Crazy for Caravaggio – Pillole di libri, un capitolo a caso: VENETIAN DREAM

[…] Trovo una scusa e torno alla Ca’ Fenix mentre Madleine si fa la doccia. Cerco Bianca e le chiedo: «Come posso contattare Caravaggio?»

«Tramite una sua opera»

«Peccato che a Venezia non ce ne siano e mi sono pure informato su qualche mostra itinerante ma zero assoluto!»

Lei sorride e, sì … i fantasmi sorridono.

«Lo studiolo di Jacopo è chiuso al pubblico, ma un ex pirata come te non avrà difficoltà a forzare una serratura»

«C’è un Caravaggio?»

«Lo ha avuto in eredità per due generazioni di cherubini paolini»

Non è difficile aprire la porta, Bianca mi lascia entrare per primo mentre descrive il quadro: «San Lazzaro di Betania di Michelangelo Merisi»

«Figlio di cinquantasei milioni più una!» esclamo «Quello ha fatto il ritratto a Akim?!»

«Deduco sia un tuo amico del tuo tempo, come è possibile che lui abbia potuto ritrarlo?»

«Non lo so, ma da morto l’ha visto … lunga storia, Bianca!»

Lo evoco. Vorrei chiedergli come mai la faccia del russo è nel dipinto del santo, ma so che ha poco tempo per me e voglio sapere come rimanere me stesso e poter aiutare i due fantasmi.

«Usa il tuo colpo alla minima potenza» sospira e sogghigna «in quel modo potrai anche sfruttare il sacramento al tuo vantaggio»

Ho capito tutto. Con la speranza che mi ha dato, gli perdono anche il ritratto al tritone!

[…]

Dopo cena ritorniamo a passeggiare ci fermiamo su un altro ponticello. La stringo e stiamo in silenzio per qualche minuto:

«Javier, vorrei poterlo vivere quel momento domani. Voglio essere io fra le tue braccia e non soltanto prestare il mio corpo a Bianca! Magari è questo il sacramento cui alludeva pure Teseus un anno fa?!»

«Anch’io lo penso. Per questo ho contattato Caravaggio e mi ha detto che il mio colpo a bassissima potenza ci farà tornare in noi al momento opportuno, questo ci farà restare lucidi senza invalidare il favore ai nostri fantasmi!» ‎

«È rischioso?»

«No, assolutamente‎»

«Come hai contattato il pittore? Al telefono?»

«No, pare che i nostri amici della Ca’ Fenix possiedano l’unico Caravaggio di Venezia, si tratta di un san Lazzaro … che somiglia a Akim!»

Lei si mette a ridere perché nota la mia espressione di disappunto.

«È colpa tua, se avessi scelto Andres, il tuo santo somiglierebbe a tuo fratello»

«Sai che consolazione!»

Mi allontano leggermente e tiro fuori dalla tasca una collanina con un ciondolo d’oro.

«Sei sempre il solito. Nemmeno un pacchetto!» brontola lei.

Ha ancora al polso il mio bracciale con la stellina.

«Volevo mettertela al collo‎» ‎

È una nota musicale con la spada di Περσέας e una “M” fuse insieme.

«L’ho disegnato io, poi Colin ha fatto tutto il resto» spiego mentre l’aiuto a indossarla.

«Grazie, è bellissima‎» ‎

Le prendo il viso tra le mani e la bacio delicatamente.

«Senti ma che fine ha fatto?»

Lei capisce di cosa sto parlando.

«È andato perduto con i cocci del tuo pullman purtroppo…»

Ritorniamo in camera.

Madleine è silenziosa, io altrettanto.

Ripongo la giacca sull’appendi abiti, lei si toglie i sandali e mi guarda. Dopo qualche minuto in cui non fa che guardarmi mi metto a ridere:

«Cosa c’è?» domando.

[…]

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P.S.

QUESTA E’ UNA STORIA DI FANTASIA.

Non risultano attestazioni attendibili che Caravaggio sia mai stato a Venezia, se non supposizioni di vari storici dell’arte tra cui GP Bellori. L’inserimento del quadro (anche in questo caso di fantasia)  non ha alcun riferimento. Caravaggio dipinse una “Resurrezione di Lazzaro” conservata a Messina ma non vi è alcuna somiglianza con Akim!