»

«Nessuna era te!»

Michel è disperato, ha le lacrime appese.

«Togliti dalla mia vista, ho già giurato una volta di non sentirmi così, e c’eri sempre tu dall’altra parte!»

«Michel …»

«Vattene!»

Sant’Anton Palace, Balzan 11 agosto 1980

 Michel rammenta il giorno in cui siamo partiti per i campus, nello stesso momento in cui io rincorro l’auto di Javier, Michel corre dentro al palazzo, raggiunge la sala musica, scrive sullo spartito di Beethoven “N+M=¥” con attorno un cuore. Sente delle voci dalla stanza accanto, sono Nicole e suo nonno: «Nicole, insomma! Hai quindici anni, come puoi pensare che lui potrebbe essere l’uomo della tua vita?»

«Lui lo è!»

«Andrà via dieci anni, si dimenticherà di te. Tu hai bisogno di un ragazzo della tua stessa pasta! James o Philip, qualcuno che ti rispetti non che stia con te per il tuo rango o i tuoi soldi!»

In quel momento, Michel ha realizzato dalle parole del vecchio Harmond che, per lui non ci sarà mai spazio nella vita di Nicole, per questo, quel giorno, è tornato in giardino disperato.

Agios Georgos, 25 aprile 1990

Tornano da noi.

«Ti ringrazio di avermi evitato di proseguire questa tortura!» noto il suo umore ma non riesco a parlarne fino a poco prima della partenza dell’aereo: «Ieri sera avevi uno scazzo epocale»

«Nicole mi ha detto che sta con Philip»

«Cavallino Phil? Il batterista inglese, ricco, simpatico ma non proprio un figone? Quello che ci prendeva tutte sulle spalle e faceva il cavallo da bambini?»

«Sì Madleine, quanti cazzo di Philip conosciamo? A quanto pare adesso se lo cavalca in altro modo molto più divertente!»

Michel si mette a grattarsi una spalla.

«Io non sono un’esperta in materia ma lei ti guarda in un modo …»

«Quale?»

«Coinvolgente»

«Perché si è messa con lui?»

«Perché ti sei scopato Corinto e dintorni?»

«Dici che allora …»

«Sto parlando con mio fratello o con uno sfigato che ho incontrato in aereo?» noto che si sta grattando «Hai le pulci?»

«No, è che mi prude come se fosse stato inciso veramente! Mi usciranno anche le piume?»

«Prude anche a me»

«Allora mi consolo, pensavo fosse perché sono un peccatore»

«Può darsi, ma per quanto ne so io Dio non castiga, te l’ha dimostrato facendo fare agli angeli il coro del tuo Sanctus!»

«Questo non toglie che io possa mangiarmi Philip e prendere a sberle Andres appena atterrati a Malta, soeur! Fidati ne ho parecchie anche per il tuo amore Javier!»

«Mettiti in fila, io sculaccio Nicole!»

«Hai più avuto visioni metafisiche?»

«No, ma non riesco a smettere di pensarci»

«Speriamo di trovare le risposte a Malta, intanto io sono curioso sulla mamma gnocca di cui parlava Andres!»

«Michel …»

«Sì, tesoro?»

«Vaffanculo»

«Ti voglio bene anche io, Madleine!»

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