Pillole di libri, un capitolo a caso: PER AMORE E PER SEMPRE

Chi l’ha detto che un libro andrebbe giudicato solo dalla copertina o dall’incipit? Un capitolo a caso dà l’opportunità di leggere un libro nel profondo, per conoscere i personaggi e avere un assaggio della storia, in barba allo stereotipo delle prime 30 pagine, non sempre le meglio riuscite.

PER AMORE  E PER’ SAGA 11: PER AMORE E PER SEMPRE

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CAPITOLO 10

«Praticare uno sport non deve fondarsi sull’idea del successo, bensì sull’idea di dare il meglio di sé» (Gabriella Dorio)

Danzare nell’aria

{Agostino}

Fulda, 8 giugno 2015

 

Non riesco neanche a respirare tanta è la rabbia che sto provando in questo momento! Lilian non si ferma in Germania per gli europei di tuffi ed io mi sento perso. Eppure prima di conoscerla credevo di poter essere io solo contro il mondo.

«Come sarebbe a dire che non resti?»

«Agostino, cerca di capire, sarei d’intralcio per te … tu devi concentrarti!»

«Lilian tu mi uccidi! Te l’avevo detto!»

La guardo, furioso, e mentre ancora mi esce fumo dal naso, incrocio Antonio: «Che testa di cazzo che è tua sorella!»

«Benvenuto nel nostro pazzo mondo!»

Vado in camera e Filippo non osa rivolgermi la parola perché la mia faccia è fin troppo palese.

Butta gli occhi sul libro che sta leggendo e poi ancora a me, che freneticamente cerco di svuotare la valigia laddove non l’avevo ancora fatto.

«Bello lo spettacolo …» tenta di parlarmi.

«Già»

«I tuoi amici maltesi sono spaziali!» mi dice lui ma io sbuffo e mi rendo perfettamente conto che Filippo non ha colpa «Cosa succede, Ago?»

«Scusami. Ho litigato con Lilian»

«Ancora?»

«Appunto»

«Come mai?»

«Perché non resta qui a seguire i campionati»

«Motivo?»

«Dice che mi distrae»

«A giudicare da quanto sei incazzato, è peggio così»

«Ha il potere di uccidermi, mi fa così male quando la sento lontana, mi sembra che mi abbiano strappato le budella, mi brucia il cuore, mi sento come se mi mancasse un pezzo di corpo»

«Minchia!» esclama il mio amico «Sei davvero innamorato perso»

«Mi è entrata nell’anima»

«Agostino, ascolta … è bello che tu sia così, terribilmente perso di Lilian ma devi pensare anche a vivere per te stesso. Non voglio dire che sia sbagliato, un amore così bello è fantastico ma se ti devasta a tal punto, forse … non è così perfetto»

«É sempre esagerato, è tutto “troppo” con lei. A volte ho la sensazione che lei non mi ami quanto l’amo io»

Filippo mi sorride: «L’amore è la complicazione più semplice del mondo!»

«E tu non mi consoli con un ossimoro»

Lui mi sorride e esce dalla stanza. Io mi butto sotto la doccia a riflettere. Esco e mi guardo allo specchio, faccio uscire il mio tatuaggio angelico e le ali. Sono bellissime e mi domando a cosa servano se non a soffrire ancora di più. Amo Lilian con tutta l’anima e queste ali ne sono la prova più grande. Sono uno di loro, con una forte responsabilità, quella di proteggere lo sport e tante altre cose che chiunque con un minimo di cervello eviterebbe invece di tuffarsi dentro come ho fatto io. Per amore, per amore e per sempre.

Ho comunque preso la mia decisione, lascerò Lilian. Lo faccio perché la amo e perché sento che il mio amore per lei è pesante, lei non prova lo stesso amore e non potrà che star meglio senza di me.

Scendo nella hall, lei è lì che parla con mia sorella che mi ha visto livido di rabbia poco fa.

La guardo con una dolcezza incredibile accompagnata da una grande tristezza. Chiara mi butta un’occhiata e se ne va.

«August …»

«Non dire niente, per favore. Per me è già difficile prendere fiato per dirtelo, è finita, Lilian. Basta! Non ne posso più di passare dalle stelle alle stalle con te. Io ti amo da morire ma tu mi uccidi davvero»

«… Io non posso vivere senza di te …»

«Sì che puoi, pare che tu ci stia benissimo, il mio amore non è abbastanza per te, ti fa schifo, ti innervosisce essere amata da me. Ho fatto di tutto per renderti felice, ho cambiato la mia vita. Ho cambiato pure la storia dei cherubini per te, tutto per te … avrei anche rinunciato a tutto questo: per te

«Però ora mi stai lasciando …»

«Sì perché ti amo e anche questo lo faccio per te, perché so che non mi ami quanto me e, come ho detto, il mio amore ti fa schifo»

«Agostino …»

«Basta, Lilian!»

Mi giro, non voglio che mi veda piangere.

Ritorno in camera, c’è di nuovo Filippo che non parla perché ha capito tutto.

Mi sdraio sul letto.

La voce di Tommaso mi sveglia. È terribilmente agitato, mia sorella pare abbia pianto. Cosa diavolo succede? Perché sono tutti nella mia camera?

«Finalmente!» esclama mio cognato ma il mio sguardo è puntato sulla faccia viola di mia sorella.

«Mi spiegate cosa è successo?» chiedo più o meno balbettando.

«Hai dormito per quasi diciassette ore di fila e niente riusciva a svegliarti» mi rivela Tommaso.

«Perché sono in albergo e non in ospedale?»

Una voce dalle retrovie del mio capezzale dichiara: «Perché sono stata io a imporre che tu restassi qui» è Stella.

Cerco di mettermi seduto: «Era il caso di stare in dieci attorno a me? Lilian dov’è? Stella, cosa ho avuto?»

Fisso la virtù di Temperantia ma non sono sicuro se cercare in lei la parte angelica o medica. Davanti a tutti prevale il neurochirurgo: «Posso parlare con Agostino da sola?» domanda la donna a Tommaso, Chiara e gli altri.

Stella si siede sul letto e aspetta che tutti siano fuori: «Hai sognato?» chiede.

«Sì» rispondo e riflettendoci era una cosa terribilmente reale «ma che giorno è oggi?»

«Il nove giugno. Hai dormito dalle ventidue di ieri sera e adesso sono quasi le cinque del pomeriggio»

«Quindi non c’è stata ancora neanche l’inaugurazione del campionato europeo?»

«No»

«Ho sognato tutto: io vincevo la medaglia d’oro da un metro e da tre, al synchro con Filippo … Lui e Lucia avevano il mana come me e te. Poi il festival Disney, il matrimonio di Emily e Antonio, i mondiali … fino alle olimpiadi dove chiedevo a Lilian di sposarmi. Lei era pure incinta del nostro secondo figlio. Mi rivelava alle eliminatorie qui di aspettare James … proprio un sogno perché ieri ci siamo lasciati … Stella, cosa mi è successo?»

«Hai avuto la stessa cosa di Lilian. Un sogno semi profetico» inutile dire che non ci capisco niente «quando vi siete incontrati c’è stato un incontro anche di anime, lei come Figlia della Notte, associato agli anni d’amnesia e ai giorni da morta ha scatenato un processo mana notevole che tu, per amore, hai assorbito»

«Quindi sono anche io un Figlio della Notte

«No, tu resti una Dominazione Serafica. Ma hai preso da lei questa forma di malattia dei sogni perché …» Stella sospira ma sorride «… perché ormai tu e Lilian siete intimamente connessi»

«Nel mio sogno Lilian era incinta»

«Non lo è, almeno per ora, anche se devo dirti che non sarà facile che lo resti a causa dell’incidente con Lilith del 2007. Lei non lo sa, purtroppo, non l’abbiamo voluta turbare e poi sei arrivato tu più veloce di un tuffo da 27 metri!»

Abbraccio Stella quasi d’istinto perché non voglio farle vedere che sto quasi piangendo. Lei mi accarezza e la dolcezza di questa donna mi spiazza. È bella da morire e terribilmente sexy nonostante possa essere mia madre, già perché i suoi figli con o senza Inledandet hanno la mia età; Luna sarebbe nata realmente nel mio stesso anno, Denab, invece, ha la mia età dopo aver guadagnato gli anni con il rito di Ángelsgarðr. Sta di fatto, che Stella, non lontana dai cinquant’anni, è una delle donne più belle del mondo.

«Il tuo amore potrebbe sempre cambiare le cose, anche sua madre era diventata sterile a causa di Marcus e ha fatto cinque figli!»

«Già, ma lei ha avuto un miracolo, conosco la storia di Cassiopea e san Michele!»

Stella sorride ancora: «E il miracolo di Lilian non è quello di Pietro adesso, ma sei tu, Agostino!»

«E lei è il mio!»

«Ora Javier verrà a toglierti la memoria del sogno e a liberarti da questa cosa. Anche gli altri dimenticheranno se tu lo vorrai, a meno che tu non voglia rivelare cosa sei alla tua famiglia»

«Filippo e Lucia non hanno il mana?»

«No»

«Bene, allora che tutti dimentichino … a me piacerebbe dimenticare che Lilian non è rimasta qui!»

«Non è andata via, ieri è finita dritta da mio genero a farsi leggere … sai che se non la lasciavi ti evitavi anche questo “coma” mana?»

Sorrido mentre si materializza Javier. Stella chiosa: «Ora rilassati, concentrati sui tuffi, perché tra venti giorni ti voglio ballerino al festival Disney!»

«Ben venuto nel regno del multitasking» ride l’ultimo arrivato.

«Ciao B.T.!» lo saluta Stella.

«Ciao, meraviglia!»

Lei si alza e dà un bacio sulla guancia a Javier: «Guarda che poi m’illudo!»

Javier le cinge i fianchi: «Sono io a illudermi, Stella!»

La donna scompare, io sorrido a Javier: «Tutte pazze del Bel Tenebroso

«E tutti invidiosi del Brad siberiano!» replica lui riferendosi a Christopher «Incluso tu, Delfinetto

«Puoi dirlo forte!»

Se il mana di Teseus è meraviglioso, quello di suo padre è divino.

Anche se io non ho dimenticato nulla.

«Ehm … Javier, io ricordo tutto»

«Lo so»

«Perché?»

«Mi fido di te. Il tuo sogno deve spronarti non condizionarti, già qualcosa è cambiato perché tu sai che i tuoi amici non hanno il mana e che non ci sarà alcuna interruzione di gara da parte di Akim. Il resto, sta a te volerlo oppure no»

«Non rischio di andare troppo sicuro della medaglia?»

«Se invece andassi con l’intento di realizzare la premonizione?»

«Javier, tu sei diabolico!»

«Lo so. Ma tu, Agostino sei una Dominazione Serafica e devi, per vocazione paolina, imparare a leggere sopra le righe, a vedere dove gli altri non vedono, a camminare per strade dure e faticose, anche se talvolta tutto questo è difficile, altre è pure divertente!»

«Già … e … posso parlare con Lilian?»

«Vuoi farlo adesso o preferisci farla bollire ancora un po’?»

«Vorrei vederla …»

«Hai il Team Event, non sono il tuo allenatore ma …»

«Dai, anche se ho intenzione di realizzare anche la premonizione sul bambino, non sarà di certo adesso … magari stasera!»

Javier ride. Io sorrido, in effetti dovrò gareggiare tra poco e sono davvero felice di avere il mana che almeno mi evita di sentirmi a pezzi. I miei parenti e colleghi non ricordano il mio sonno profondo e tutto è tornato alla normalità o quasi, tra poco inizieranno le cerimonie ed io devo allenarmi perché dopo balletti e discorsi vari del sindaco e delle autorità, toccherà a me e Lucia che ci tufferemo anche in discipline che non sono proprie, nel mio caso dalla piattaforma, nel suo dal trampolino. Il team event non è gara olimpica e consiste nella gara di una coppia di tuffatori un maschio e una femmina specialisti ciascuno della piattaforma o del trampolino. Non ci si tuffa assieme come nel synchro misto ma uno alla volta e viene sommato il punteggio. La gara comprende sei tuffi differenti di sei gruppi diversi. Due con un coefficiente di difficoltà assegnato di 2.0 ciascuno e quattro senza limite di difficoltà. Tre tuffi devono essere eseguiti dalla tuffatrice donna, gli altri dal maschio. Ogni atleta deve eseguire almeno un tuffo dal trampolino dei tre metri e uno dalla piattaforma dei dieci. I due tuffi con coefficiente di difficoltà fisso, a prescindere dalla formula, possono essere eseguiti in qualsiasi momento e da qualunque altezza da ciascuno dei due membri della squadra, uno dall’uomo e uno dalla donna, infine, per questi motivi, dalla piattaforma ci deve essere almeno un tuffo partente dalla verticale. Per la prima volta (perché l’ha sempre fatto Filippo ma ha un polso ancora dolorante da un piccolo incidente domestico) gareggio io con Lucia. È una prova che in molti giudicano un po’ inutile ma per chi la fa è comunque fatica e adrenalina a mille. In ogni modo, si prendono medaglie, che fanno bene al cuore anche se qui agli europei, così come per le prossime gare mondiali, si sarà tutti concentrati sui pass olimpici per Rio de Janeiro dell’anno prossimo. Alle Olimpiadi, però, le specialità presenti sono la piattaforma da dieci metri maschile e femminile individuale così come nel trampolino da tre metri e in entrambe le discipline, i tuffi sincronizzati (inclusi solo dal 2000) ma non i misti, tantomeno i team event. Arriva Lilian avvertita da Javier. Mi guarda e fa gli occhioni dolci di quella che si sente in colpa:  «Agostino, io…»

Dio mio, quanto la amo … io non riesco a descrivere quello che provo adesso, passione, desiderio e assieme un’estasi totale. C’è chi parla di farfalle nello stomaco, a me sembra riduttivo perché mi scoppia il cuore nel petto ogni volta che incontro i suoi occhi, e qualcosa d’altro nei pantaloni quando la mia pelle incontra la sua. «Sta’ zitta!» sussurro mentre la stringo a me e la bacio con ardore. «Sono stato malissimo, giurami che non mi farai mai più stare così!»

«Ti rammento che sei tu che mi hai mollato!»

«Perché tu non ti fidi di me»

Mi bacia ancora ed io sono ufficialmente fuori di testa e di ben altro … ma non si può, purtroppo, perché non c’è neppure il tempo. «Ti prego resta sempre in un posto dove io possa vederti!»

«Perché mi tieni d’occhio?»

«Voglio che sia tu l’ultima cosa che vedrò prima di tuffarmi»

Lilian mi accarezza e sorride: «Davvero?»

«Quando lo capirai che siamo una cosa sola?»

No … non metterti a piangere! Quando piangi non sono più in grado d’intendere e di volere, sono da ricovero in manicomio.

«Scusami se ti ho fatto soffrire!» balbetta inconsapevole di stare ballando il tiptap sul mio cuore con quel pianto.

Le asciugo le lacrime: «Ti amo, Lilian. Regalami un sorriso, dai!»

Lei sorride e poi mi bacia e io penso che non potrò indossare il costume per almeno un’ora! Filippo sta arrivando, è come se lo sentissi a distanza, allora invito Lilian a non farsi vedere. Mi aspetta sugli spalti, con gli altri, io vado a riscaldarmi per la prova di stasera.

 

Fulda, 9 giugno 2015

 

Il primo tuffo dei due obbligatori tocca a Lucia, lei piattaformista si deve cimentare dal trampolino da tre, mentre io mi dovrò tuffare dalla piattaforma e per non farmi mancare niente, metterci anche la verticale giacché ho deciso di partire da un tuffo libero. Il tuffo è il 626B, triplo salto mortale indietro partenza dalla verticale, di solito il cavallo di battaglia di un tuffatore britannico tanto bravo quanto blasonato dalle ragazze. A proposito di gossip, ovviamente il mio pizzetto da Eugene Fritzherbert attira di più del fatto che per la prima volta mi cimento nel team event con Lucia, ma io ho smesso per amore di dare spago ai social network. Nel mio sogno, questa prova non c’era e comunque sarebbe stata una schifezza dato che lo è stata tutta la gara prima dell’intervento chiarificatore di Lilian.

Devo farmi forza della fiducia di Javier, delle speranze di Tommaso il mio allenatore, dell’amore di Lilian, degli insegnamenti di Akim e Madleine e, del mio adorato sport. La verticale mi riesce bene, rafforzata oltre che dall’allenamento, anche grazie alle recenti lezioni di danza, ma non essendo un piattaformista, partire da una posizione impossibile per un trampolino è già una difficoltà. I prossimi due tuffi, fortunatamente, saranno nel mio territorio. Parto con un tuffo insolito, in ogni modo. Devo spegnere tutto quello che mi circonda e pensare solo a reggere perfettamente la posizione di partenza.

Io non li sento, ma i cronisti stanno commentando: «Certo che Maggi è cresciuto parecchio negli ultimi due mesi, guarda che bella verticale!» dice il giornalista e rincara l’opinionista, un ex tuffatore: «Potrebbe addirittura cambiare dal trampolino alla piattaforma se le fa tutte così!»

Sì e a Luca ed Emanuele glielo spieghi tu? Ma ripeto, non li sento, non sento che il silenzio della piscina, il mio fiato, guardo le mie mani, il fondo dall’altra parte, dove ci sono i podi. Spinta, caduta, uno, due, tre e l’acqua … io non ho udito un gran tonfo. Riemergo che già sento le urla della mia squadra e della combriccola di Lilian.

Prendo la mia pelle, doccia e aspetto sornione i risultati vicino a Lucia che si è presa anche lei degli ottimi voti ma sommati al coefficiente obbligatorio (io mi sono permesso di partire con un libero) fanno cinquanta punti. Lucia mi dice: «Hai fatto un tuffo pazzesco!»

Guardando i voti pare proprio di sì. Mio cognato mi mostra il replay sul suo tablet e resto ammaliato da me stesso. Alzo gli occhi verso gli spalti, con buona pace della mia ragazza, il primo cui offro il mio sorriso è proprio Javier. Ora so che la sua fiducia in me è stata ben riposta, ma non devo lasciarmi sedurre dalla vittoria, oggi ho ancora due tuffi e da domani sarà ancora più dura!

I nostri avversari non sono da meno, specie le coppie russa, francese, ucraina e britannica, la quale porta praticamente i nostri stessi tuffi, con la differenza che il ragazzo è il campione olimpico in carica dalla piattaforma.

Lucia è agitata ed io sono stranamente tranquillo, lo sono così tanto che penso mi faranno l’antidoping!

Mi gioco bene l’obbligatorio con un parziale di 54 punti, in pratica mi hanno salvato tre nove su un coefficiente 2.0, Lucia fa il suo tuffo dalla piattaforma e lo sporca un pochino entrando abbondante ma il coefficiente alto la salva.

Al terzo ed ultimo giro siamo al secondo posto dopo la Gran Bretagna e ci tallonano i francesi con tre punti di differenza. Insomma se noi facciamo un brutto tuffo potremmo perdere anche il bronzo giacché l’Ucraina, che al momento è quarta non è poi così lontana. Tocca a Lucia tuffarsi per prima dalla sua piattaforma, porta un triplo e mezzo ritornato raggruppato, difficoltà alta per essere una donna, insomma un 3.2, lo fa molto bene ma non prende che un nove e mezzo che viene scartato. Siamo ancora lì, a pendere tra oro e bronzo. Tocca a me, il mio è un triplo salto mortale e mezzo rovesciato raggruppato, ora o mai più. Qualcosa dentro di me mi dice che con questo tuffo stabilirò l’andazzo di tutti gli europei. Voglio fissare nella mia mente e nel mio corpo gli attimi provati poco fa sulla piattaforma, insieme all’adrenalina che è ancora più forte dentro di me da quando possiedo il mana. Guardo Lilian, tra i tanti gesti, come buttare la pelle, far scivolare le mani sui capelli o ripetere sottovoce qualcosa, il mio rito, da qualche tempo è guardare lei, chiudo un secondo gli occhi e penso al tuffo che abbiamo fatto abbracciati. Con questo mantra nel cuore, parto.

Passo, passo, passo, pre – salto, salto e un tuffo che è quasi ballare un rock & roll con l’aria, perché sì, tuffarsi è danzare con l’aria.

«Ma è strepitoso!» urla il commentatore (per chi può sentirlo) alla tv, mentre io abbraccio Lucia. Siamo medaglia d’oro. Speriamo che il buongiorno si veda dal mattino.