Pillole di libri, un capitolo a caso: LEFT OUTSIDE ALONE

CAPITOLO 7

Daphne Barbie: @daphne_barbie: a volte sarebbe meglio essere di plastica e gomma per non sentire il male del mondo!

I regali di Natale 

{Felix}

Balzan, 25 dicembre 2011

 Prima di dirvi chi sono è meglio che vi dica “cosa” sono. Sono una bambola, un giocattolo per bambine regalato ad una bimba di quasi quattro anni che ha espresso un desiderio al suo papà e lui, quasi senza saperlo, mi ha reso vivo. Mi chiamo Felix come il personaggio di un telefilm brasiliano per ragazzini, sarei in pratica il batterista di una band di fantasmi. Sono un Ken della nuova generazione, snodato, muscoloso e con i capelli di nylon come le controparti femminili della mia serie, le Barbie.

Da mesi guardo un’altra bambola, con i capelli rossi che raffigura il personaggio di un film della Disney, Merida la ribelle.

Apparteniamo tutti alla stessa bambina, Anjelica, il cui mitico padre è Teseus. Se sei una bambina stupenda e hai un papà che è Caritas puoi permetterti; il giorno di Natale, di esprimere un desiderio banale, forse perché hai appena visto Toy Story 3, (uno dei regali sotto l’albero insieme all’ennesima Barbie e a mille altri); di chiedere che le tue bambole prendano vita come quelle del film.

Non so come abbia fatto, ma è successo e Teseus mi ha dato non solo animazione come in Toy Story ma sono diventato un ragazzo vivo, con l’anima e tutto il resto, battezzato dai cristiani e con me altre due bambole: Merida e la new entry tra le Barbie, Daphne.

La mattina del 26 dicembre 2011, Anjelica è in lacrime ha reclamato le sue bambole, che erano sdraiate e nude ai piedi del suo letto, adulte e grandi come i suoi genitori o zii.

Ci ha trovati Gemma e anche se fino a ieri ero bambola oso dire che ho provato un certo imbarazzo a stare come mamma (ehm, fabbrica?) mi ha fatto davanti a lei.

Mai quanto le altre due signorine che immediatamente si sono coperte con le lenzuola del letto della bambina.

«Chi sono loro? E dove sono Merida, Daphne e Felix?» brontola piangendo Anjelica.

«Credo che siano» Gemma è in difficoltà «no, io torno a dormire, evidentemente ieri ho esagerato con lo spumante. Sto sognando, quindi, Anjelica, nanna!»

Fa per andarsene ma la trattengo:

«Non hai bevuto, siamo davvero quelle bambole!»

Le nostre voci attirano anche gli altri della casa e la ragazza realizza di non stare sognando.

«Teseus perché qualche volta Caritas non te la infili dove osano le aquile‎‎?»  brontola Gemma.

Emily, l’altra sorella è più pacifica:

«Spettacolare. Bambole dotate di anima … Tess ti sei superato!»

«Superato? Questa cosa è grottesca!» esclama lui.

«Lo dici a noi?» replica Merida.

 Floriana, 7 gennaio 2013

Insomma, per farla breve da allora siamo vivi, ci hanno battezzati e ci hanno fornito di un lavoro ma il destino ha voluto che quelle che erano le caratteristiche che ci aveva attribuito la bambina sono diventate i nostri talenti o i nostri carismi.

Così anche noi siamo diventati parte della scuola RADC, dove tra l’altro Daphne lavora come impiegata. Io invece sono stato assunto da Akim in ospedale come infermiere e Merida da Cassiopea come apprendista sarta ed è anche bravissima a fare bijou con vari materiali. Andiamo anche a scuola per quella che potrebbe essere la nostra età poco più di vent’anni, quindi l’università.

In sostanza, con una trasmissione di energia chiamata mana, il giorno del nostro Battesimo, Teseus, Luna e Madleine hanno trasfuso in me, Merida e Daphne molti talenti rendendoci capaci di una vera vita umana.

Così sappiamo ballare e cantare sebbene non ai livelli degli originali‎ trasmettitori, ma possiamo migliorare con l’esercizio. Il resto cerchiamo di aumentarlo con la vita, studiando e imparando. Viviamo al palazzo della T.F.I sperando un giorno di avere una casa nostra magari non prodotta da una multinazionale di giocattoli!

Una cosa è rimasta della nostra condizione precedente: possiamo tornare bambole a comando e in questo stato riusciamo a leggere nel cuore delle persone. È apparentemente un’assurda situazione perché da oggetti inanimati senza organi né altro che possa corrispondere ad una qualche umanità, riusciamo a penetrare nell’intimo il genere umano. Tuttavia il nostro leggere nel cuore rimane superficiale, quelli che sono i viaggi d’amore che compie Teseus solo stringendo una mano al prossimo sono ben lontani da noi.

Tutti conoscono la nostra storia ma solo Teseus sa che possiamo trasformarci in bambole. Daphne ha anche sperimentato quelli che sono i sentimenti umani e si è fidanzata con Ben, il figlio di Hans e Calliope.

Invece io sono innamorato di Merida e lo sono da quando ancora ero una bambola e non avevo un cuore che batteva, né uno stomaco dove si muovono le cosiddette farfalle, né cellule e muscoli in tumulto sessuale!

Non so se lei mi ricambi, ho paura ad appurarlo e, per tanto, cerco di gustarmi i momenti insieme ringraziando Teseus per avermi messo in coppia con lei a ballare.

 Floriana, 11 gennaio 2013

Da quando Parsifal e Gemma sono partiti proviamo non più tutti insieme ma divisi in coppia. Daphne è l’unica oggi ad attardarsi in palestra. Avendo le chiavi si permette di fermarsi un po’ a smaltire la fatica dell’allenamento. Stasera non si è accorta però, che alla RADC c’è ancora qualcun altro.

Lo capisce quando s’appresta ad andare a lavarsi. Appoggia il borsone e l’accappatoio negli attaccapanni del bagno, sente il rumore della doccia scorgendo scivolare l’acqua sporca di rosso verso la bocchetta di scolo. È spaventata perché avverte un’energia negativa. Si guarda attorno in cerca degli abiti dell’altra persona e una volta trovati, sposta le sue cose nella fila dietro in modo da ottenere una visuale su chi arriverà tra poco ad asciugarsi.

Daphne si siede sul suo asciugamano e si tramuta in bambola. Tra le pieghe della spugna non si vede neppure e comunque, chi arriverà la scambierà per un giocattolo dimenticato lì dalle bambine che hanno fatto lezione nel pomeriggio.

La sconosciuta (l’unica certezza è il sesso dato che si trova nella zona delle donne) si avvicina ai suoi vestiti e Daphne se potesse strizzerebbe gli occhi per capire chi e soprattutto cosa sia dato che sta vedendo la parte segreta della donna e non quella che vedrebbe il mondo. L’altra non si accorge neppure che ci sono degli indumenti nella panca attaccapanni dietro, si veste ed esce.

Daphne allora, una volta capito che la tizia non tornerà più indietro, ritorna umana e va a vedere la doccia da cui è uscita:

«Questo è sangue!» esclama notando ancora delle macchie sulle piastrelle del pavimento. Corre dalla sua borsa e mi telefona:

«Dimmi che non sei di turno!»

«Sto uscendo dall’ospedale adesso, cosa c’è?»

«Ho bisogno che tu venga alla RADC in fretta e porta uno di quei “cosi” per prelevare campioni di sangue, una roba da C.S.I»

«Daphne cosa succede?»

«Te lo spiego quando arrivi, intanto chiamo Luna»

«Ok» sono perplesso ma il tono agitato di Daphne mette ansia anche a me, in fin dei conti da quando è umana, non è mai stata una che abbia dato di matto.

Intanto lei telefona anche a Luna:

«Scusa ma ho bisogno che tu venga immediatamente alla scuola di tuo padre!»

«Daphne cosa succede, sembri sconvolta!»

«Lo sono!»

Luna raggiunge velocemente Daphne che le racconta quello che ha visto:

«Tu puoi trasformarti in bambola e vedere l’anima delle persone?»

«Sì. Al momento solo tuo marito lo sa, come me possono farlo anche Merida e Felix! Non è però questo il punto … quell’essere sembrava la moglie di Frankenstein, non quello che conosciamo noi, quello mostruoso del romanzo, e la cosa peggiore è che si è lavata il sangue da dosso!»

Luna guarda le macchie sul pavimento: «Dovremmo prelevare dei campioni e mandarli a New York … in questi giorni è accaduta una cosa strana …»

«So delle accuse contro Francesco!»

«Anche se lui è stato scagionato perché era con Elettra resta la presenza del suo DNA e delle sue impronte sulle vittime. Quindi se mi dici che la tizia che era qui sembrava il mostro descritto da Mary Shelley, potrebbe esserci un nesso‎»

«Noi siamo a Malta e gli omicidi a New York!» obietta Daphne.

«Senti io sono venuta qui in teletrasporto, una cosa che non facevo da sei anni ma che è nelle mie capacità. Chi mi dice che anche l’assassino newyorkese non possa teletrasportarsi?»

«È vero e in questo modo potrebbe scappare molto bene da chi lo sta cercando‎» ‎

«Tu non hai capito chi possa essere agli occhi di tutti la donna della doccia?»

«No, purtroppo. La potevo vedere solo nel suo aspetto mostruoso‎»

Arrivo anche io, in scooter ci ho messo un po’ di più che con il teletrasporto!

Mi spiegano tutto ed io confermo a Luna la cosa delle bambole. Raccolgo il sangue, in due anni da infermiere comincio a capire alcune cose e quel sangue ha qualcosa che non va.

«Lo porto in ospedale, faccio dei controlli. Bisognerebbe parlare con gli amici di Eos» consiglio.

«Certo,» conferma Luna «aspettiamo solo di avere delle certezze»

Ritorno in ospedale e, approfittando di non essere di turno, m’infilo nel laboratorio di Eos, ho le chiavi perché spesso l’aiuto con le autopsie, l’essere stato una bambola mi rende uno “dal pelo sullo stomaco” anche se di nylon!

Mentre aspetto i risultati dai macchinari per l’analisi del DNA, mi lancio in un messaggio a Merida.

Felix: Come va stilista?

Merida: stavo giusto pensando a te

Felix: sicuramente male

Merida: non è vero, ho fatto un nuovo anello e credo sia perfetto per te

Felix: perché, non sarà di plastica?

Merida: no è d’argento, l’ho portato a fondere da Colin sembrano due bacchette di batteria

 

Io e lei facciamo parte della band di Marianna e Bruno, io suono la batteria e lei la tastiera, mentre al basso c’è Marcelo.

Felix: se hai intenzione di regalarmelo puoi venire adesso, sto aspettando i risultati di un esame del sangue

Merida: il posto più romantico del mondo, la sala autopsie

Felix: sono nel laboratorio, e in sala non ci sono cadaveri, senza Eos sembra non muoia più nessuno in modo strano!

Merida: meglio così, di chi è allora il sangue?

Felix: non lo so, devo scoprirlo

Merida: Horatio Caine, arrivo!

Felix: brava

Poco dopo arriva e la faccio passare dal posteggio delle ambulanze. In teoria non potrebbe venire qui, se ci trova Akim è un problema! Le faccio indossare un camice per non dare nell’occhio con chiunque, ma qui, passatemi la battuta, non c’è anima viva, a parte noi due!

Spiego a Merida la disavventura di Daphne e il perché sto analizzando il sangue.

«Sai che sei sexy con il camice?»

«Merida, non prendermi in giro»

«Non lo faccio» mi porge l’anello ed è veramente bello «É spettacolare!»

Me lo metto e mi accorgo che mi sta perfettamente: «L’hai fatto proprio per me?»

Lei è arrossita e non me lo spiego.

«Sì, stavo creandone uno per me, con due aghi da cucito e alla fine è uscito fuori un ago e una bacchetta, allora mi sono detta che era destino …»

Si sposta i riccioli rossi dal viso e mi accorgo che ne ha uno anche lei, identico. Lei ha creato un anello per noi due?

Sto per svenire.

Essere vivi è una cosa bellissima perché ti fa provare le cose più belle, più forti, più vere e più opposte come questa compilation di sensazioni stupende in vai e vieni tra anima e pelle che provo mentre la bacio e contemporaneamente premo il tasto della conclusione delle analisi!

«Sono innamorato di te da quando eri ancora una bambola piatta e pallida!»

«Anche se ero piatta e pallida?»

«Anche io ero un po’ di plastica …»

La bacio ancora, ma il sangue non può aspettare. Guardo i risultati e li confronto con il database: Francesco Fröberg.

«Che ore sono a New York?»

«Le otto di mattina più o meno» poi Merida si rende conto di quello che abbiamo scoperto «scusa ma non può essere di Francesco quel DNA!»

«Infatti, non lo è, si tratta di una donna, Daphne ne è più che sicura»

«Una donna con DNA da uomo?»

«Una donna con DNA di mostro, amore mio»

Chiamo Elettra: «Pronto, scusa per l’ora ma devo parlarti di una cosa»

Le spiego tutto, Francesco è accanto a lei che mette il telefono in viva voce.

«Una donna con il mio DNA?» dice proprio quest’ultimo «Forse ho capito di chi si tratta, o di cosa, prima di essere liberato da Victor, questi ha animato un essere con i resti dei cadaveri che aveva usato per me più quello di una donna che era stata forse attaccata da delle bestie feroci. Quella donna l’ha portata un tizio e diceva essere sua figlia. Il dottore sembrava molto succube di quell’uomo»

«Perché non c’era più quando sono arrivati i miei?» chiede Elettra.

«Perché sono andati via subito, appena ripresi i sensi»

«Abbiamo la vostra assassina» concludo io.

Chiudiamo la conversazione e noto che Merida mi guarda: «Lo sai cosa significa?» io faccio cenno di sì «Vuol dire che quella donna mostro è in mezzo a noi con un aspetto diverso esattamente come Francesco»

«Il che giustificherebbe anche la sua presenza alla RADC e l’uso del teletrasporto» aggiungo.

Chiamiamo anche Daphne e Luna, loro escogitano un piano.

Villa Tucson, 11 gennaio 2013

 Stasera è prevista la prima puntata dello show a cui partecipano Parsifal e Gemma e siamo tutti al palazzo Tucson per vedere insieme la puntata. Questo posto, per tanti anni, è stato il quartier generale delle avventure dei cherubini e compari contro Agas. Dal 2007 però è diventato, si spera definitivamente, una biblioteca e sala cinema.

Luna e Daphne hanno elaborato un piano per capire se la donna mostro si nasconda tra noi, dato che spulciando tra gli iscritti alla palestra della RADC nessuna appare così sospetta.

Luna si è procurata un vestito per Barbie identico a quello della bambola che Anjelica ha portato con sé e lo tiene nascosto in tasca. Da quando siamo diventati umani, con buona pace di nonno Javier, che ha dovuto cercarle su internet perché messo alle strette dalla nipotina, le bambole giocattolo sono state riacquistate per ripristinarci. Al momento opportuno Luna sostituirà ‎Daphne giocattolo‎ con Daphne umana tramutata in bambola.

Il problema è che la bambina sta cambiando continuamente pettinatura alla bambola e Daphne sta fingendo un nervoso giochicchiare con i suoi capelli:

«Tutto ok tesoro?» chiede Ben divertito ed incuriosito da quel fai e togli la coda della ragazza.

«Sì sono un po’ preoccupata per la gara. Spero che Gemma e Parsifal mantengano la calma‎»

«Lo faranno, sono animali da palcoscenico, è per questo che non siamo stati scelti noi due!»

Daphne sorride.

Lo spettacolo comincia. Il presentatore è Leonardo Silvestri, oggi sessantenne con i capelli bianchissimi e gli occhiali colorati. La co – conduttrice è la moglie Simona, più giovane di lui di qualche anno e molto ben ‎conservata‎!

Oltre che il voto da casa con il metodo degli sms, telefonata e internet vi è una giuria in sala composta: da un cantante e autore spagnolo Manuel Josè; una ballerina e coreografa americana, vecchia conoscenza anche di Boris Vertikov, tal Carole Sheridan; un giornalista sportivo del settore, un esperto d’immagine e di moda conduttore di un paio di trasmissioni su una rete di reality o similari, il direttore di un giornale di pettegolezzi; una ex ballerina classica, Domitilla Kovarski; infine, un altro cantante e autore che in un altro programma è anche tutor di aspiranti cantanti di nome Graziano. In mano hanno palette con numeri da zero a dieci, a fine puntata, i loro voti andranno a sommarsi con quelli del pubblico a casa decretando la coppia vincitrice e soprattutto, in questa fase, quella che viene eliminata.

«Certo che, se ai tempi del Per Amore e per Phoebus‎ ci fossero stati internet e i telefoni cellulari, Javier avrebbe bloccato la rete!» esclama Stefano ricordando quando ai tempi del contest al quale parteciparono nel 1992 c’erano solo le telefonate e Javier vinse perché supportato prevalentemente dal pubblico a casa.

Silvestri annuncia le coppie, sono in tutto dieci ma solo cinque fanno parte anche del concorso internazionale tra scuole, le altre sono composte da personaggi più o meno famosi, primariamente ripescaggi di qualcuno che altrimenti sarebbe finito nel dimenticatoio mediatico. A noi interessano gli otto rivali delle scuole, indipendentemente dall’esito della gara, l’importante è avere un punteggio alto sopra loro, anche se sotto ai vip sopraccitati.

«E direttamente dalle scuole di danza più famose al mondo abbiamo: Nicholas Pascotto e Serena Imenez dalla scuola Cripta di Lisbona; Thomas Esquivel e Natalia Balbo dal 999 di Buenos Aires; Valentina Musa e Flavio Riveni dalla scuola Rainbow Dance di Roma; Zoe Bridge e Sean Underwood dalla Pacific Dance School di Miami; infine dalla RADC di Malta, Gemma Cortes e Parsifal Raskol’nìkov!»

«Hanno mandato Serena e Nicholas?» esclama Marianna che conosce molto bene i rivali portoghesi essendo suoi ex compagni di scuola di quando ancora viveva in Portogallo con Bruno.

«Allora siamo a cavallo, lui è rauco e stonato, lei è più rigida di me quando ero un giocattolo di plastica!» interviene Merida.

Teseus è silenzioso, è come se fosse là con loro. Alejandro lo osserva:

«Io conosco i due argentini … anche loro sono un po’ rigidi, bravi vocalmente ma non a danzare‎»

«Ma dai, lei ha una voce pazzesca!» confuta Heather.

«Anche lui ha un bel timbro ma niente a paragone del nostro Parsy nazionale!» conclude il marito.

Naturalmente i nostri amici ballano per decimi. I brani che presentano sono scelti e arrangiati da loro, suonati dal vivo dall’orchestra dello spettacolo anche se diminuiti in durata, perché non possono superare per ovvi motivi i due minuti e mezzo.

Ci sono i Keaton e l’atmosfera con i Raskol’nìkov è tesa, sarebbe estesa anche con tutti gli abitanti della casa Oca, non fosse che Antonio, Riccardo e Abel sono amicissimi con Denab e compari. Nonostante la tensione, Daphne mi concede una battuta sulla mia storia con Merida: «Era ora che finalmente mettessi in funzione quel corpo umano spettacolare che Teseus ti ha donato!»

«Come darti torto, essere di carne è fantastico!» rido e anche la mia fidanzata mi sorride.

Leonardo presenta i nostri amici:

«É il turno di Gemma Cortes e Parsifal Raskol’nìkov, la loro versione di Time after time vanta la base registrata proprio mentre Parsifal suonava la chitarra come vedrete nel video di presentazione. La coreografia è la più difficile di quelle proposte ed è firmata Vertikov/Lündkvist. Saranno degni dei loro mentori?»

La clip che li descrive raccoglie immagini delle fasi precedenti del contest, delle prove e, come annunciato, di Parsifal che suona la chitarra per la base. Fortunatamente non ci sono spezzoni compromettenti relativi al primo giorno di prove.

Ballano divinamente ma qui, tutti sono nervosi, chi perché ha solo paura dei risultati, chi, sa o sospetta che, dietro quella loro splendida alchimia artistica, ci sia una storia pregressa o qualcosa di criticabile.

Cassiopea si avvicina a Javier: «Mi aspettavo di tutto da te, ma non che tua figlia si buttasse nel letto di un uomo ancora sposato»

«Cristina, lo sai che non è così»

«Non venirmi a dire che stavano ballando soltanto. L’ho vista fare mille volte a Stella e Christopher quella coreografia e loro due, che ci vanno sempre belli pesanti, non la fanno così!»

«Il fatto che l’abbiano ballata bene non dice niente»

«Andiamo, Javier!»

«Cristina, non ti facevo così bigotta da quando hai trascinato quel ragazzo per le palle all’altare solo perché tua figlia si è fatta mettere incinta!»

«Ah, lei si è fatta mettere incinta?»

«Sì, fatti raccontare da Lilian come sono andate veramente le cose, dal destino di chi ha portato via Parsifal e non ti parlo di cose da Prudentia, ma della versione della storia che tua figlia ha rivelato il giorno del mio compleanno»

«Stronzate tipiche da te, che metti l’amore perfetto al di sopra di tutto!»

Escono e chiudono la conversazione fuori della biblioteca: «Gemma è l’unica figlia che ho con Madleine e tu, più di tutti, sai cosa significhi per me!»

«Già, e questo dovrebbe rendere te sensibile ai sentimenti altrui, padre di Caritas!»

«Non sono i miei sentimenti, ma non puoi chiedermi di mettere mia figlia dietro alla tua capricciosa Lilian. Sai che ti voglio bene, ma non pretendere che io non appoggi Gemma per favorire tua figlia, che non riconosco come tale da cinque anni!»

«Ora che è il tuo tempo, hai scordato cosa significa soffrire per amore»

«No, non lo dimenticherò mai. Sei tu, che dopo vent’anni di felice matrimonio benedetto dall’arcangelo Michele non sai cosa voglia dire amare qualcuno che ha sposato un altro! Ti alzi ogni mattina con il cuore a pezzi, perché non è lei che hai al tuo fianco, ma un’altra. Anche se il tuo cuore ti dice che è la cosa giusta, tu non ce la fai a non pensare a lei ogni attimo della tua vita!»

«Gemma ha rovinato il matrimonio di mia figlia, non chiedermi di capire»

«Il matrimonio di Parsifal e Lilian faceva acqua da tutte le parti anche senza Gemma»

«No, Javier. Puoi anche vivere nel sogno che tua figlia abbia quello che tu hai aspettato per anni, ma non chiedermi di essere ancora la tua migliore amica!»

«Come ti pare, Cristina. Ho seppellito mio fratello, almeno posso consolarmi col fatto che tu sei ancora viva!»

Così, mentre negli studi televisivi di Firenze, le altre nove coppie restano basite dalla splendida esibizione di Gemma e Parsifal, qui si rompeva un’amicizia unica: quella tra Javier e Cassiopea.

Gemma e Parsifal si prendono il loro lunghissimo applauso e mentre viene data la pubblicità ad Anjelica scappa di andare in bagno:

«Ce la porto io!» esclama Luna rivolta a Teseus che si stava alzando.

Si scambia un veloce e furtivo sguardo con Daphne che qualche secondo dopo esce anche lei dalla sala.

Si trasforma in bambola e Luna la veste come quella della figlia sostituendola ad essa:

«Spero che non ti torturi troppo!» sussurra all’amica inanimata.

Poco dopo lo spettacolo è ricominciato. Tocca soltanto a Gemma cantare, pur sempre accompagnata dai passi di danza di Parsifal.

«La canzone che ci propone per questo intensissimo passo a due» annuncia Simona Silvestri «è la celeberrima My heart will go on colonna sonora del film campione d’incassi Titanic e nota al mondo grazie alla voce di Celine Dion!»

«Mia sorella qui dà il bianco!» enfatizza Teseus.

Il brano è molto bello e Gemma è proprio brava. Anche i passi sono molto ben studiati e lei riesce ancora una volta, a cantare e ballare anche nelle sfumature canore più difficoltose del pezzo.

La coreografia finisce con Gemma e Parsifal abbracciati stile la scena più famosa del film che vede i protagonisti sulla prua della nave.

Lilian, che era già livida di rabbia dal brano precedente si mette a sbuffare, e una bambola cade volutamente dalle mani di una già da un po’ addormentata Anjelica.

«Ragazzi ma dov’è finita Daphne?» domanda Ben preoccupato.

«Stai tranquillo, è in bagno ha un po’ di mal di pancia!» lo rassicura prontamente Luna.

«Vado a vedere come va …» propone il ragazzo.

«No, lascia, vado io» si alza veloce Luna «sai com’è sono cose da donne …»

In bagno Daphne torna del suo aspetto:

«A momenti Ben rovina tutto!» brontola mentre si rimette i vestiti a misura di donna.

«Hai visto qualcosa?»

«Sì Luna. È un grosso, immenso casino!»

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